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Mario Galea e il sogno americano: ‘si al mercato comune nel poker’

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16/04/2014 08:15

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Gli Stati Uniti sono la chiave di una possibile ripresa del poker online nel mondo. Il Black Friday ha interrotto la crescita di un mercato che era in espansione da quasi 10 anni. L’industria del texas hold’em ha sempre trovato le risorse per sostenere la crescita e la promozione del giochino proprio a queste latitudini. E c’è ottimismo perché i guru dell’alta finanza stanno investendo parecchi milioni di dollari. 

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Il sogno in cui ha sempre creduto il re di Wall Street George Soros può ora realizzarsi, almeno in un primo step ci sono tutti i presupposti: il mercato interstatale del poker online negli USA, con la condivisione della liquidità. 

La fase iniziale sta per completarsi con l’adesione di Nevada, Delaware (i due stati hanno già sottoscritto un accordo formale) e presto New Jersey. In attesa di realtà importanti come California e New York che pensano seriamente a questa eventualità. 

Entro tre anni, potrebbero aderire almeno altri 5 grossi stati. Ma il ruolo chiave spetta al New Jersey, al momento il mercato interno più ampio, dove le rooms hanno fatto gli investimenti più massicci. 

D’altronde il NJ guarda all’esterno con estrema attenzione e il consulente Mario Galea sta spingendo per applicare il modello maltese per rafforzare la posizione sul web dei casinò di Atlantic City. Non a caso, il senatore Lesniak sta spingendo per un’apertura globale del mercato, con le rooms che potranno nei prossimi anni accettare gioco in tutti gli stati del mondo, dove il poker online non è espressamente vietato. Insomma, il New Jersey potrebbe divenire un punto di riferimento per il business dell’e-gaming negli States. 

Mario Galea potrebbe essere definito l’uomo dei due mondi di questo mercato. E’ stato lo storico presidente e amministratore delegato di Lotteries and Gaming Authority. Ha gestito l’ente regolatore nei primi anni di vita e sotto la sua supervisione, le più importanti compagnie europee (e non solo) del settore si sono trasferite sull’isola del Mediterraneo, crocevia del 35% del traffico mondiale online. 

Nel 2013 è stato nominato di nuovo dal governo ai vertici del LGA ma dopo pochi mesi si è dimesso per evitare conflitti d’interessi. Da più di due anni collabora con il DGE del New Jersey come consulente ed è la pedina chiave per avviare il nuovo mercato. Un ruolo molto delicato. 

Galea prevede novità entro pochi mesi: “il New Jersey stipulerà un accordo interstatale nel 2014. Nevada e Delaware hanno già sottoscritto un deal? Il NJ guarda a questi sviluppi con attenzione ed è molto interessato. Abbiamo lavorato duro ed ora possiamo guardare fuori. I nostri sistemi sono al top”.

La condivisione della liquidità non è più un sogno. In Europa è ancora tutto in fase embrionale, anche se i colloqui tra Italia e Spagna vanno avanti. Per Galea, in Nord America, a prescindere dalle valutazioni politiche dei singoli stati, la tecnologia è già pronta per gestire un mercato comune. E non è poco. 

Ma anche il Nevada strizza l’occhio: il Governatore Brian Sandoval ha rivelato: “ci piacerebbe avere il New Jersey come nostro partner”. Più chiaro di così…

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