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Fedor Holz: “nel 2016 ho vinto tutto ed ora penso ancora più in grande, ecco i miei nuovi target”

L'intervista a cuore aperto con Fedor Holz che parla delle sue motivazioni interiori: "bisogna pensare sempre più in grande. Condividere e costruire con gli altri è una delle cose che mi appaga di più".

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01/10/2019 15:30

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Fedor Holz è stato – nel biennio 2015-2016 – protagonista di una delle run più folli e ricche della storia del poker, a tal punto da svuotare il ragazzo di ogni motivazione competitiva. L’high roller tedesco vinse tutto sia online che live ed fu il primo ad ammettere a se stesso di non avere più gli stimoli di un tempo, nonostante la giovanissima età.

No Limit Gaming Fedor Holz

Fedor Holz

Il mondo del poker fu scosso dal suo annuncio di voler lasciare il poker giocato, almeno ad alto livello.

A 3 anni da aver maturato quella scelta, Fedor è convinto del nuovo percorso intrapreso come coach. In una recente intervista a CardPlayerLife, parlando delle sue vittorie nel 2016 ha ammesso: “Non fraintendetemi, è stato un risultato straordinario. Ho lavorato così duramente per raggiungerlo che la soddisfazione era enorme, ma è stato anche il giorno in cui ho capito che non volevo più giocare così intensamente a poker.

Avevo un obiettivo e lo avevo raggiunto: fare un sacco di soldi ed essere il giocatore di poker numero 1 al mondo. Una volta realizzato tutto ciò, mi sono reso conto che nel mio processo di crescita, dovesse esserci qualcosa di diverso, qualcosa che mi appassionasse ancora di più”.

“Stavo realizzando – nel 2016 – che c’era un senso dentro di me di appagamento forte. Quando ho iniziato a giocare in modo professionale, l’aspettativa era quella di raggiungere quel tipo di successo. Pensavo dentro di me: ‘una volta che avrò guadagnato tutti quei soldi, sarò felice per il resto della mia vita‘. Ma non è stato affatto così”.

Fedor racconta con onestà: “è stato abbastanza frustrante a causa delle aspettative che avevo nella mia testa”.

Per Holz i soldi hanno un’importanza relativa (succede soprattutto quando hai un conto in banca che ti permette di non avere grossi pensieri per il futuro): “La cosa più importante per me sono state le relazioni personali che ho costruito lungo il percorso, i paesi che ho visitato ed ho imparato a conoscere. Questo è ciò che conta davvero, non il risultato finale”.

In un tweet ha ripetuto questo concetto: “non conta il risultato ma tutto quello che avete imparato ed appreso durante il vostro percorso”.

“Ciò che ho imparato nel raggiungere il mio obiettivo di diventare il giocatore numero 1 al mondo è stato che i risultati dipendono sempre dalla passione che ci mettiamo e dalla curva di apprendimento che si sviluppa durante il lungo percorso. Ed anche dalla possibilità di condividere tutto con gli altri“. Anche per questa ragione Fedor ha voluto dedicare le sue energie al coaching.

Una delle cose più importanti per me è costruire qualcosa con altre persone, non giocare contro gli altri, ma costruire insieme qualcosa di importante. Mi piace molto collaborare con gli altri per creare qualcosa di nuovo. Il mio stimolo maggiore, in questa fase della mia vita, è vedere crescere le persone intorno a me, sapendo che stiamo costruendo qualcosa di sostenibile eche ha un impatto positivo sulle persone”.

“Penso che uno dei più importanti cambiamenti in una persona sia quello di pensare sempre più in grande in termini di ciò che è realizzabile. Io voglio investire le mie energie proprio per pensare più in grande”.

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