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WSOP 2018

La “gufata” elegante di Daniel Negreanu a Justin Bonomo: “Spero mi superi nella All Time Money List”

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18/07/2018 01:16

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Daniel Negreanu

Daniel Negreanu

Alzi la mano chi crede alla modestia di Daniel Negreanu. Il supercampione canadese è il tipico caso di persona smart, ma talmente intelligente da rendere impossibile che pensi sul serio una buona parte delle cose che dichiara in pubblico.

Daniel ce ne ha dato una dimostrazione proprio poche ore fa, in un post su Twitter

Daniel Negreanu e la (falsa?) modestia

“Probabilmente la migliore cosa che possa capitare alla mia qualità della vita è che Justin mi superi oggi. Sono stato in quella posizione per la maggior parte della mia carriera pokeristica, e credo sia tempo di smettere di aggrapparsi a quello. Buona fortuna a tutti!”

Il riferimento di Daniel è al fatto che Justin Bonomo, vincendo questa notte il Big One For One Drop, lo sorpasserebbe in testa alla All Time Money List. Al momento infatti Negreanu è in testa con 39.656.197 dollari incassati in vincite lorde da tornei live. Bonomo è in terza piazza con 32.979.593$, ma con i 10 milioni del primo posto supererebbe il testimonial di PokerStars diventando il giocatore “più vincente” della storia. Il primo posto è l’unico utile, poichè un secondo posto pagherebbe “solo” 6 milioni, buoni per superare Erik Seidel in seconda posizione ma non per scalare la vetta.

Justin Bonomo

Justin Bonomo, qui dopo il SHR Bowl vinto proprio su Negreanu

Quello che Daniel dice e quello che non dice

Dietro al post di Daniel Negreanu ci sono diverse verità celate, più o meno bene. La prima è sicuramente relativa alla reale validità della ATML, una classifica che adottiamo tutti per convenzione ma che negli anni ha progressivamente perso gran parte del suo già non elevatissimo valore.

Nell’impossibilità di avere un reale bilancio tra incassi e buy-in spesi, le vincite lorde rappresentano l’unico parametro possibile per misurare la forza di un giocatore. La diffusione dei Super High Roller ha però dato un colpo tremendo alla credibilità di qualsiasi classifica che consideri solo l’ammontare dei premi vinti.

I SHR, (molto) croce e (poca) delizia

L’altra verità è che Negreanu, in vetta a questa classifica di cui sostiene di “averne abbastanza” ci è tornato grazie soprattutto a questi SHR. Il secondo posto al Big One For One Drop 2014 valeva da solo quasi 9 milioni, così come il secondo al WPT Five Diamonds SHR 2017 ha portato nelle sue casse altri 936mila dollari e il recente runner up centrato al 300k Super High Roller Bowl ha portato altri 3 milioni. In totale, tre secondi posti che non hanno portato alcunché nel (già ricchissimo) palmares di Daniel Negreanu gli hanno però portato oltre 12 milioni di dollari da far valere nella ATML.

Quando il WSOP Main Event non sposta poi tanto…

In tutto ciò, il risultato di maggiore rilievo tecnico ottenuto negli ultimi anni da Negreanu è praticamente ininfluente. Parliamo dell’11° posto al WSOP Main Event del 2015, che Daniel concluse con un dolorosissimo 11° posto per i 526.778$ di gran lunga più amari della carriera. Era l’ultimo anno dei November Nine, quello in cui figurò tra i qualificati anche il nostro Federico Butteroni.

Daniel dopo l’uscita all’11° posto al Main Event WSOP 2015

La run logora chi non ce l’ha

Del resto, chi gioca tornei di poker live con frequenza è “costretto” a vivere di run, o perlomeno a familiarizzare con questo elemento non controllabile. Da questo punto di vista è impressionante ciò che ha combinato Justin Bonomo negli ultimi 12 mesi: oltre 16 milioni vinti, grazie tra l’altro a ben 9 primi posti! Qualora vincesse il One Drop, “ZeeJustin” arriverebbe a 10 vittorie – e oltre 26 milioni incassati – negli ultimi 12 mesi!

Uno score incredibile, che Negreanu certamente invidia anche perché proprio Bonomo lo ha battuto nell’heads up dell’ultimo SHR Bowl di Las Vegas.

Negreanu fra ritiri e frecciate

Alcuni si sono chiesti se questo twit di Negreanu non sia un mezzo annuncio di un possibile ritiro. Anche qui, però, Daniel ha risposto non senza frecciate: “Se consideriamo come il termine “ritiro” viene inteso oggi, è quello che mi successe circa 10 anni fa.” Il riferimento chiaro è a quei giocatori (soprattutto come Fedor Holz ma anche il nostro Sammartino) che hanno più volte annunciato un certo disimpegno dal poker, salvo poi continuare a schierarsi nei tornei più importanti.

Gesto di classe o “gufata”?

E allora quella di Daniel è classe o invidia? Forse in lui, in questo momento, regnano entrambi i sentimenti. Il sospetto, tuttavia, è che Daniel abbia subodorato di non avere troppe chance di continuare a primeggiare a quei livelli di buy-in che spostano di più, in ottica ATML. Daniel è sempre un signor competitor, è abbastanza umile da sapere di dovere studiare molto per mantenersi ad alti livelli, ma anche “paraculo” il giusto, nel dichiarare un certo disinteresse verso un obiettivo che sa già difficilmente alla sua portata, in futuro.

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