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Full Tilt: il prezzo di vendita dei conti e il roll di Cates

daniel-catesGli ex clienti italiani e statunitensi di Full Tilt Poker sono gli unici a non aver ancora ricevuto un rimborso dei propri fondi, bloccati sulla red room.

Il giornalista Michael Kaplan ha raccontato che in questi 18 mesi di lunga attesa, si è sviluppato un mercato parallelo tra i giocatori di poker che acquistano e vendono i saldi dei propri account del sito. Si tratta però  – è bene sottolinearlo – di operazioni molto rischiose.

Alcuni top players sono caduti nella disperazione: l’esempio più calzante è quello di Daniel “jungleman12” Cates che ha vinto nella sua carriera 7 milioni di dollari online ma ha l’80% del suo bankroll bloccato. “Per vincere a poker – commenta jungleman12 – devi essere paziente. Questa è come se fosse una vera partita di poker ma c’è un problema: non ho idea di come devo giocare…”.

I giocatori statunitensi si sentono imprigionati. Non cambia nulla se in questi mesi hanno cambiato residenza per giocare online, per il Governo non fa differenza e non c’è via di scampo: se erano residenti prima del 29 giugno 2011 (data del crack definitivo della room) negli States, devono per forza essere rimborsati dal DoJ.

Per questo motivo, molti players statunitensi hanno iniziato una vera e propria compravendita dei diritti sugli account. Dan Fleyshman, ex amministratore delegato di Victorypoker racconta: “All’inizio sono stati scambiati con un contro valore pari all’85% del saldo. Poi il prezzo è sceso fino al 30%”. C’è però chi assicura che nel settembre del 2011 si è scesi fino all’1%, con la vendita di alcuni conti direttamente chiusa sul forum TwoPlusTwo.

Con l’acquisto del sito, PokerStars si è impegnata a restituire i 184 milioni di dollari dovuti ai players statunitensi, attraverso il Dipartimento di Giustizia ma ancora vi sono poche notizie al riguardo. Nell’accordo è previsto che la room dell’Isola di Man deve versare al Governo una multa pari a 547 milioni, seguendo un piano pluriennale di pagamento.

Daniel Cates è molto preoccupato: ‘in principio ero soddisfatto della presenza del DoJ. Ma purtroppo non ho ricevuto alcuna comunicazione e non hanno mai risposto alle mie mail”. 

Il Dipartimento di Giustizia ha però fatto sapere che a gennaio nominerà un amministratore per curare il piano di rimborsi. 

Steven Kessler, avvocato di New York, specializzato in diritto fallimentare e difensore del poker pro Adam Webb (ha un credito di 59.000$) prevede tempi biblici: “Recuperare i fondi di Full Tilt sarà un lungo ed estenuante processo, al punto che può risultare conveniente solo se vantano cifre importanti. Il sistema è studiato in modo tale da scoraggiare il creditore a recuperare il denaro. Vi è un costo per tutto: emozioni, stress, tempo, impegno e denaro.

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Si può presentare una dichiarazione anche da soli ma il processo richiede la presentazione della dichiarazione dei redditi e degli estratti conto bancari personali. E’ quasi del tutto impossibile fare a meno di un avvocato (e negli States i costi legali sono ingenti, ndr). Bisogna anche fare una valutazione sui benefici e gli eventuali rischi. C’è da domandarsi se la vicenda si trasformerà successivamente in un contenzioso fiscale per molti giocatori”.

Lascia perplessi una dichiarazione del direttore esecutivo della PPA (Poker Players Alliace, l’associazione dei giocatori), John Pappas proprio nei confronti del noto legale newyorkese: “Kessler è convinto che nessun denaro sarà pagato prima che il DoJ non avrà ricevuto tutti i 547 milioni concordati con PokerStars e ciò non accadrà prima del 2015″.

Più ottimista Fleyshman: “il Governo ha le coperture per garantire i rimborsi ed ha recentemente annunciato che presto nominerà un amministratore, per questo motivo ritengo che 70/80 centesimi a dollaro (70%-80% del valore dell’account, ndr) è un prezzo congruo”.

alec-torelliL’esperto Felix Salmon dell’agenzia Reuters è convinto che sia una valutazione fin troppo generosa per due motivi: il primo è che non vi sono certezze sulla titolarità dell’acquisto del debito e, in secondo luogo, l’operazione di rimborso richiede un eccessivo impegno (ed investimento) da parte del legittimo proprietario (titolare del conto) che potrebbe non avere più gli stimoli giusti per proseguire nella procedura, avendo già trovato soddisfazione nella vendita. “Ha senso – commenta Salmon – acquistare al 70% un debito, per il quale non è ancora chiara alcuna procedura di rimborso?” .

Il poker pro Alec “Traheho” Torelli  afferma di disporre di 30.000$ su Full Tilt: “non mi sono curato molto della vicenda. E’ una cosa che non posso controllare e non ho voluto investire molto del mio tempo per monitorare eventuali progressi”. D’altronde cosa sono 30.000$ per uno che ha vinto  più di un milione online?  

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Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo. Editor in Chief.