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Doug Polk spiega la GTO: “Bilanciare è tutto: in certi spot la cosa giusta da fare è sia foldare che chiamare”

La strategia GTO Poker spiegata da Doug Polk: perché bilanciare è essenziale e perché il modo migliore di farlo, a volte, è attraverso un randomizzatore

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06/04/2019 12:03

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Si sente parlare sempre di più di GTO, nonostante sia un termine ancora sconosciuto alla maggior parte dei giocatori. Come abbiamo detto più volte, la GTO è una strategia basata sull’applicazione della Teoria dei Giochi al poker. Nello specifico, è un approccio che non punta ad exploitare l’avversario (esempio: folda troppo allora aumento i miei bluff) ma a cercare du essere impossibili da exploitare (esempio: ho una frequenza di fold perfettamente bilanciata con la frequenza di call, quindi è “impossibile” bluffarmi profittevolmente).

Alla base della strategia GTO c’è il concetto di balance, ovvero di equilibrio. Vuol dire che ogni mossa non è mai giusta di per sé nel caso specifico, ma dev’essere giusta perché bilanciata con la sua controparte.

Non è un concetto di immediata comprensione e infatti molti giocatori alle prime armi (e non…) continuano a snobbare la GTO proprio per il semplice motivo che non la capiscono. In un video dell’anno scorso, Doug Polk ha parlato del concetto di equilibrio e ha spiegato con parole semplici ma efficaci cosa significa giocate secondo GTO. Le riportiamo di seguito.

Doug Polk e il lancio della monetina

Se ti trovi di fronte a un push al river e non sai cosa fare, dovresti lanciare una monetina per decidere“, ha detto Polk. “Sembra una battuta ma non lo è. In spot che sono molto difficili da decifrare devi preoccuparti della frequenza con cui chiamare o foldare per non essere exploitabile. E il modo migliore per deciderlo è affidandoti a un randomizzatore, come il lancio di una moneta”.

Quello del “randomizzatore” non è un concetto nuovo. È comparso per la prima volta nei libri di Dan Harrington (un precursore della GTO, come ha detto anche Dominik Nitsche) ed è stato trattato anche da Daniel Negreanu quando ha svelato che a volte Isaac Haxton prende decisioni al tavolo in base ai minuti dell’ora.

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Call o fold? Tutti e due

“Chiaramente con una mano molto forte o con una mano molto debole non avrai grandi problemi a decidere cosa fare: nel primo caso farai fold, nel secondo fai call o raise”, prosegue Polk. “Il problema si pone quando hai una mano media. Cosa fai in questi casi? In questi casi la strategia giusta è fare tutte le cose“.

Polk utilizza sempre l’esempio precedente: siamo postflop, il nostro avversario va all-in e non sappiamo se chiamare o foldare. In questo caso è importante ragionare sul lungo periodo e sull’equilibrio della strategia invece di concentrarsi sulla mano specifica.

“A volte devi foldare, a volte devi chiamare. So cosa pensi: Io non posso fare entrambe le cose! Quando sono al tavolo posso solo foldare o chiamare“. Lo capisco ma nel poker si ragiona sul lungo periodo. Devi immaginare di giocare quello spot per 100 o 1000 volte. Su 1000 volte farai sempre la stessa cosa? No, a volte folderai e a volte chiamerai”.

Doug Polk, qua impegnato nel WPT Five Diamond contro Mike Sexton

Bluffare con una pessima mano, pensando al lungo periodi

Un altro caso tipico in cui è importante bilanciare è quando hai una mano debole e l’avversario punta. Chi ragiona su un piano molto basilare pensa che ci sia solo un’opzione: foldare. Ma così si diventa exploitabili, che è esattamente ciò che la strategia GTO cerca di evitare. A volte, quindi, è necessario bluffare senza pensare più di tanto alla possibilità di vincere la mano, perché l’obiettivo è di essere bilanciati. Ed essere bilanciati significa vincere sul lungo periodo.

“Uno degli aspetti più importanti del poker è trovare l’equilibrio all’interno della nostra strategia“, prosegue Polk. “Cosa significa concretamente? Che se hai una mano debole e l’avversario punta, spesso folderai. Ma a volte devi rilanciare in bluff. Questo è il motivo per cui a volte i top player fanno giocate apparentemente assurde: devono bilanciare la loro strategia. Dovete capire che le mosse a bassa frequenza possono sembrare strane o assurde ma all’interno di una strategia ben studiata sono necessarie”.

 

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