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I boss di Las Vegas fanno saltare la vendita di Full Tilt?

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19/07/2012 06:07

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ray-bitarIl 3 luglio, Ray Bitar – come da copione – si è consegnato ai federali e tutto sembrava pronto per l’annuncio che avrebbe dovuto sancire l’unione delle due storiche rooms rivali. 

Con il principale responsabile del crack finanziario al ‘gabbio’ (è uscito solo su cauzione dopo una settimana di detenzione), c’erano tutte le condizioni necessarie per poter formalizzare l’accordo della vendita di Full Tilt Poker a PokerStars.com.

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Gli accordi prevedevano che la room dalla picca rossa si sarebbe accollata il pagamento degli stipendi di luglio e il Dipartimento di Giustizia (DoJ) avrebbe dato luce verde all’operazione del decennio. Ed invece qualcosa è andato storto ed ora vi è solo una certezza: le trattative non hanno ancora portato a nulla di concreto. Non c’è più alcuna intesa di massima.

Si è in una situazione di stallo, i negoziati sono appesi ad un filo, siamo in una fase delicatissima della vicenda, seppur PokerStars.com sia seriamente intenzionata all’acquisto, al contrario dei rumors che si leggono sui social network, diffusi da autorevoli consulenti.

Sulla stessa linea è Matt Glantz, poker player e autorevole editorialista: in tempi non sospetti aveva previsto la rottura della trattativa dell’acquisto di Full Tilt Poker con Tapie, poche ore fa ha rivelato di essere molto scettico su un potenziale accordo ed  ha rivolto accuse pesanti nei confronti di Caesar Entertainment“è logico pensare che faranno tutto il possibile per impedire il ritorno di PokerStars negli USA”. Di questo singolo aspetto ne parleremo più diffusamente in seguito, perché Glantz sembra avere le idee molto chiare sugli strani fatti che stanno accadendo intorno a Full Tilt Poker in questi giorni.

L’accordo sembra essere saltato per due ragioni formali: in primis, il Dipartimento di Giustizia non può garantire il rientro di PokerStars negli States (aspetto che abbiamo sempre sostenuto). In altre parole, i Procuratori generali non possono sostituirsi al potere legislativo sovrano dei Parlamenti dei singoli Stati (come il Nevada ad esempio), né al Congresso Federale. 

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Ipotizziamo che il New Jersey approvi in futuro una legge sul gioco online che preveda l’esclusione per cinque anni delle rooms che operavano dopo l’ingresso dell’Uigea nel 2006 (una clausola del genere era già stata introdotta in un progetto di legge federale a firma di Harry Reid…): nessun giudice o procuratore può dare garanzie in tal senso a Stars.

Sembra inoltre che il DoJ si sia raffreddato in merito alle posizioni giudiziarie di Isai Scheinberg e Paul Tate, rispettivamente fondatore e manager di PokerStars, entrambi latitanti per il Governo degli Stati Uniti dopo il mandato d’arresto internazionale emesso nei loro confronti il 15 aprile 2011. In questi giorni il DoJ di New York si è dichiarato disponibile a trattare solo per le azioni civili (le multe contestate: 1,5 miliardi per PokerStars e 1 miliardo per Full Tilt Poker). 

reid-obamaPer quale motivo il vento è cambiato così repentinamente? La lobby di potere di Las Vegas, con importanti collegamenti politici a Washington (ne abbiamo parlato in più di un’occasione), vorrebbe completare l’opera, iniziata con il black-friday? D’altronde tutto è alla luce del sole negli USA: non è un segreto che importanti casinò della Strip abbiano finanziato la campagna elettorale di potenti senatori vicini ad Obama (lo stesso presidente ha nominato il procuratore capo Preet Bharara, titolare dell’inchiesta).

Dietro a questioni formali (non secondarie) vi sarebbero comunque ragioni di business. In Nevada il mercato è stato legalizzato e sono state assegnate le prime licenze: presto si potrà giocare online ed i casinò di SinCity sono pronti a conservare gelosamente i loro affari. 

Non ha aiutato la trattativa, il fatto che sia trapelata la volontà di PokerStars di chiedere garanzie precise per il rientro negli USA. L’errore strategico al momento risulta fatale ma le porte – per fortuna – non sono ancora chiuse e nei prossimi giorni si proverà a riaprire il dialogo con il DoJ (gli azionisti di Full Tilt sono fuori dalle trattative), seppur gli ostacoli sembrano importanti.

Cosa ne pensi di tutta questa storia? Esprimi la tua opinione su Full Tilt Poker sul nostro forum!