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Joey Ingram, la nemesi di Dan Colman che punta sull’Omaha

[imagebanner gruppo=gazzabet] Se Dan Colman, pur avendo vissuto un’annata irripetibile nei tornei dal vivo, ha continuato coerentemente a sfuggire ai riflettori del poker convinto che promuoverlo sia negativo, c’è chi dimostra di pensarla in maniera piuttosto diversa, e quel qualcuno è Joey Ingram.

Professionista che da anni si dedica al Pot Limit Omaha, da tempo “ChicagoJoey” oltre a giocare si dà un gran daffare per promuovere questa specifica variante fra i giocatori, intervistando molti dei professionisti più in vista con cui generalmente ha ottimi rapporti e commentando alcune partite di cash game high stakes live, senza mai scendere in aspetti tecnici per sua scelta ma mantenendo un tono leggero e gradevoli che in molti paiono apprezzare.

Recentemente sta pensando di andare oltre, sfruttando il suo crescente canale di YouTube e portali come Twitch, piattaforma dove molti giocatori di videogame online trasmettono in streaming le proprie partite, raccogliendo un seguito che chi è estraneo a questo mondo faticherebbe ad immaginare possibile.

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L’idea è infatti quella di cominciare ad intervistare personaggi estranei al mondo del poker, ma che possono aver un interesse verso quest’ultimo e che possono vantare a loro volta un audience, in modo da cercare di far avvicinare più persone al gioco o quantomeno renderle consapevoli della sua esistenza.

Su TwoPlusTwo in questo senso si è accesso un dibattito, circa l’opportunità di condurre un’operazione simile o meno. C’è infatti chi sostiene che il fine ultimo di queste iniziative sia quello di attrarre nuovi giocatori perdenti, e che quindi sia in qualche modo egoistico per un professionista e non particolarmente nobile, ma dal canto suo Ingram tende a respingere questa posizione.

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“Credo che il poker abbia avuto un impatto molto positivo sulla mia vita, consentendomi di visitare luoghi e conoscere persone che mai avrei immaginato di poter incontrare – ha spiegato – di certo per alcuni può avere effetti negativi, ma quelle stesse persone probabilmente indulgerebbero in altre cose comunque negative dettate dalla loro personalità”.

Ed in fondo, dal suo punto di vista non si tratta nemmeno di attrarre nuovi giocatori per averne un guadagno diretto: “Sarebbe bello, per un professionista, se molti giocatori occasionali si affacciassero al gioco, ma non credo questo sia uno scenario realistico, verosimilmente si avvicinerebbero al Pot Limit Omaha sia buoni che cattivi player – ipotizza – una delle ragioni principali per cui lo faccio è che adoro il Pot Limit Omaha e lo trovo estremamente divertente, un sentimento che molti altri giocatori mi hanno mostrato di condividere”.

Ammesso che la sua iniziativa porti davvero dei frutti, “ChicagoJoey” sa bene che perché questo accada serve un lavoro costante  e paziente, ma come lui stesso sottolinea grindare non lo ha mai spaventato, e così è pronto ad andare avanti nello spargere un “verbo” che sempre più persone dimostrano di essere interessate ad ascoltare.

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