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Phil Ivey vince piatti che nessun altro saprebbe vincere: giudicate voi stessi

Jonathan Little analizza una mano giocata da Phil Ivey e Orpen Kisacikoglu durante un Super High Roller da €100.000 di No Limit Hold’em. In questa mano, ‘No Home Jerome’ dimostra perché è considerato uno dei giocatori più forti di sempre.

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06/07/2021 18:30

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Quando Phil Ivey gioca a poker, non è mai banale. Stiamo parlando di un super campione, un giocatore capace di ridurre al minimo gli errori e di trovare strade vincenti là dove la maggior parte dei suoi avversari neppure s’incamminerebbe.

Jonathan Little ci porta un chiaro esempio di come il poker player americano sia un giocatore di un altro livello. Nella mano di cui vi parliamo oggi, il turco Orpen Kisacikoglu non può fare altro che inchinarsi davanti alla maestria dei Ivey.

 

Phil Ivey

Phil Ivey (photo courtesy of PokerNews)

 

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Super High Roller, super giocatori

La mano in questione si è giocata durante il Super High Roller da €100.000 delle Triton Series. Siamo al livello dei bui da 500/1.000/1.000 chip e Phil Ivey da cutoff spilla K 10, mano con cui rilancia a 3.000 forte di uno stack da 334.000.

Da bottone, Orpen Kisacikoglu alza la posta a 11.000: ha A K e uno stack di 11.000 chip. Secondo Jonathan Little, il turco fa bene a tenersi così largo: “Quando si gioca deep e c’è l’ante, occorre piazzare puntate e raise più grossi”.

I bui foldano e Ivey sceglie di chiamare: “Se oppo è solito controrilanciare con aggressività, e Kisacikoglu è quel tipo di giocatore, allora avrà un range ampio contro cui K-T suited gioca bene”, spiega il poker coach.

Fold? Phil Ivey ha altri piani

Al flop, 9 5 7 , Phil Ivey fa check e il suo avversario piazza una c-bet da 8.000 chip. Alzi la mano chi, in una situazione del genere, non getterebbe le carte nel muck prima ancora di pensarci. Ma Ivey decide di fare check-call per vedere un 3 comparire sul turn.

Ancora una volta, Phil fa check. Che fare, nei panni di Kisacikoglu? Check per arrendersi? Provare il bluff puntando poco (15.000) o tanto (35.000)? “Qui per Ivey è molto facile avere un range molto ampio, visto quanto è coordinato il board e vista la piccola puntata che ha dovuto chiamare al flop”, spiega Little.

“Io punterei poco con tutti i miei picche forti, così facendo Ivey potrebbe foldare molte mani contenenti una coppia. Inoltre, se Kisacikoglu facesse check al turn, probabilmente dovrebbe affrontare una puntata di Ivey al river e dovrebbe foldare la mano migliore. Facendo check al turn, Kisacikoglu non vincerà spesso il piatto, ma una puntata potrebbe far foldare mani marginali contro cui in realtà perderebbe”.

Il turco invece fa check-behind e al river arriva un J .

Che giocata!

Il piatto vale 40.500. Sembra lo spot ideale per un bluff di Phil Ivey: non deve puntare troppo, tanto Kisacikoglu folderebbe qualsiasi mano che non contiene una carta di picche. Se ne avesse una forte, chiamerebbe: “Ecco perché non ha senso una big bet”, sentenzia Little.

Ivey punta 20.000 e Kisacikoglu fa snap fold.

“Ivey è questo: arriva fino in fondo, dà battaglia e si porta a casa un sacco di piatti che altri giocatori non vincerebbero”.

Come non essere d’accordo con Little?

La video analisi di Jonathan Little