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Max Young e la costruzione del bankroll: dal cash game ai trionfi nei tornei

Max Young rappresenta nel mondo poker, l'ABC della costruzione del Bankroll. Level up e disciplina, partendo praticamente da zero: un passo alla volta dai tavoli cash game da pochi dollari, alle partite high stakes. Poi nel 2017 la svolta assoluta, con il cash game in secondo piano e i tornei che diventano il pane quotidiano. Nel giro di tre anni arrivano ben 6 anelli WSOP Circuit e un totale di 2 milioni di dollari incassati dal vivo. 

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02/03/2021 14:00

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Da studente a giocatore

Max Young nasce sulla costa Est degli Stati Uniti, ma una volta terminato il college si sposta sulla costa opposta per studiare. Sognando la California, fra corsi di economia e gestione bancaria. Studi che torneranno utili qualche anno dopo, quando il buon Max opterà per la carriera da giocatore. Già nel periodo universitario, Young gioca a poker nelle card room dello stato americano. Ma sono piccoli tornei da 20 o 30 dollari che servono per crescere e quando capita, mettere in tasca piccoli-medi premi.

Max Young

La vera svolta arriva subito dopo la laurea. Max Young ha capito che il poker può essere una parte importante della sua vita e decide di non proseguire sulla strada tracciata durante gli studi. Lavora di giorno come commesso in bar e ristoranti, mentre la notte indossa i panni del giocatore di poker. Una storia e un’escalation molto simile a quella di tanti altri giocatori. Ma, il protagonista di questa storia, dimostra di avere una disciplina unica nella gestione delle sue finanze. Non solo cerca partite profittevoli, ma difende con le unghie e con i denti il tesoretto che ha costruito nel tempo. 

Mi sono ritrovato in poco tempo da tornei di 20 dollari a partite cash game da $1-$2 dollari. Credetemi, le prime volte ho vissuto con tanta ansia questi tavoli. C’erano per lo più giocatori spregiudicati, persone a cui non cambiava molto perdere anche piatti da mille dollari. Erano pronti a ricaricare immediatamente il loro stack. Io con quei soldi dovevo preservare il mio bankroll e al tempo stesso destinare una parte delle vincite, al mio normale stipendio. Insomma, quello che avevo imparato all’Università, adesso mi serviva per gestire il mio portafoglio al tavolo.

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L’Oregon come la nuova frontiera dell’oro

Max Young non è immune nemmeno al fascino del poker online. Giocava qualche sit&go ai tempi dell’Università in rete e poco prima del Black Friday ottiene due vincite importanti in altrettanti tornei online, per quasi 100 mila dollari. Fa in tempo a scaricare gran parte delle vincite, prima che lo stesso black friday si abbatta sul poker americano. Grazie a quei soldi, molla il lavora e si dedica full time al poker. Inizia a viaggiare in lungo e in largo per gli Stati Uniti, alla ricerca delle partite più profittevoli.

La svolta arriva nei primi mesi del 2012, quando Young arriva in Oregon e capisce di essere davanti ad una miniera d’oro. Nello stato americano infatti, solo i casinò tribali possono richiedere la rake al tavolo del poker. Negli altri casinò non tribali, la rake nel singolo piatto è vietata. Di conseguenza, per chi come lui vive di questo lavoro, è un abbattimento dei costi senza precedenti.

Era come vincere alla lotteria nazionale. In pratica in questi club non tribali, avevano aggirato in  parte il divieto di rake, chiedendo un contributo di pochi dollari. Qualche volta 5$, altre 10$. Ma una volta che pagavi questa piccola somma potevi rimanere anche per 24 ore di fila al tavolo e il club non ti avrebbe più chiesto nemmeno un cents. Anzi in alcune sale era compreso anche il cibo e dunque era perfetto. Potevi giocare anche in contanti, senza cambiare i soldi in chips, mentre il livello medio era di una bassezza incredibile.

“Io in pochi mesi sono passato a giocare partite da “$1-$2″ al “$2-$5” e vi garantisco che certe volte il 2-5 diventava ben presto in un 5$-10$. Era come rubare caramelle ad un bambino, la facilità con cui ingrandivo il mio bankroll. La tentazione era sempre quella di bruciare le tappe, ma poi mi dicevo di non aver fretta. Di continuare a battere il ferro fino a quando è caldo. Cresceva il mio portafoglio e cresceva la mia esperienza al tavolo. Poi alla fine del 2013 ho deciso di lasciare l’Oregon. Io e l’inverno di quei luoghi non andiamo molto d’accordo. 

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Da nomade del cash game all’anello WSOPC

Max Young continua per un certo periodo a girovagare per gli USA a caccia dei migliori tavoli cash game. Si sposta in prevalenza lungo le due coste, sia per un discorso climatico e sia per la maggior presenza di ricche balene annoiate che al tavolo da poker distribuiscono i loro soldi. Per uno squalo del calibro di Young è come sentire l’odore del sangue. Partite dove, nonostante i blinds $2-$4, gran parte dei giocatori siedono con 6 0 10 mila dollari davanti. Stack profondi che nella maggior parte dei casi finiscono nelle tasche di Max.

La seconda svolta nella carriera di Young arriva nel febbraio 2017. Max è da qualche tempo tornato in Florida per assistere la madre, dopo un delicato intervento chirurgico. Proprio in quei giorni, mentre la madre inizia a stare meglio, arriva in florida la tappa delle WSOP Circuit. Young non si lascia scappare l’occasione e decide di investire una parte dei suoi fondi nella serie di eventi schedulati per la kermesse. Dopo un paio di tornei conclusi senza gloria, l’evento#3 è quello del trionfo. Vince un 6-Max da 365 dollari per una prima moneta da 15 mila bigliettoni, mettendo alle dita il primo anello di una lunga serie.

Sempre nella tappa di Palm Beach ottiene altri quattro piazzamenti e il suo score recita un incasso di 40 mila dollari. A quel punto capisce che anche i tornei, nonostante l’altissima varianza, possono essere una fonte di guadagno importante. Per uno che per 10 anni si è dedicato quasi esclusivamente al cash game, è arrivato il momento di passare sull’altra sponda del fiume e mettersi alla prova.

Tre anni da urlo nei tornei

Max Young diventa un volto fisso delle WSOP Circuit e praticamente dal 2017 ai primi mesi del 2020 è presente in quasi tutte le tappe della grande carovana. Nella prova delle WSOP Circuit in Iowa mette assieme 6 piazzamenti ed un secondo posto, per quasi 80 mila dollari di premio. La settimana successiva, saluta momentaneamente la kermesse per dirigersi alla volta della Pennsylvania, dove si impone nell’evento “$1.600 Parx Big Stax” superando la concorrenza di 446 rivali. Incassa 120 mila dollari, la vincita più alta in quel momento nella sua carriera, per un singolo torneo.

Passano poche settimane e arriva il secondo anello delle WSOPC, nella tappa di Lake Tahoe: vince il main event per 150 mila dollari. Pochi giorni e lascia il segno anche in Colorado, assicurandosi il Colorado Poker Championship per altri 50 mila bigliettoni. Il 2018 segna un cambio di passo per Max Young, il quale shippa successi nei side event del WPT Deepstack di San Diego e cala la manita di anelli WSOPC, visto che si aggiudica altri tre tornei. Il 2019 si apre con il sesto ring in carriera e il suo nome è sempre più legato a quel circuito. Vittorie che si sommano l’una all’altra e portano il suo score dal vivo a oltre 1.5 milioni di dollari in vincite.

Le vittorie al tempo della Pandemia

Chiude il 2019 sfiorando il settimo anello e portando a casa il successo in un evento delle Wynn Series di Las Vegas: in totale fra questi due eventi, incassa 250 mila dollari. Poi il 2020, la pandemia che blocca e frena tutto. Ma non azzera certo le skills di Max Young, il quale al primo evento di una certa importanza giocato dopo 9 mesi di riposo fa subito strike. Il main event del Winter Poker Open al Seminole casinò in Florida è suo per 226 mila dollari, dopo aver respinto l’assalto di 778 rivali, fra tavoli con i plexiglas e mascherine al volto dei giocatori. Anche in era Covid, la musica è la stessa.

Max Young suona una marcia vincente. Niente male per uno che è partito giocando tornei da 20 dollari, per poi gestire alla perfezione il suo bankroll.