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Ben Rolle con AA, Mateos con AK in un 3-way intrigante: l’analisi di Raul Mestre

Una mano con AA e AK si potrebbe definire un cooler, ma anche no, soprattutto se i protagonisti sono Benjamin Rolle e Adrian Mateos. L'analisi di Raul Mestre ci aiuta a capire le ragioni dei top player.

Scritto da
22/09/2021 17:49

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La gestione degli assi in un piatto multi-way, ma anche capire le potenzialità di AK su un flop mancato. C’è tanta carne al fuoco nell’analisi che vi stiamo per proporre. A regalarcela è Raul Mestre, uno dei professionisti di poker più conosciuti e longevi in Spagna. Al nome di Mestre è peraltro legato un dolce ricordo per il pubblico italiano, visto che l’iberico centrò il final table nello storico EPT Praga che vide Salvatore Bonavena trionfatore, nell’ormai lontano dicembre 2008.

Oggi Raul Mestre è sempre nel mondo del poker anche come coach (è fondatore del sito “Educapoker”) e dispensatore di contenuti molto interessanti, come questa analisi di una mano giocata online da grandi professionisti come Adrian Mateos e Benjamin Rolle.

In questo Articolo:

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Bencb vs Mateos in un 3-way devastante

Siamo a un evento del Poker Millions della piattaforma internazionale di Party Poker, a blinds 6.000/12.000 e con 7 giocatori seduti al tavolo. Da hi-jack apre Benjamin Rolle a 26.400, con poco più di 1,8 milioni dietro e – soprattutto – a a in mano. C’è il call di Lars Kortbek da small blind con a 10 (con poco meno di 1 milione in totale), mentre Adrian Mateos decide per lo squeeze a 156.000 da big blind con a k , anch’egli con 836mila dietro e quindi poco meno di un milione di stack totale. Ecco l’analisi di Raul Mestre su questa prima fase.

L’analisi di Raul Mestre

Preflop

“Il call di small blind non è poi così standard, mentre lo squeeze di Mateos può avvenire con un range mediamente ancora piuttosto ampio. Qui però la decisione più interessante è quella che deve prendere Rolle. Giocando per uno stack effettivo di circa 80 big blind (Benjamin ne ha quasi il doppio), grosso modo qualsiasi 4-bet sfocerebbe in un allin o fold da parte di uno dei suoi avversari. Difficilmente, anche in caso di size piccola scelta da Ben, accetterebbero di giocare il 30-40% dello stack fuori posizione contro di lui. Chiamando tiene dentro la parte alta del range di entrambi gli avversari, che può comprendere anche mani da JJ a KK, oltre ovviamente ad AK, anche se quest’ultimo è blockerato dagli assi. Ben flatta lo squeeze e così anche Lars si adegua, creando un pot già molto interessante prima del flop: 477mila chips.”

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Flop

“Il flop è 9 2 9 e lo small blind fa check. Adrian invece sceglie di dare seguito al suo squeeze, effettuando una continuation bet da 119.250. Una mossa standard, che Mateos può fare rappresentando buona parte del range che aveva preflop. Diciamo coppie dagli 8 in su (a parte i 9 che sono una monocombo) e molte broadway suited come AQ, KQ, AJ, AT, QJ.
Il gioco passa a Rolle che ha un call abbastanza standard. Preflop blockerava moltissimi Ax suited che comunque qui non si possono escludere. Va da sé che contro un AK a fiori si finirebbe ai resti e come va va, ma ci sono altre mani che Rolle qui è ben contento di tenere dentro, come JJ, KK e QQ perché difficilmente migliorabili. Inoltre c’è lo small blind che deve ancora parlare e che potrebbe inventarsi qualcosa. Lasciando da parte i 9x che sono estremamente remoti e da considerarsi accidentali, ci sono diverse coppie medio-alte che può decidere di pushare, diciamo a partire da TT. Altrettanto può fare con eventuali broadway suited, quindi il flat call con gli assi va decisamente bene.”

Perché Adrian pusha, perché Ben chiama

“Lars Kortbek decide di metterle tutte in mezzo. Questo è il momento chiave per la mano di Mateos. Considerando il range tendenzialmente loose con cui potrebbe avere squeezato preflop e c-bettato flop, per un giocatore normale qui c’è un “autofold” con la stragrande maggioranza del range. Visto che è successo, comunque, soffermiamoci sul range con cui Lars check-pusha questo flop. Da escludere che pushi per valore coppie medie, potrebbe farlo con un 9 ma come detto è estremamente remoto, così come con 22. Improbabile anche che decida di pushare qui mani come JJ-QQ-KK, poiché avrebbe avuto molto più senso fare azione preflop, magari con un push over the top essendoci tonnellate di possibile dead money. A ben vedere, qui gli unici push che hanno senso sono quelli con flush draw. Considerando che gran parte di questi flush draw sono Ax o Kx, Adrian parte con un vantaggio relativo su questi. Poi c’è da considerare anche cosa potrebbe fare original raiser, e anche qui Mateos si sente abbastanza “corazzato” con AK, poiché blockera sia AA che KK. Un suo call allin potrebbe dunque indurre Rolle al fold con larga parte del suo range, giocandosi dunque il colpo contro lo small blind. Purtroppo per lui Ben qui ha invece AA. Ma il suo è un call automatico?

Considerando i ragionamenti fatti sì, non è automatico ma è abbastanza standard qui mettere mezzo stack, considerando che Lars è polarizzato su flush draw e l’azione di Mateos indica molti JJ, QQ e KK.”

Qui l’analisi video di Raul Mestre.