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Strategie di Poker

La preparazione alle sessioni di poker online: evitate gli atteggiamenti result-oriented

Nonostante il giocatore medio non dia una grossa importanza alla preparazione delle sessioni, la loro programmazione riveste un ruolo necessario nella vita di un pokerista. 

Scritto da
23/04/2020 10:49

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Luca Cristantielli affamato

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La preparazione result-oriented nel poker online

Ci sono stati casi, in ogni carriera di ciascun giocatore vincente, in cui si è affrontata una sessione online non esattamente nelle condizioni migliori. 

Magari avevamo tre ore di sonno mal contate, oppure ci siamo messi a giocare al rientro da una notte brava, non esattamente lucidissimi. 

E magari al termine di quella sessione abbiamo vinto parecchio, è andato tutto bene e magari siamo pronti a rifarlo. 

In quei momenti si pensa di essere speciali, magari ci viene in mente l’idea che giochiamo meglio in condizioni non ottimali, che siamo diversi dagli altri. 

Non facciamo mai questo errore. 

Allo stesso modo in cui abbiamo giocato malissimo una mano al termine della quale i soldi son tornati indietro e dobbiamo riconoscerlo, se affrontiamo una sessione, seppur vincente, in condizioni non ottimali, dobbiamo riconoscere che sia andato tutto bene e dovremmo evitare di riprovare quella ebbrezza. 

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Adattarsi al giorno non è mai un buon consiglio

Hai dormito bene? Hai mangiato sano durante tutto l’ultimo mese? Stai giocato bene? 

Queste sono le verità oggettive a cui devi dare ascolto per capire in quale modo affronterai le sessioni future. 

Non è lo stato d’animo al momento dell’apertura della sessione che deve fare da discriminante. Non è in quel momento che dobbiamo decidere se aprire 10 o 15 o 20 o un tavolo solo. 

La condizione psico-fisica di un buon giocatore di poker deve essere sempre ottimale anche se, ovviamente, ci sono le eccezioni, ma quando esse si presentano per i motivi più disparati, saremmo pronti a dire “ok, oggi non è il caso, mi metto a dormire, o a fare altro”. 

Questo tipo di necessità vale soprattutto se siamo giocatori di torneo, quando, cioè, se apriamo i nostri MTT non possiamo chiudere quando vogliamo, ma solo quando ci elimineranno. 

Pensate se la stanchezza vi tramortisse a 50 left di uno dei vostri tornei. 

Fidarsi del processo

Fidatevi delle cose giuste, dei consigli giusti, lo sbaglio è quello di catalogare le vostre sensazioni nell’immediato.

Una rondine non fa mai primavera, la scelta di giocare nelle nostre migliori condizioni deve essere costante ed è vero pure per quando ci concediamo una pausa per noi stessi, per il nostro sano ego e per i nostri piaceri. 

Se elimineremo per sempre il cibo da fast food, ad esempio, non è che di incanto diventeremo giocatori vincenti. 

Ma la certezza di essere performanti a lungo termine, quella si impossesserà di voi e sarete ben più sicuri in ogni campo della vostra esistenza, anche nel poker. 

Lo stesso discorso vale per il miglioramento del vostro sonno, per il vostro allenamento costante, per essere disciplinati ai tavoli ecc ecc. 

Questa non è scienza missilistica. Richiede semplicemente un po’ di umiltà. 

Studiare quando si deve, giocare quando si può

Ti svegli una domenica mattina e sei reduce da una serata di quelle indimenticabili con gli amici. 

Valuta di studiare invece che giocare. Se il solo pensiero di fare calcoli e eseguire simulazioni e prendere appunti sui video mentre sei stanco ti mette in difficoltà, perché giocare in un tale stato dovrebbe rappresentare una buona idea? 

Se vuoi migliorare il tuo processo e la probabilità di risultati migliori, mantieni uno standard più elevato quotidianamente.

Il livello di attenzione per lo studio delle sessioni dovrebbe essere più basso di quello che serve per essere pronto a giocare. Se pensi che la tua mente non sia abbastanza acuta per affrontare una sessione di studio, non dovresti assolutamente iscriverti ai tornei. Bevi dell’acqua, fai jogging intorno all’isolato e/o torna a letto.

Le sessioni future, come prepararle

Nonostante il giocatore medio non dia una grossa importanza alla preparazione delle sessioni, la loro programmazione riveste un ruolo necessario nella vita di un pokerista. 

A parte gli impegni quotidiani in real life, programmare la nostra sessione per i giorni successivi, o perchè no, al giorno dopo, ci aiuterà a tenerci focalizzati sulla partenza fin da qualche ora prima. 

Pensate a quando non giocate per alcuni giorni: la voglia di rimanere concentrati almeno per le prime ore di gioco sarà altissima, il vostro livello di attenzione rimarrà elevato per buona parte. 

Le decisioni vengono prese con attenzione, i risultati sono buoni, non per forza quelli economici, ma a livello di scelte sono state per la maggior parte tutte corrette. 

È nella natura umana voler riprendere al più presto dopo una sessione in cui ti è parso di fare le scelte giuste, accompagnate magari, cosa non scontata, da un risultato positivo. 

Il giorno dopo non sarà così. E avremo bisogno di un approccio diverso, magari qualche tavolo in meno a inizio sessione, uno schedule meno impegnativo rispetto a quello del giorno precedente, una sessione di studio leggera qualche ora prima di quella di gioco, un pasto light e molto sano, una bella dormita ristoratrice. 

Volontà e capacità

Sei disposto a a migliorare il tuo processo? Sei in grado di farlo?

Se i risultati non arrivano come ti eri prefisso, il primo desiderio è quello di scagliarsi su cause accidentali, tipo l’80/20 perso a 15 left, il flip che ti avrebbe portato al Final Table, ecc ecc.

È successo, sapevi che sarebbe potuto capitare ben prima di scendere nella tua arena online preferita. 

That’s poker, man. Hai smaltito la delusione, ma la guerra ricomincia domani e tu hai la necessità di riprenderla nelle migliori condizioni psico-fisiche possibili. 

Never give up!