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Timofey “Trueteller” Kuznetsov: “Finché c’è partita, gioco. La mia sessione più lunga? 55 ore di fila”

Chi gioca a poker sa che non può sprecare nessuna possibilità di affrontare avversari più deboli. Non c’è stanchezza o noia che tenga: se la partita è profittevole, si deve essere disposti a giocare finché c’è action.

Questa è una delle caratteristiche che definisce maggiormente un vero professionista del poker.

Riuscire a giocare al meglio per più di 15 ore consecutive è una vera e propria skill che negli anni ha permesso a molti giocatori di vincere cifre da capogiro. Non solo perché consente di sfruttare a pieno il potenziale di una partita, ma anche perché l’edge aumenta notevolmente se si riesce a stare lucidi mentre gli avversari si stancano e perdono la concentrazione.

Ogni top player sa quanto sia importante riuscire a giocare al massimo delle proprie capacità per tante ore consecutive. Poi c’è chi, come Timofey Kuznetsov, vede nella capacità di alzarsi per ultimo una sfida personale. E a giudicare dagli oltre 10 milioni di dollari vinti tra live e online, per “Trueteller” si tratta di un approccio decisamente vincente.

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Trueteller, lo stakanovista del poker

Solitamente non mi fermo mai volontariamente“, dice il fenomeno russo. “Di solito gioco finché la partita è attiva. Solo in rarissime occasioni mi è capitato di fermarmi mentre tutti gli altri giocavano. A volte perché ero stanco, ma ogni volta era online. Dal vivo non mi è mai successo”.

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Oltre ad essere uno dei più forti regular del cash game online al mondo, Kuznetsov è anche un regular delle folli partite private di Macao e Manila. In quelle occasioni l’action può durare per interi giorni senza mai fermarsi ed è proprio lì che dà il meglio di sé.

Nelle partite live non mi fermo mai finché non si ferma la partita. La mia sessione più lunga? Una volta ho giocato per 55 ore di fila. In diverse occasioni ho giocato per più di 35 ore”.

Fedor Holz e l’importanza del feeling

Nel corso della stessa intervista a Trueteller, è intervenuto anche Fedor Holz. Il top winner tedesco non ha una missione come quella del collega russo, disposto a giocare sempre e comunque. Per “CrownUpGuy” è tutta una questione di sensazioni:

“Dipende molto da come mi sento, ma sicuramente il denaro non ha alcun peso sulla mia decisione di continuare“, spiega il 24enne. “Per me è tutta una questione di confidence: se mi sento bene continuo a giocare, indipendentemente dal fatto che io stia vincendo o perdendo“.