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Chrome · Psicologia

La teoria del grinding (7° parte)

Scritto da
27/05/2011 07:18

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Proseguiamo con l’analisi di Tony “Bond18” Dunst sull’efficacia ed efficienza dei 10 modi più comuni con cui si prova a migliorare il proprio gioco.

Guardare video
“Per quanto concerne i video, voglio guardarne tanti nei prossimi sei mesi, ma prima di farlo ho intenzione di chiedere a qualche collega d’indicarmi chi ha realizzato quelli qualitativamente migliori. Non mi va di perdere tempo a guardare cose inutili.

In più, è importante identificare i coach che sono sì super forti ma non sono capaci di esprimersi bene nei loro video. In tal caso, infatti, guardarli sarebbe inefficiente perché c’è bisogno di ricordarsi i loro pattern e poi perdere altro tempo a capire il tutto chiedendo anche un parere esterno sulle motivazioni che lo hanno spinto a compiere una particolare azione.

Leggere i forum
Essenzialmente, ho costruito la mia carriera grazie agli insegnamenti appresi sul forum di TwoPlusTwo. Tuttavia, ci sono modi efficaci e non efficaci anche nell’uso dei forum. Se non conoscete quelli che postano online, vi conviene andare ad investigare sui loro risultati per capire se le opinioni esperesse meritano adeguata considerazione. Alcuni, che sono perdenti, scrivono roba sorprendentemente articolata e che fa trasparire una certa padronanza dell’argomento, ma in realtà possono creare un campo minato di potenziale disinformazione.

Non sto dicendo che le opinioni dei perdenti e di quelli che stanno studiando il gioco vadano completamente ignorate, ma se qualcuno mi dà un consiglio su come fare bene una certa cosa preferisco sincerarmi del fatto che lui stesso sia la prova vivente della correttezza di quanto dice.

Quando decidete di postare, vi raccomando di rispettare gli altri utenti, e quando volete dare un consiglio, fatelo nella maniera che aiuti a meglio comprendere e sviluppare una certa discussione invece di puntalizzare il fatto che siete più in gamba degli altri che scrivono.

Leggere libri
Devo ammettere che non conosco bene la moderna letteratura sul poker. All’inizio della mia carriera ho letto qualsiasi libro mi passasse per le mani, e mentre alcuni sono ancora validi e meritano certamente una ripassata, altri sono diventati decisamente obsoleti. Inoltre, anche i libri offrono potenzialmente un sovraccarico di informazioni. Pertanto, preferisco sottolinearmi i passaggi chiave e magari mandarli a memoria con diverse ripetizioni.

Ad esempio, una cosa che vorrei fare è di prendere le tabelle degli shoving e calling range ottimali presenti sul libro Kill Everyone di Lee Nelson e trascriverli su dei bigliettini. Dopodiché, me li guarderei con una certa frequenza finchè non mi sono entrati in mente, riducendo allora il numero di variabili che devo considerare mentre gioco e il tempo perso a inserire dati in software come Pokerstove.” (continua)

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