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Strategie di Poker

La valutazione del rischio nel poker: lo studio per combattere il subconscio (2^ Parte)

Scritto da
09/04/2019 18:00

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Nella prima parte di questo  articolo abbiamo cercato di farvi capire perchè non sia possibile prendere decisioni nel poker di fronte a un 50:50 puro.

La presenza di Dead Money all’interno del Pot immessa dai giocatori prima del nostro turno e della strada su cui dovremo fare action, ci indurrà a fare dei calcoli su basi certamente diverse da quelle di un 50:50. 

cervello poker pro gamer

 

Il processo di valutazione del subconscio 

Il subconscio, in una situazione che ci vede di fronte ad un 50:50, ti consiglia sempre di assumerti il rischio solo se l’esito medio è più buono che cattivo.

Ciò significa che la maggioranza di noi è portata a rifiutare istintivamente gli investimenti 50:50 e persino a rifiutare quelli leggermente a nostro favore.

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L’autore di questo articolo è pronto a scommettere che la maggior parte dei lettori di questo pezzo, rifiuterebbe anche un’eventuale proposta di un extra di €20 ogni volta che si vince, oltre al profitto di 1.000. 

Il subconscio non è un nostro nemico, ma va seguito col contagocce

Esso è messo lì per proteggerci dal sopportare altissimi livelli di stress e volatilità per margini di guadagno tutto sommato ridotti.

Per nostra sfortuna, invece, il cammino storico del poker ci ha portato fino ai giorni nostri in cui non è possibile rinunciare ai margini di sopravvivenza seppur quantitativamente poco più che insignificanti

Per avere successo nel nostro giochino, la necessità di prendersi dei rischi che mettano a repentaglio il nostro livello di stress, è qualcosa che dobbiamo fare più e più volte. 

L’esempio più calzante è quando riceviamo una mano come una coppia di jack e sappiamo che siamo stati aggrediti da un avversario che ha spinto All In con AKo in un piatto quasi vuoto. 

Piaccia o no questo dovrebbe essere, tranne casi particolari, sempre call. 

Abbiamo il 55% di Equity e avremmo bisogno di meno del 50% per effettuare una chiamata da Break Even. 

Il fallimento della valutazione del rischio

La size di puntata che più frequentemente ci troveremo di fronte al river è di circa il 75% del pot. 

In termini di Pot Odds, ogni volta che dobbiamo affrontare una puntata di 7,5 su un Pot da 10, otteniamo 17,5:7,5 o, se preferite, 2,33:1.

Ciò significa che la nostra Equity richiesta è del 30% scarso, ma noi siamo talmente intenti a pensare a quanto sia il gap che ci separa da oppo, o da quanto possano funzionare i nostri “Blocker”, che ci dimentichiamo quanto sia basso e profittevole il nostro eventuale investimento. 

In questo momento il nostro subconscio ci sta suggerendo il suo mantra fuorviante: “il risultato deve essere significativamente più buono che cattivo”.

Il termini numerici il subconscio ci sta chiedendo di avere qualcosa come il 55% di Equity, qualcosa di assurdo. 

In realtà un totale di Pot Odds 2,33:1 dimostra che il risultato effettivamente può essere più cattivo che buono, ma nel lungo periodo può trasformarsi in una chiamata redditizia. 

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Se Villain sta bluffando solo un terzo delle volte, puoi addirittura chiamare con profitto esclusivamente con un bluff-catcher.

Una buona parte dei giocatori ricreativi, qui folda non tanto perchè fatica a riconoscere il range di Villain, quanto a causa del subconscio fin troppo esigente.

Capire bene il funzionamento delle Pot Odds, ci aiuta sensibilmente a combattere contro la parte tight del nostro ego.  

La soluzione

L’esatta Equity richiesta per effettuare una buona chiamata nel lungo periodo, è contro-intuitiva rispetto a ciò che ci consiglia il subconscio.

Quando vi trovate in situazioni in cui tendiamo grossolanamente a calcolare quanto potremmo vincere o perdere nel long term, fermatevi. 

Quando siete di fronte a una decisione da prendere al river o ad un All-In in una strada precedente, sarà semplice calcolare l’equity effettiva. 

È un ragionamento che per le prime volte sarà un tantino difficoltoso, ma dopo qualche tempo vi entrerà dentro come una seconda pelle. 

Il primo passo è quello di evitare di pensare a Implied Odds, o future fold Equity, calcoliamo BENE la probabilità di vincere il piatto e di conseguenza l’effettiva Equity. 

 

Solo successivamente dovremmo cominciare ad analizzare l’auotonomia di Villain e quante volte pensiamo di poter chiamare per vincere.

È un tipo di percorso che può durare anche settimane o mesi, ma alla lunga vi servirà come il pane e darà i suoi frutti.

Il cervello ha bisogno di imparare che la valutazione del rischio che va bene per tutti i settori della vita, non si applica al poker.

Dobbiamo smettere di fare dei fold orribili solo a causa di un assurdo test della valutazione del rischio da parte del nostro subconscio. 

 

 Articolo tratto da pokerstarsschool.com

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