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Maria Ho: “sono nitty nella gestione del bankroll ma ora gioco gli high roller…”

Da 14 anni fa la professionista Maria Ho ed ha svelato uno dei suoi segreti: l'attenzione nella gestione del proprio bankroll. E sugli high roller racconta la sua esperienza e la vittoria a Los Angeles di un mese fa.

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05/04/2019 13:30

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Nel 2007, durante il Main Event delle World Series, una piccola ed affascinante giocatrice di chiare origini asiatiche si era rivelata al mondo del poker con una deep run che aveva stupito tutti. Arrivò 38esima, su un field di 6.358 players, ed è stata l’ultima donna, in quella edizione, ad alzarsi dai tavoli del torneo più importante dell’anno che vide mettersi in evidenza proprio i giocatori con gli occhi a mandorla: vinse il braccialetto e 8,25 milioni di dollari Jerry Yang (andato rotto per le note vicende con il fisco statunitense) e runner up arrivò il “canadese” Tuan Lam. Maria Ho completò il filotto come migliore donna del torneo.

Maria Ho alle Bahamas durante il PSPC

Con grande fascino e carisma Maria Ho conquistò tutti ma il suo successo poteva rivelarsi effimero e breve. Era nata una stella o era la solita meteorina del poker? In molti pensavano a questa seconda ipotesi ma i fatti hanno dimostrato il contrario.

Maria Honel 2019 stupisce tutti per la sua longevità nel poker: pensate che il suo primo in the money importante l’ha ottenuto durante le WSOP del 2005, ben 14 anni fa, quando aveva solo 22 anni.

Due anni dopo la sua prima bandierina alle World Series, arriva l’exploit al Main che le ha consentito di iniziare a frequentare le persone giuste a Las Vegas. Eravamo nel momento d’oro del poker americano con PokerStars, Full Tilt e le altre rooms che investivano milionate di dollari e spingevano nel marketing. Era la testimonial ideale e nelle rooms sulla Strip andava di moda già lo staking.

Maria Ho ha stupito tutti. Nel 2019 celebriamo l’ennesimo suo risultato di rilievo, con la vittoria  un mese fa nell’ High Roller da $25.000 (non fatevi fuorviare da queste cifre, stiamo parlando di una professionista di lungo corso) al LAPC (uno dei tornei più prestigiosi del circuito americano) ovvero al WPT Los Angeles Poker Classic.

Ha battuto in heads-up a marzo la rivale canadese Kristen Binkell (donna numero 1 del ranking GPI) ed ha incassato $276.000. Al tavolo finale altri high roller famosi come Sean Winter e il tedesco Maning Loeser.

 

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Maria Ho ha commentato a Cardplayer la sua nuova stagione pokeristica negli high roller: “Per tradizione, nella mia carriera, sono stata sempre molto nitty nella gestione del bankroll. Mi sento in grado di mettere da parte il mio ego di giocatrice e di non schierarmi mai negli high roller se non ritengo che il field sia vantaggioso affrontarlo”.

“Naturalmente, nelle fasi finali degli high roller a cui partecipo, mi confronto con giocatori in genere molto forti, quindi ogni vittoria diventa sempre più importante. Significa molto per me vincere un torneo come il 25.000 del LAPC”.

“Se non ritenevo di avere un edge su quel field al LAPC non mi sarei mai seduta”.

Maria Ho è una professionista sui generis e forse il segreto di questa sua longevità sta anche nel fatto che spesso stacca la spina: mi è sempre piaciuto giocare a poker, ma non voglio sedermi e giocare quando non ne ho voglia. Quindi, essendo in grado di fare la commentatrice nelle trasmissioni di poker e ad alcune di esports, ho cercato nella mia vita di diversificare e di non fare solo la player a tempo pieno“.

Tuttavia la giocatrice californiana (nata però in Taiwan) rimane sempre con il focus sullo studio:voglio sempre rimanere aggiornata sulle ultime novità e su tutto quello che riguarda la strategia del poker, ma allo stesso tempo per me sono importanti le pause dal poker giocato. Lavorare nella comunicazione mi aiuta a trovare il mio equilibrio”.

Maria conosce molto bene anche le altre varianti, il suo percorso da giocatrice è completo: “ho iniziato con il No-Limit, poi sono passata ai Mixed Games. Negli ultimi 5 anni ho giocato però tantissimi tornei No Limit ed anche qualche high roller. Il mio focus ora è proprio sul NLHE ma quando ritengo di avere un edge in una partita giocherò tornei o cash game senza distinzione“.

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Ha ammesso di essere stata molto prudente nella gestione del bankroll (altro segreto della sua longevità nel poker): come ha vinto la “paura” nell’investire così tanti dollari negli high roller?

“Vendo un pò di quote negli eventi con buy-in più importanti, ma mantengo per me la maggior parte dell’azione. Di fatto entro in gioco con i miei soldi. Far salire la posta in gioco è stato un passaggio delicato. Durante il torneo non devi pensare a questo aspetto,  ma non è semplice: la prima volta che mi sono seduta ad un high roller ho sentito questo peso, nonostante fossi già da 13 anni una giocatrice professionista”.

 

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Maria Ho è attesa da grandi sfide: “volerò nel Principato di Monaco per l’EPT Montecarlo e poi in estate voglio partecipare ad almeno 40 eventi alle World Series of Poker”.

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