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Liv Boeree: “L’attentato sulla Rambla? Fermare il PSC significava darla vinta ai terroristi”

Liv Boeree, giocatrice del Team Pro PokerStars, ritiene giusta la decisione di non bloccare il PSC dopo l’attentato sulla Rambla di Barcellona. “Non possiamo farci vincere dalla paura”, ha dichiarato. “Se ci fermiamo, gliela diamo vinta”.

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24/08/2017 11:15

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Liv Boeree è tra i tantissimi giocatori di poker che in questi giorni stanno affollando Barcellona durante il PokerStars Championship. Anche la britannica si trovava al casinò quando, qualche giorno fa, un folle ha ucciso 13 persone travolgendo col suo furgone la folla che passeggiava sulla Rambla.

Spesso in casi del genere le istituzioni hanno fermato eventi e manifestazioni, ma la poker room della picca ha deciso di non sconvolgere lo schedule del PokerStars Championship Barcellona. Una scelta che Liv Boeree appoggia con decisione.

Liv Boeree

Liv Boeree

Liv Boeree: “Bisogna sempre guardare avanti”

Intervistata dai colleghi di PokerListings.com, Liv Boeree si è detta assolutamente a favore della decisione di proseguire con il PSC: “Che altro avremmo potuto fare? Lasciarla vinta ai terroristi? Cancellare l’evento non può essere un’opzione, a meno che non ci fossero preoccupazioni circa la sicurezza”.

Anche perché, afferma la vincitrice di un EPT Sanremo, “le probabilità di subire un attacco terroristico sono infinitesimali, se confrontate con molte altre cose. La mente fa brutti scherzi, anche perché i media ci bombardano con alcuni argomenti ignorandone altri. È molto più probabile morire per l’inquinamento, ad esempio, ma non se ne parla così tanto”.

Lungi da Liv Boeree sminuire l’accaduto, ma il suo ragionamento è piuttosto chiaro: “Capisco benissimo ciò che è successo, ma non bisogna dimenticare che di omicidi se ne commettono ogni giorno, anche se i media non se ne occupano. Ecco perché la nostra mente non si preoccupa di queste cose come invece si preoccupa del terrorismo”.

La preoccupazione per Igor Kurganov

E a proposito di preoccuparsi, ovviamente il primo pensiero della bella Liv nel momento dell’attacco terroristico è andato al fidanzato Igor Kurganov, che come lei si trovava (e si trova ancora) in quel di Barcellona.

“Quando è successo stavo giocando l’High Roller”, ricorda la Boeree. “Mia madre mi ha mandato un messaggio e poi ha cercato di chiamarmi. Quando ho sentito ciò che è successo mi sono assicurata che Igor stesse bene”.

“Non diamogli visibilità”

Pur riconoscendo la necessità di fare cronaca, Liv Boeree ha un po’ criticato l’eccessiva – dal suo punto di vista – copertura mediatica dell’attacco alla Rambla di Barcellona: “Non voglio sembrare insensibile, ma purtroppo queste cose fanno parte della vita ormai.

Anzi: più parliamo dei terroristi, più terrorismo avremo. Questa gente vuole solo la gloria, e la vuole raggiungere attraverso questo genere di atti. Non dovremmo permettere che questo meccanismo si auto-alimenti”.

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