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L’Australia ferma tutto: stop a poker online e live betting!

Nella giornata che segna il primo caso ufficiale di liquidità condivisa in Europa, dall’altra parte del mondo le cose prendono una piega pressochè opposta, per il mondo del gioco. In Australia, una drammatica votazione ha di fatto messo fine alla libertà di giocare a poker online legalmente.

Il Senato ha infatti respinto, e pure con una larga maggioranza di 46-6, l’emendamento del senatore David Leyonhielm, che proponeva di considerare poker e blackjack come eccezioni all’Interactive Gambling Amendment Bill.

Si tratta di una legge, in discussione da ormai parecchi mesi, che intendeva limitare lo strapotere di alcuni operatori, che a dire del governo aussie, aggiravano le restrizioni normative sul live betting tramite alcuni stratagemmi. Con lo scopo di proteggere le fasce più deboli della popolazione era nata così l’idea di questa legge che ha di fatto vietato il live betting ma anche il poker online, lasciando la porta aperta al solo betting prima dell’evento.

Leyonhielm aveva appassionatamente perorato la causa, arrivando persino a pubblicare un video quando le cose sembravano ormai prendere la piega del divieto totale. Di fatto, in questo video (che potete guardare cliccando sull’immagine sotto) il senatore invitava provocatoriamente tutti i pokeristi australiani che volessero continuare a giocare online a munirsi di un VPN e continuare quindi a giocare sulle piattaforme offshore qualora – come poi si è verificato – il suo emendamento venisse respinto.

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Le motivazioni portate dal senatore ricordano paradossalmente quelle addotte in Italia da chi da anni vorrebbe vedere legalizzato il poker live nei circoli, ma ribaltate: nel caso italiano si evidenziava il paradosso di un gioco permesso online ma vietato live, Leyonhielm invece lamenta una miopia del suo governo nel vietare online qualcosa che live è permesso fare. All’Huffington Post Australia ha dichiarato: “E’ una cosa stupida, se vuoi giocare a poker ci sono tante opportunità in Australia, quindi non è un modo per impedire di giocare a poker, ma per impedire di farlo online. Ma l’intero mondo è online, oggi!”

Tra gli scopi della legge c’è anche quello di arginare il fenomeno del match fixing, ma da parte dell’opposizione c’è forte scetticismo sull’efficacia della legge in questa direzione. L’unica cosa certa, secondo il senatore Leyonhielm, è che in tal modo si favoriranno gli operatori offshore che non versano un centesimo nelle casse dello stato australiano.