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Gli Agenti nel poker: 10 regole d’oro per fare business

evelyn-ngJim Erwood è uno degli agenti di poker più esperti a livello internazionale: ha fondato nel 2003 Free Poker, dopo aver operato per cinque anni come procuratore Fifa, in particolare nel soccer a stelle e strisce. Tornato a Londra è diventato direttore per le operazioni europee di Poker Royalty, agenzia specializzata nella sponsorizzazione nel mondo del gioco.

In un editoriale, Jim ci regala alcuni spunti interessanti su quale debba essere la strategia vincente per un agente di successo, soprattutto alla luce della destabilizzazione che ha comportato il black-friday sul mercato internazionale. Secondo il manager inglese vi possono essere diversi modi per fare business nel poker. Vediamo quali sono le regole d’oro e i nuovi trend di mercato.

1) Sangue freddo
Essere un buon agente richiede un skillset unico e la capacità di mantenere il sangue freddo. Bisogna essere resistenti e avere la capacità di mantenere sempre massima la concentrazione. E’ necessario avere l’abilità sufficiente per chiudere un accordo di sponsorship con le due parti, nel giro di pochi minuti.

2) Vincere il sospetto dei giocatori
Per natura, i giocatori di poker hanno una predisposizione mentale al sospetto ed è difficile correggere questo modo di pensare. Per questo motivo bisogna essere molto concreti nei modi di agire con loro e non fare promesse vane o vendere fumo. Vi ricordate Darvin Moon? Il November Nine boscaiolo di Oakland che si presentò al final table nel 2009 da chipleader? Rifiutò tutte le offerte. Sono stato il primo agente ad avvicinarlo ma lui pensava che il denaro che gli stavamo offrendo fosse troppo facile per essere vero. Un uomo che ha sudato tutta la vita per guadagnarsi fino all’ultimo centesimo, stentava a credere a guadagni del genere solo per stampare una patch sul proprio capellino.

3) Diversificare
Con il mercato USA in stand-by, stiamo facendo tutto il possibile per continuare a mantenere rapporti costanti con giocatori e operatori di tutto il mondo, americani compresi. Nel nostro mestiere è importante diversificare sia nei mercati che nei modelli di business. La necessità è la madre dell’invenzione, di conseguenza siamo sempre più creativi.

4) Focus sui mercati
La nostra regola principale rimane quella di puntare sui migliori giocatori dei paesi di tutto il mondo dove il poker offre flussi di reddito importanti per gli operatori. Dopo il 15 aprile questa regola diventa ancor più rigida. In tutti i mercati del globo è importante creare rapporti con le società di gioco, garantendo giocatori di qualità.

5) Continuare ad investire negli USA
Rispetto al 2010, negli USA le sponsorizzazioni sono diminuite del 90% ma Royalty Poker ha continuato a proporre patch e contratti ad alcuni dei nostri giocatori statunitensi, seppur a condizioni diverse rispetto al passato. Il Nord America sarà sempre l’arteria vitale del nostro business. Per questo motivo dobbiamo continuare a costruire relazioni e parlare con le stelle di oggi e di domani.

jim-erwood6) Non perseguitare i giocatori
Negli anni precedenti, al Main Event, gli agenti spuntavano ad ogni angolo e la sala Amazon sembrava Wall Street. Si è arrivato al punto che i procuratori aspettavano i giocatori nei parcheggi se non addirittura nei bagni durante le pause. La registrazione dei players è importante ma la nostra agenzia ha una politica diversa. Noi non perseguitiamo i giocatori nei loro alberghi e, se possibile, non facciamo accordi nei corridoi.

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7) Modello sponsorizzazione atipico
Per andare avanti in questo mercato bisogna essere consapevoli che il modello tradizionale di sponsorizzazione è cambiato. Quel tipo di business non è più sostenibile, ci vogliono formule diverse.

8) Qualità giocatori
Quali sono le nuove strategie? Puntare sulla quantità non funziona più. Bisogna garantirsi i migliori. Noi abbiamo sempre cercato la qualità nel player, prima di firmare un contratto. Ci sono agenti che vincolano 50 giocatori, nella speranza di piazzarne 5. Dopo il black-friday agire così non è più pensabile, le società dell’online punteranno solo sui più forti.

samuel-holden9) Dilettanti al Main Event
Capitolo a parte è il Main Event WSOP: quest’anno, non c’erano più PokerStars e Full Tilt Poker a monopolizzare la scena, garantendo ingaggi importanti. Inoltre, altro elemento di novità, la trasmissione di ESPN – fino a dodici mesi fa – veniva messa in onda solo dopo 2 settimane dall’evento. Nel 2011, c’è solo una leggera differita di 30 minuti. In questo modo si è aperta un’altra opportunità. Molti operatori (anche minori) sono interessati a sponsorizzare i giocatori occasionali e dilettanti ai tavoli televisivi. Con un investimento minimo riescono a garantirsi la massima visibilità. E’ questo un modo alternativo per fare business rispetto al modello classico.

10) Sponsor: i benefici delle rooms
Ogni agente deve credere nel proprio lavoro perché i giocatori sponsorizzati garantiscono la massima visibilità e nuove iscrizioni ai siti di poker. La formula ha sempre funzionato. Prendiamo ad esempio Samuel Holden, November Nine inglese. Appena tornato a casa è apparso su tutti i giornali nazionali e nelle principali televisioni. Addirittura è stato intervistato dalla BBC. 888, il suo sponsor, è stato citato in quasi tutte le interviste. Mettetevi nei panni di un principiante che ascolta la storia di Samuel: vede un ragazzo che gioca (è stato eliminato al nono posto ndr) per 8 milioni di dollari e che ha uno sponsor sulla maglietta. Secondo voi, dove ha intenzione di aprire il suo primo account nel poker? Con i November Nine le aziende possono sfruttare per tre mesi questa opportunità e se il giocatore, per caso, vince il Main Event, diventa immortale nel mondo del poker… con benefici importanti in termini di visibilità per tutti.

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Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo. Editor in Chief.