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Poker e strategia: come giocare quando si è card dead

Intimorire gli avversari con uno sguardo inquietante non è sufficiente...Molto spesso si sentono giocatori di tornei, tanto live quanto online, lamentarsi circa il fatto di essere stati card dead per tutta la loro permanenza ai tavoli, e quindi di essere usciti dopo un’apparizione anonima senza aver potuto fare alcunché, a causa delle pessime carte avute in dote dalla sorte.

Certamente, senza l’aiuto di buone carte e di circostanze favorevoli difficilmente potrete vincere un torneo, ma certo limitarsi a giocare in modo standard solo mani buone o ottime non aiuta. Talvolta, dovrete anche fare mosse basate sull’immagine dei vostri avversari, sulle circostanze e le dinamiche presenti al tavolo, tenendo naturalmente presente anche la situazione del vostro stack e di quello degli altri giocatori.

Di seguito, troverete quindi una serie di mosse che costituiscono un po’ l’ABC di quello che un buon giocatore di tornei dovrebbe conoscere e mettere in pratica.

Rubare bui ed ante:
Nonostante il gioco del poker texas hold’em si sia sempre più evoluto in modo aggressivo, rubare bui ed ante è ancora tanto efficace quanto fondamentale. Nelle fasi avanzate, infatti, bui ed ante potranno costituire una percentuale importante del vostro stack, e riuscire ad aggiudicarseli uncontested diventa quindi tutt’altro che secondario.
Naturalmente si tratta di farlo con la giusta frequenza: non farlo mai vi farebbe spegnere lentamente e probabilmente non ottenere alcuna azione quando aprite il gioco con mani forti, farlo troppo spesso vi espone alle 3-bet avversarie, almeno a quelle dei giocatori più attenti.

Restealare preflop:
Proprio perché nelle fasi avanzate spesso cercheranno di rubare i vostri bui, se vi rendete conto che un giocatore sta aprendo con eccessiva frequenza sui vostri blinds è probabile che spesso non abbia una mano abbastanza buona da affrontare una 3-bet da parte vostra. Controrilanciarlo di tanto in tanto in modo da renderlo meno spavaldo è dunque una buona idea: ovviamente farlo con il giusto tempismo sarà quello che farà la differenza fra sentirvi dei fighi e l’esatto contrario.

Lo stop&go:
Talvolta avrete una mano abbastanza buona da giocare ma uno stack troppo esiguo per sperare di avere fold equity di fronte ad un raise, qualora 3bettaste all-in. Una buona mossa può essere quindi quella di limitarsi a chiamare il rilancio per poi andare all-in su qualsiasi flop, indipendentemente che vi abbia favorito o meno.
Ammettiamo infatti che abbiate un “M” pari circa a 9, che siate sul big blind e vi troviate in mano una coppia di sette. Se un avversario prima di voi rilancia standard con mani come AJ+ ed alcuni altri broadways o una coppia medio/bassa, difficilmente potrà essere disposto a mollarli di fronte ad un vostro all-in preflop.
Nel caso in cui chiamiaste invece ed il flop non lo aiuti affatto o sia ostile alla sua coppieta, un vostro bet all-in ad aprire il gioco al flop potrebbe spingerlo a foldare molte mani, o a chiamare con pot odds sfavorevoli avendo solo due overcards, ad esempio.
Tuttavia, perché la mossa possa essere messa in pratica è necessario openpushare flop, quindi bisogna trovarsi fuori posizione, ed avere in mano delle carte con alcune potenzialità, come una coppietta o dei suited connectors.

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Il floating:
Particolarmente adatto contro avversari che hanno un’alta percentuale di c-bet nei propri raisati, il floating è una mossa che consiste nel limitarsi a chiamare una puntata in posizione pur non avendo hittato il board con l’intenzione di bluffare nelle streets successive, ad esempio chiamando flop ed uscendo puntando al turn di fronte ad un check avversario.
Come ogni mossa, ha le sue controindicazioni: farla in un multiway o contro un avversario short non è una buona idea, così come un board drawy è meno adatto di uno dry per raggiungere il vostro scopo, ovvero quello di rappresentare una mano forte.

'To squeeze' letteralmente significa spremere, stringereLo squeeze:
Si tratta di una mossa tanto potenzialmente profittevole quanto rischiosa, perché fatta spesso dimostrando molta forza con carte mediocri o poco più. Consiste nel 3bettare il rilancio di un giocatore preferibilmente loose preflop dopo che questi abbia ricevuto un call da un altro giocatore. Tanta aggressività da parte vostra dovrebbe far foldare spesso OR, e d’altra parte chi si è limitato a chiamare non dovrebbe avere spesso una mano molto forte, ma anche qui occorre attenzione. Un giocatore esperto potrebbe infatti rendersi conto di ciò che state facendo e regolarsi di conseguenza, mentre un principiante potrebbe innamorarsi delle proprie carte tanto da non volerle mai foldare, indipendentemente dalla vostra azione.

Come vedete, quindi, ogni azione possibile ha le sue controindicazioni, i suoi pro e contro da valutare e gestire: solo attraverso l’esperienza ed una buona capacità di lettura di avversari e situazioni sarete in grado di scegliere cosa sia più corretto fare in ciascuna circostanza particolare.

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