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Perché nel poker online si è arrivati al "Monopolio", eppure in Francia...

Abbiamo parlato a lungo dell’ “effetto monopolio” nel poker online, in particolare del “monologo” di PokerStars, che stando a voci credibili, potrebbe acquistare anche PartyPoker.

Quando una partita di calcio finisce 5-0, al termine dell’incontro la domanda che sorge spontanea è sempre una: dove arrivano i meriti dei vincitori e i demeriti degli sconfitti? Domanda da un milione di dollari.

Con ogni probabilità, Stars, guidata dagli Scheinberg, è stata un esempio, un modello gestionale, se solo pensiamo all’idea geniale delle sponsorizzazioni nell’epoca d’oro (dal 2003-2004), le qualità del software, i servizi. Il focus era esclusivo sul poker (prima del cambio di rotta obbligato degli ultimi anni) ed è questo - senza dubbio - uno dei punti di forza rispetto alla concorrenza.

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Mark e Isai Scheinberg, fondatori di PokerStars

Con il tramonto di Full Tilt, a causa dell’inchiesta federale negli Stati Uniti e della cattiva gestione finanziaria, PokerStars ha dominato in tutto il mondo, spazzando via la timida concorrenza dei competitors, concentrati più su scommesse e casinò.

La sua liquidità e leva finanziaria sono senza dubbio due armi oramai potentissime che la rendono inespugnabile. Prendiamo l’esempio dei Sit and Go Lotteria. Inventati da Winamax, ripresi da iPoker, hanno registrato un boom di massa fenomenale, solo una volta che da “Espresso” sono “diventati” Spin & Go, nonostante vi siano jackpot più elevati su altri siti alternativi a Stars. Potenza della televisione e di una liquidità oramai infinita.

Molto probabilmente, il demerito dei players avversari è stato proprio questo: aver investito nel poker senza crederci, seguendo una moda ed un trend del momento, fino in fondo ed in modo sbagliato. Non era il loro core business e gli effetti sul mercato sono stati catastrofici, nonostante un fiume di soldi investiti.

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Ma prendete per esempio l’Italia: appena sono stati autorizzati i casinò online e, in un secondo momento le slot, nessuno si è più sognato di investire nel poker. I budget pubblicitari sono stati investiti solo sui nuovi giochi. L’unica room che ha continuato ad attaccare la massa è stata Stars. Gli effetti sulla liquidità sono stati pesanti, perché si è continuato a premiare i regular, ma pochi casual players si sono affacciati sugli altri siti.

A livello mondiale, chiuso il mercato statunitense a causa del Black Friday, finito il grande business, gradualmente sono scomparse dal mercato le rooms “pure” e gli effetti sono stati penalizzanti per la concorrenza e per i giocatori.

In Italia e Spagna abbiamo assistito ad un graduale ma inesorabile dominio. PokerStars è imbattibile quindi? La sua posizione dominante la rende inattaccabile?

Eppure, c'è un'eccezione che dimostra il contrario e apre a scenari impensabili. L’esempio di Winamax, come vi abbiamo raccontato ieri. La room francese presenta numeri talmente importanti che dimostra esattamente il contrario. Se si lavora bene e si investe nell’innovazione, nulla è scontato, neanche di fronte ad un mercato oramai in mano ad un solo competitor.

Editor in chief - Giornalista e analista betting
Luciano Del Frate è giornalista iscritto all’Ordine da oltre 25 anni e vive a Malta dal 2012. Laureato in Giurisprudenza, è specializzato nei sistemi regolatori del settore gaming e nella comunicazione del gioco legale in Italia. Dopo gli inizi tra quotidiani e televisioni, dai primi anni 2000 lavora nel mondo delle scommesse come consulente, approfondendo da vicino le dinamiche del mercato internazionale. Dal 2010 fa parte della squadra di Assopoker, dove racconta poker, betting e industria del gioco con un approccio tra analisi, esperienza e passione. Malato di sport fin da bambino, non ha mai smesso di inseguire quel sogno nato sfogliando il Guerin Sportivo