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Vince alle slot 12K ma la banca rifiuta di incassare l’assegno del casinò: parte la denuncia!

Una donna di 71 anni del Michigan ha vinto al casinò 12mila dollari alle slot machines ma una banca si è rifiutata di aprirle il conto corrente. Il diniego le ha portato alla mente ricordi poco piacevoli, in particolare durante la segregazione in Alabama, quando nella sua infanzia aveva vissuto sulla sua pelle continui episodi di discriminazione negli esercizi pubblici.

Lizzie Pugh non vedeva l’ora di poter festeggiare la vittoria alle slot machines dopo aver fatto una gita con le amiche al Soaring Eagle Casino & Resort a Mt. Pleasant, nel Michigan.

Vince alle slot ma per la banca l’assegno è frutto di “un’ attività fraudolenta”

Una volta tornata a casa con il malloppo, si è rivolta alla filiale di Livonia della Fifth Third Bank per aprire un conto bancario e depositare l’assegno. Tre dipendenti differenti (tutti bianchi) dell’istituto si sono rifiutati di aprirle il conto, sostenendo sommariamente che l’assegno fosse frutto di un’attività fraudolenta. Secondo quanto riferito dalla CNN, i tre impiegati non hanno neanche chiamato il casinò per verificare la veridicità della vincita.

Lizz Pugh, la donna che potrebbe aver subito una discriminazione dopo una vincita alle slot machine

La Signora Pugh ha riferito che due impiegati volevano trattenerle l’assegno, a quel punto li ha minacciati di chiamare i servizi di emergenza sanitaria perché non se ne sarebbe andata senza il suo assegno o il controvalore in denaro.

Tre impiegati denunciati per discriminazione razziale

E’ scattata la denuncia per discriminazione razziale. I pregiudizi spesso fanno la differenza nella società, ma non solo a sfondo raziale, anche nei confronti del gambling e le banche sono le prime in Europa spesso a seguire questo tipo di politica. In Italia sovente si rifiutano di aprire conti bancari a aziende del settore.

L’avvocato Deborah Gordon, legale rappresentante della protagonista di questa brutta storia di presunta discriminazione ha dichiarato: “Quello che è successo alla Signora Pugh è un altro esempio degli ostacoli e delle umiliazioni che devono affrontare i ‘black men’ americani. Non sono solo i giovani a essere umiliati. Fortunatamente, il Michigan ha una legge forte che vieta la discriminazione negli esercizi pubblici, comprese le banche”.

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La nipote di Lizzie Pugh, Yolanda McGee, ha raccontato alla Galileus Web gli effetti della discriminazione che ha subito la zia durante la sua infanzia: “Ha paura di entrare in qualsiasi banca o in qualsiasi tipo di esercizio. Ha subito eventi traumatici in Alabama durante la sua gioventù, dove è stata discriminata, e so che queste storie le pesano ancora nel cuore”.

La banca nega l’episodio discriminatorio

I proprietari della banca coinvolta, Fifth Third Financial Corporation, hanno negato le accuse di discriminazione.

“Ci impegniamo per un’attività bancaria equa e responsabile e vietiamo discriminazioni di qualsiasi tipo. Dalla nostra revisione delle dichiarazioni, riteniamo che i fatti siano diversi da quanto affermato. I nostri dipendenti sono istriuti per aiutare ogni cliente con le proprie esigenze bancarie e i nostri dipendenti seguono le procedure per facilitare l’apertura di qualsiasi nuovo conto”.

COMPARAZIONE GIOCHI
Editor in Chief Assopoker. Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo.