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Fernando Pons: “È impossibile fare il pro in Spagna, inaccettabile dare il 50% allo Stato”

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18/08/2016 12:00

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La storia di Fernando Pons ve l’abbiamo già raccontata e oggi sono tutti d’accordo nel dire che potrebbe diventare il nuovo Chris Moneymaker. Il player di Palma di Maiorca ha infatti conquistato il tavolo finale del Main Event WSOP partendo dalla vincita di un satellite di 30€ su 888Poker.com. Ora si è già assicurato un milione di dollari e può puntare al primo premio da 8 milioni di dollari.

Il player spagnolo ha parlato ai colleghi di Pokerlistings.com di questo sogno diventato realtà.

“Sarò onesto, al mio capo non avevo detto cosa andavo a fare a Las Vegas“, ha spiegato Pons, che lavora come contabile, è sposato e ha una figlia di quattro anni. “Gli ho solo detto che andavo negli Stati Uniti, ma non per giocare a poker. Gli ho raccontato tutto quando sono tornato a Maiorca, ma ovviamente sapeva già”.

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Fernando ha chiesto e ottenuto un periodo di aspettativa per prepararsi al meglio al tavolo finale di novembre. D’altronde la preparazione è fondamentale, soprattutto quando puoi contare su uno stack di appena 12 big blind. “Non voglio discutere pubblicamente della mia strategia, perché spero che mi sarà di aiuto per centrare diversi double-up. Nel mio caso è tutto abbastanza semplice: devo scegliere con cura le mie mani e avere un po’ di fortuna. Se riesco a vincere qualche piatto, tornerò in gioco”.

Nel processo di preparazione al final table, Fernando Pons non potrà contare sull’aiuto dei suoi connazionali. Il motivo è da ricondurre alla quasi completa assenza di una comunità  di professionisti del poker in Spagna. A sua volta, questa assenza è da attribuire alla tassazione sul gioco, semplicemente insostenibile.

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Oggi è praticamente impossibile guadagnarsi da vivere con il poker online in Spagna. Penso che i giocatori in grado di farlo si possano contare sulle dita di una mano, e questa situazione è dovuta alla legge spagnola”.

Fernando Pons nelle fasi finali del Main Event (courtesy 888Poker)

Fernando Pons nelle fasi finali del Main Event (courtesy 888Poker)

In Spagna, infatti, la tassazione alla fonte è già molto alta (25%) e in più i giocatori devono pagare le tasse anche sulle vincite nette dichiarate. Una doppia imposta che scoraggia i players iberici, compreso Fernando Pons: “È assolutamente ingiusto che tu debba pagare metà di quello che vinci allo Stato. L’unico obiettivo che questa legge ottiene è di spaventare tutti i professionisti. Se vuoi giocare a poker full time devi andartene dalla Spagna“.

Non a caso, negli ultimi anni top player spagnoli come Adrian Mateos sono stati costretti a scappare all’estero per poter vivere di poker. Nonostante la situazione difficile, tuttavia, Fernando Pons continua a sostenere il poker nel suo paese, consapevole che un’eventuale vittoria finale darebbe un contributo immenso al movimento.

Il paragone con Chris Moneymaker è azzardato? Secondo Fernando tutto dipenderà dal risultato finale: “È un vero onore essere accostato a Moneymaker, ma il paragone sarà valido solo se vincerò il Main Event. Spero di farcela e di avere lo stesso effetto di Moneymaker sul poker spagnolo”.

Non sarà facile vista l’ultima posizione nel chipcount, ma in fondo questo è uno dei tanti aspetti che renderebbero epica la sua vittoria.