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Curiosità

Daniel Negreanu: “Il giusto bankroll? Prima devi rispondere a queste due domande”

Sul suo canale YouTube, Daniel Negreanu ha affrontato il discorso sul giusto bankroll per giocare a poker, che ritiene una questione molto personale. Prima di ragionare in questo senso, il professionista canadese consiglia di porsi due domande

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17/03/2017 11:00

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Uno degli argomenti più dibattuti nel mondo del poker riguarda il giusto bankroll per iniziare a giocare oppure per tentare di diventare un professionista. La domanda su quale sia la cifra da investire è stata fatta più volte a tutti i più noti professionisti, e questa volta è Daniel Negreanu a rispondere. Ma se vi aspettate numeri e considerazioni tecniche, l’analisi di Kid Poker vi lascerà delusi: dal suo punto di vista non si può dare una risposta universale, perché tutto dipende da due fattori che cambiano radicalmente da persona a persona.

Qual è un buon bankroll? Non ne ho idea“, dice con onestà il campione canadese in un video postato sul suo canale YouTube. “In realtà non c’è una risposta definitiva. Prima devi porti altre domande”.

Dal suo punto di vista, si può individuare il giusto bankroll solo dopo aver ragionato su due aspetti.

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“La prima domanda che devi porti è: quanto sono a mio agio con l’idea di perdere tutto il bankroll? Vuoi un bankroll che ti garantisca di non andare mai completamente broke? Oppure vuoi giocare con la consapevolezza di poter rischiare tutto? Insomma, quanto sei disposto a gamblare?

Per Daniel ogni giocatore dovrebbe prima di tutto comprendere qual è la sua propensione al rischio. Perché giocare al meglio delle proprie possibilità significa essere tranquilli dal punto di vista psicologico. C’è chi gioca male se ha anche solo una piccola possibilità di perdere tutto e chi invece giocherebbe al top anche con il conto in banca completamente vuoto e tutto il patrimonio sul tavolo.

La seconda domanda che ci si deve porre riguarda le abilità vere e proprie.

“Successivamente devi chiederti: quanto sono bravo? Io non lo posso sapere, lo sai solo tu. Stai giocando live vincendo 10 bb all’ora contro un branco di fish oppure giochi in una partita così difficile che non importa quale sia il tuo bankroll, perché tanto non hai speranze?”

Il primo step è comprendere la nostra personale propensione al rischio; il secondo è capire quali sono le nostre abilità e il guadagno atteso. A questo punto si può iniziare a definire un bankroll, ma prima è importante affrontare la realtà: la possibilità di andare broke esiste per chiunque.

Se vuoi diventare un professionista è probabile che andrai broke più volte prima di riuscirci. È successo alla maggior parte dei pro. Prima di buttarti devi chiederti quali sono le tue vie di uscita. Ad esempio, se perdi tutto c’è qualcuno disposto a stakarti? Hai dei beni che puoi vendere per riprovarci? Se non hai niente di tutto ciò ma puoi fare affidamento solo ed esclusivamente sul tuo bankroll, dovresti essere estremamente attento a ciò che fai“.

Daniel Negreanu in una sequenza del documentario 'Kidpoker'

Daniel offre anche un consiglio per accumulare un bankroll dignitoso in breve tempo.

“Il miglior modo per costruire il tuo bankroll è ridurre le spese. Prima di chiederti qual è il tuo guadagno orario e ipotizzare quanto vincerai, dovresti fare il calcolo delle tue spese. Quanto spendi in un mese? Perché se spendi $2.500 dollari al mese e riesci a scendere a $1.500 dollari ti ritrovi con $1.000 in più al mese. Questi soldi li puoi mettere da parte per incrementare il tuo bankroll e iniziare a giocare le partite più alte”.

Nonostante abbia detto e ribadito più volte che il bankroll è una questione molto personale, Daniel dichiara che ci sono dei riferimenti validi per tutti.

“Direi che una regola generica se vuoi giocare a cash game c’è: dovresti avere almeno 20 buy-in da parte. E parlo di buy-in massimi, non minimi. Per i tornei il minimo indispensabile sono 50 buy-in, e siamo al limite. Se giochi gli MTT da $100 e hai $5.000 di bankroll ti stai assumendo dei rischi. Ma di nuovo, è tutta una questione di prospettiva: sei a tuo agio con l’idea di andare broke? In questo caso 50 buy-in vanno benissimo”.

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