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Casinò di Campione, si lavora alla riapertura: il piano (entra Cassa Depositi e prestiti?)

Il Casinò di Campione d'Italia rimane chiuso ma i commissari incontrano i sindacati ed hanno un piano per rilanciare la vecchia società di gestione.

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20/05/2019 21:03

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Una speranza nel cielo di Campione d’Italia: i commissari hanno incontrato i sindacati per tracciare un percorso sinergico con un solo obiettivo: riaprire la sala da gioco, molto probabilmente con il risanamento della vecchia società di gestione prima del fallimento (poi revocato in Appello). Un modo per salvare la concessione (ancora in mano al Comune) e rimettere il Municipio al centro del progetto.

E’ questo il piano dei commissari Giorgio Zanzi e Maurizio Bruschi che si sono confrontati anche con le sigle sindacali per cercare una soluzione condivisa.

Zanzi ha dichiarato al Giorno: “Stiamo lavorando tutti per riaprire il Casinò, la situazione è di particolare complessità, ci stiamo impegnando in maniera intensa tenendo conto dei ricorsi giudiziari. Una delle ipotesi è riaprire con la vecchia società, per legge la società con cui riaprire la casa da gioco non potrà che essere pubblica. Penso che il Comune nella compagine sociale non possa mancare visto che è titolare della concessione. Il commissario Bruschi si sta impegnando per presentare una relazione che verrà presentata agli organi di governo. La casa da gioco è un’azienda che produceva un notevole fatturato e garantiva la sussistenza della comunità oltre a introiti per lo Stato, in futuro dovrà riaprire ma la comunità di Campione farà bene a dare corso anche ad attività economiche alternative”.

Entro il 15 giugno la relazione dovrà essere presentata al Governo. Il problema rimane lo stesso: ci sarà lo stesso Esecutivo con il premier Conte o lo stallo e le polemiche di questi giorni paralizzeranno anche il futuro di Campione d’Italia?

I commissari sembrano privilegiare la strada del risanamento della società di gestione (dichiarata in un primo momento fallita) anche con l’appoggio della Regione Lombardia e, se possibile, della Cassa Depositi e Prestiti (si parla di un possibile ingresso nell’azionariato del casinò con un rifinanziamento per milioni di euro della società di gestione). Nel frattempo la Procura ha presentato una nuova richiesta di fallimento ed il Tribunale di Como dovrà valutarne di nuovo le condizioni.

Ma i giudici, con ordinanza, hanno rinviato ogni decisione al post sentenza della Corte di Cassazione che sarà chiamata a decidere sul ricorso della Banca Popolare di Sondrio che ha impugnato la revoca del fallimento.

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