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Curiosità

Joseph Cheong: “I tornei con re-buy illimitati uccidono anche il ROI dei pro nel lungo periodo”

Secondo Joseph Cheong, molti professionisti (top esclusi) non si rendono conto di come nulla sia più deleterio dei tornei con re-buy illimitati. Il campione americano ha dichiarato di “odiare” letteralmente questo format, molto in voga soprattutto durante le serie di eventi.

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07/05/2018 10:30

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Quando a parlare è un giocatore che, seppur ancor molto giovane, in carriera ha vinto oltre 12 milioni di dollari nei tornei di poker live, è sempre bene prestare attenzione. Di recente, Joseph Cheong ha rilasciato una seria di dichiarazioni molto interessanti, proprio in ambito torneistico.

Cheong ha dichiarato di odiare i tornei con re-buy illimitati, lui che negli MTT è riuscito in pochi anni a centrare ben 15 piazzamenti a premio a sei cifre, inclusi naturalmente il 3° posto al WSOP Main Event 2010 e la vittoria all’APT Manila Millions 2013.

 

Josehp Cheong

Josehp Cheong

 

“I tornei re-buy? Una trappola di rake”

Intervistato dai colleghi di PocketFives.com, Joseph Cheong ha definito una trappola di rake i tornei con re-buy illimitati: Persino gli eventi più facili alla fine diventano estremamente difficili. Magari si parte con un field fatto da 40% di giocatori amatoriali, ma a conti fatti, a fine entry, quella percentuale si abbassa drasticamente”.

Sebbene Cheong ammetta che questo genere di tornei sia positivo per i migliori pro del mondo “molti pro che non arrivano a quel livello, o pro di livello medio, non capiscono che in questo modo distruggono il loro ROI sul lungo periodo.

Il pro americano sostiene che i tornei con re-buy illimitati “non siano un bene neppure per i backer, perché il loro ROI atteso al primo livello del torneo e a 40 left è completamente diverso, ma si guarda solo al field in generale”.

Joseph fa un’eccezione (con riserva): i tornei dal buy-in basso. “Ai giocatori amatoriali non importa della rake, amano giocare per montepremi enormi. Nonostante ciò, anche questo genere di tornei non è l’ideale per i pro, perché la rake è troppo alta”.

Joseph Cheong taking shots

Ricordando l’inizio della sua carriera, Joseph Cheong è molto onesto nel dichiarare che “provare il colpaccio (‘taking shots’, cioè iscriversi a tornei dal buy-in troppo alto per il proprio bankroll, ndr) fa parte dell’essere giocatori di poker. Nessuno dei pro più ricchi ci è arrivato grindando e seguendo un bankroll management rigido, a parte pochissimi fortunati che hanno iniziato a giocare a poker agli albori, avendo vita più facile.

Lo stesso pro americano, prima di un NAPT nel 2010 (evento da $5.000 di buy-in), non aveva mai ottenuto un piazzamento a premio in un torneo dal buy-in superiore ai $500.

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“Alle WSOP 2010 – ricorda Cheong – vendetti quote per tutta l’estate, ma decisi che per il Main Event non volevo farlo. Mi è andata bene, ma ad alcuni dei miei amici rode ancora. Non farò nomi, ma posso dire che inizia per D e fa rima con blias”.

Qualcuno ha detto Darren Elias?

Braccialetti e… film Marvel

Cambiando argomento, manca ormai poco alle WSOP 2018, ma a Joseph Cheong i titoli importano poco: “”Non mi è mai interessato collezionare trofei, a parte il fatto che vincere un torneo vuol dire guadagnare di più.

Inoltre, perché proprio un braccialetto? Chi vuole un braccialetto? Magari se fosse qualcosa di più figo, potrei volerne uno. Ma non mi interessano trofei o ninnoli”.

Nell’intervista, c’è spazio anche per argomenti extra-poker, come Avenger: Infinity War, l’ultimo film dedicato all’universo Marvel e già campione d’incassi a due settimane dall’uscita nelle sale cinematografiche di tutto il mondo.

“Non avevo mai visto un film della Marvel, a parte il primo Suerman… cioè, volevo dire Spiderman, non ho mai visto Superman. Non mi interessano: credo sia una visione troppo semplicistica del bene contro il male… e non mi piacciono i costumi stupidi. Preferisco categorie alternative come The Watchmen.

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