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Tornei di poker e deal: ecco gli errori da evitare

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11/10/2015 10:25

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Per un giocatore di tornei online, oltre alle qualità note come aggressività, stack management, sapere quando cambiare marcia, attaccare la bolla e cose di questo genere, c’è una skill da sviluppare a tutti i costi: sapere fare un deal.

Che si sia professionisti, semipro o amatori, sapere come muoversi nella contrattazione di un accordo a fine torneo è essenziale, per ottimizzare l’impatto della varianza senza lasciare sul tavolo troppa EV a caso.

great-deal

Da questo punto di vista, quanto si è visto nel final table dell’ultimo WCOOP Main Event merita un’attenzione particolare. Come emerso dalla cronaca del torneo e dalla successiva intervista al vincitore Coenaldinho7, quest’ultimo aveva iniziato a martellare fin dall’inizio del final table richiedendo a più riprese un deal. Pare fosse tutta una tattica per confondere gli avversari e dare più credibilità ai suoi raise, ma in ogni caso questo non avrà un gran peso nella discussione del deal vero e proprio.

Al contrario di quanto accade spesso, al WCOOP Main Event non si è trovato un deal in base all’ICM, ma dalle cifre ICM si è partiti per una trattativa che ha avuto esiti piuttosto sorprendenti.

Ecco un riquadro che riporta la situazione degli stack al momento del deal, e le cifre risultanti in base all’ICM:

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Subito si è fatto avanti AlwaysiNduCe, non a caso quello con più esperienza dei quattro, che ha posto come condizione fondamentale quella di vincere almeno un milione. Nolet20 ha subito rifiutato e la discussione stava già per saltare, con AlwaysiNduCe intenzionato a tornare a giocare per guadagnare quelle chip mancanti a fargli raggiungere la quota di 1 milione secondo ICM.

BEERTJES79, LA SAGRA DEGLI ORRORI

Ma beertjees79, il più corto del lotto, non aveva alcuna intenzione di rinunciare a un surplus garantito che riteneva importante, rispetto ai 562mila dollari che spettavano al quarto classificato secondo il payout standard. Così, di sua sponte, interviene dichiarando che gli sarebbero bastati 800mila dollari, se fosse stato necessario per trovare un accordo. Anche Coenaldinho7, a sua volta, si è detto disponibile a rinunciare a 27mila dollari “accontentandosi” di 1,1 milioni. Così, a fronte di una richiesta di poco più di 15.500 dollari, di colpo se ne liberano circa 77mila.

A questo punto interviene il chipleader Nolet20, che per chiudere il deal pretende che gli vengano assegnati tutti i soldi che rimanevano dopo avere accontentato AlwaysiNduCe. Così, alla fine dei conti Nolet20 riceve ben più di quanto l’ICM gli aveva assegnato: 1.223.000$, ovvero oltre 62mila dollari in più. Nel dettaglio, ecco le variazioni rispetto all’ICM:

  • Nolet20: + $62,224.90
  • AlwaysiNduCe: + $15,536.08
  • Coenaldinho7: – $27,632.33
  • beertjes79: – $50,128.65

Stiamo parlando di cifre decise a tavolino, che però hanno un peso innegabile nei bilanci di ciascun player, in particolar modo se non professionista. Tavoli finali come questo – o come quello di un Sunday Million, per citare un’esperienza italiana e alla portata di tutti – arrivano molto raramente, e per la stragrande maggioranza l’occasione si presenterà – forse – una volta nella vita, quindi è il caso di capire meglio come muoversi e quali errori non fare.

Come è noto, chiudere un deal è un modo per ridurre l’impatto della cosiddetta varianza, così da assicurarsi una parte del montepremi non ancora assegnato, sottraendolo all’alea.

In generale, i professionisti sono quelli più abili ed esperti nel contrattare un deal, ma sono anche quelli che dal deal hanno meno da guadagnare. Da un lato perchè avrebbero un edge da vantare sul non professionista, anche se l’entità di questo edge è ben difficile da quantificare; dall’altro, in occasioni speciali come quelle date dai grossi tornei con enormi montepremi garantiti (è il caso del WCOOP ma anche dei nostri ICOOP Main Event, Sunday Million eccetera) è prassi che i grinder di professione vendano o scambino quote. Una pratica, quest’ultima, che ha già di per sè lo scopo di ridurre la varianza. Da questo punto di vista, il WCOOP Main Event 2015 ha molto da insegnare ai meno esperti.

“GUARDARE” MEGLIO L’ICM

Si pensi allo stesso beertjes79, che senza batter ciglio ha rinunciato a oltre 50mila dollari. Probabilmente, il belga avrà pensato che si trattasse di una percentuale accettabile su quello che l’ICM gli aveva assegnato. Ma questa è una valutazione errata, perchè il calcolo corretto andrebbe fatto sul guadagno netto che l’ICM assegna, al quale va tolto ciò che è già nostro e quindi, per definizione, non oggetto di negoziazione.

In questo caso, per chiarire le idee è il caso di sapere quanto ogni giocatore avrebbe realmente guadagnato dal possibile deal, togliendo dalle cifre dell’ICM l’ammontare del premio previsto per il quarto posto, ovvero 562.500$.

Fatta questa sottrazione, il panorama cambia nettamente:

  • Nolet20 si assicurerebbe 598.275$ in più
  • Coenaldinho7 si assicurerebbe 565.132$ in più
  • AlwaysiNduCe si assicurerebbe 421.963$ in più
  • beertjes79 si assicurerebbe 287.628$ in più

kind_of_a_big_dill_king_duvetAppare dunque evidente che i 50mila dollari a cui beertjes79 ha rinunciato non sono solo il 5,9% di quanto gli spettava, ma una parte molto più consistente: il 17,3%. Si tratta di una percentuale che quindi non riguarda il premio totale, ma solo l’equity ancora da assegnare che quindi è l’unico oggetto della trattativa.
In questo senso, il futuro vincitore Coenaldinho ha rinunciato a una cifra abbastanza trascurabile, sul totale della sua equity residua: 27mila dollari, ovvero il 4,77%.

L’errore più marchiano è stato dunque quello di beertjes79, che ha accettato – anzi, ha addirittura proposto – di guadagnare una cifra sì ragguardevole in generale, ma penalizzante rispetto alle reali potenzialità dell’occasione. Come si vede dalla prima immagine, la sua situazione di chips era la peggiore dei quattro, ma non certo disperata! Al momento dello stop per discutere il deal, beertjes79 aveva poco più di 16 big blinds. Pochi ma non pochissimi, in particolare per il poker di oggi e soprattutto considerando i distacchi dagli altri: il suo più vicino concorrente AlwaysiNduCe ne aveva 25, il chipleader Nolet20 non arrivava a 45.

Con una situazione di estrema incertezza, beertjes79 ha fatto carte false per stipulare un accordo che per lui era da considerarsi accettabile solo in caso di uscita in quarta posizione, come poi è avvenuto. Ma se fosse giunto terzo avrebbe a malapena fatto pari, perdendo invece anche fino a 760mila dollari in caso di vittoria.

Quindi fate bene attenzione a ciò a cui rinunciate, non solo in casi di grosse cifre come questo, ma come regola generale.

IL VANTAGGIO DELL’ONLINE

Discutere un deal dal vivo ha una caratteristica peculiare e inevitabile: qualcuno deve proporlo. In generale, chi propone per primo un deal si assume anche il rischio di far percepire una maggiore debolezza. Poi tutto può essere utilizzato a scopo di deception, come nel caso di Coenaldinho7, ma in generale è meglio non far percepire di avere un forte desiderio di scendere a patti. Se live è necessario che ci sia qualcuno disposto a rompere il ghiaccio, così non si può dire online, almeno su PokerStars. Grazie alla casella da flaggare nell’apposito spazio tra le opzioni in chat, è sempre possibile sapere quanti giocatori siano propensi a fermarsi per discutere un deal (e la discussione parte solo quando si raggiunge l’unanimità), ma non è possibile conoscerne l’identità. Ovvero, possiamo sapere ad esempio che 2, 3 o 4 giocatori su 9 sono disposti al deal, ma mai chi questi siano.

MAI GIOCARE A CARTE SCOPERTE!

Questo elemento di anonimato facilita senza alcun dubbio l’inizio di discussioni e trattative, che poi devono però seguire le classiche leggi della contrattazione. La più importante di esse è forse quella di non giocare a carte scoperte, non far capire da subito fino a dove siamo disposti a cedere. In caso contrario, come accaduto a beertes79, saremo carne da macello e regaleremo ai nostri avversari i soldi più facili di sempre, perchè guadagnati senza alcuno sforzo.

SUPERMET, IDOLO DELLE FOLLE

Ma bertjees non è certo stato l’unico “pollo” nella storia dei deal di poker, e tantomeno Nolet20 è stato il più furbo di sempre. Certo, lui si è visto gentilmente recapitare 1,23 milioni di dollari quando l’ICM gliene avrebbe assegnati solo 1,16. Ma c’è qualcuno che ha fatto molto meglio, ed è italiano

Muhamet “Mario” Perati, autore del deal più assurdo della storia

Parliamo di Muhamet “Mario” Perati, che qualche anno fa passò alla storia con il deal più surreale di sempre. Rimasto in 3 al Night On Stars di PokerStars.it, “supermet01” riuscì in un’impresa forse unica: guadagnare con un deal più di quanto assegnava il primo posto nel payout regolare!

In pratica, dopo avere bullato il tavolo con una certa comodità, Perati riuscì a convincere i due malcapitati avversari a lasciargli l’intero ammontare del primo posto, più un euro “per scaramanzia”. Così i due si spartirono in parti uguali gli 8.200€ rimanenti, mentre lui incassava senza soffrire 6.401€ – esattamente 1€ in più dei 6.400€ stabiliti dal normale payout…

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