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Main WSOP, le mani storiche: quando la super combo di McKeehen spezzò il sogno di Negreanu

Il rapporto tra le WSOP e Daniel Negreanu è una sorta di odio ed amore. Sei i bracciali vinti dal canadese, ma il digiuno al  momento dura 12 anni. A tutto questo aggiungeteci due deep run nel main event, chiuse entrambe in undicesima piazza. Sicuramente due risultati di spessore, ma che non possono bastare se ti chiami Daniel Negreanu. E il main event 2015 si è chiuso nel modo più amaro per il canadese. 

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26/03/2020 12:00

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Negreanu e le WSOP

Daniel Negreanu da sempre ha legato il suo nome alle WSOP. 6 bracciali vinti, una miriade di piazzamenti a premio e due volte sul gradino più alto del player of the year. Sarebbero stati tre con l’ultima edizione, ma il pasticcio del conteggio, ha privato “Kid Poker” del triplete di POY. Come detto però, il canadese non porta a casa un bracciale nelle WSOP di Las Vegas dal 2008, mentre l’ultimo effettivo risale alle WSOPE 2013. E sappiamo bene, che pur essendo bracciali identici, quelli vinti in terra americana hanno per forza un altro valore.

WSOPE 2019 Daniel Negreanu

Daniel Negreanu

Lo sa benissimo anche lui, visto che da anni è alle prese con un tabù davvero incredibile. Ma alla beffa dei trionfi, si aggiunge anche la maledizione del main event. Undicesima piazza raggiunta nel 2001 e stesso risultato bissato 14 anni dopo. E quella del 2015 fa davvero male come eliminazione. Il suo giustiziere porta il nome di  Joe McKeehen, futuro campione del mondo. L’immagine è tutta racchiusa nella disperazione sportiva di Daniel Negeanu, steso atterra e con le mani sul volto. Per un colpo entrato nella storia del main event e delle WSOP in generale.

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Quella combo letale

Nel main event WSOP 2015, a 11 left l’uomo da battere è  Joe McKeehen. Praticamente un rullo compressore che asfalta board e rivali, accumulando una chipleading di spessore. Ma a 11 left in corsa, oltre al nostro Federico Butteroni, c’è pure Daniel Negreanu. Il pubblico, i media e tutti quanti attendo l’ingresso di “Kid Poker” fra i “November Nine” del main event. Un nome pesantissimo come pochi. Eppure il destino del canadese è quello di avviarsi alle casse ben prima della composizione del final table.

Il day 7 è agli sgoccioli quindi e nel livello 200.000-400.000 ante 50.000, Joe dal bottone apre a 800.000 con j 3 e uno stack che sfiora i 55 milioni di pezzi. Folda lo small blind e da grande buio Daniel Negreanu spilla a 4 . Il canadese ha circa 15 big blind e opta per il call fuori posizione. Si passa al flop con 2.1 milioni nel piatto e un duello che si annuncia decisivo nella discesa verso l’official final table. Le tre carte comuni recitano a k 10 e dopo il check di Daniel, Joe esce a 700.000 unità.

Daniel Negreanu

Daniel Negreanu e la rassegnazione sul suo volto

Negreanu ci pensa qualche secondo e poi con la sua top pair spara l’allin per 6 milioni. Dall’altra parte il leader della corsa ha una combo micidiale: flush draw e incastro di scala. Il call è quasi istantaneo e tutto si ferma al “Rio” per assistere allo scontro decisivo. Il turn lascia invariata la situazione con 3 , ma il river è una sentenza senza appello. In quinta strada si materializza una q che fa chiudere la scala a Joe McKeehen, mentre Daniel Negreanu è fuori dai giochi ancora una volta all’undicesimo posto. Altro tavolo finale mancato e assegno da 526 mila dollari per lenire in parte l’amarezza. 14 anni dopo, il film si ripete con Daniel Negreanu nel main event WSOP.

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