Gioco legale e responsabile

WSOP 2021

Il caso del giorno: Kelly Minkin accusata in modo ingiusto, il buonsenso prevale alle WSOP per Miss Main Event

La famosa giocatrice dell'Arizona si è cancellata da un evento salvo poi iscriversi di nuovo nello stesso torneo: al centro delle polemiche ha dato la sua versione dei fatti. C'è un motivo valido...

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11/10/2021 17:03

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Kelly Minkin è un’avvocatessa di Phoenix con una forte passione per il texas hold’em (soprattutto cash game). E’ stata coinvolta in una recente (ed inutile) polemica ma ha dimostrato, da buon legale, di sapersi difendere molto bene. D’altronde opera in un campo molto delicato: cerca di far valere i diritti dei pazienti verso le strutture sanitarie e gli ospedali in Arizona.

Kelly Minkin

Kelly Minkin alle WSOP 2019 (photo courtesy of Pokernews)

E’ diventata famosa nella community dei pokeristi statunitensi per il suo forte feeling con il Main Event WSOP: nel 2018 è arrivata fino al 50esimo posto ($156.265) guadagnandosi, per la seconda volta in carriera, il titolo di “Last Woman Standing” nel torneo principale.

Nel 2015 era riuscita ad arrivare addirittura nella top 30, 29esima per $211.821, eliminata dal nostro Federico Butteroni. Due deep run del genere sono una cosa rara nella storia del Main.

A conferma del legame con il torneo, anche nel 2019 è riuscita ad andare a premio.

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WSOP 2021: Kelly Minkin al centro delle polemiche

In attesa del 4 novembre, giorno del day 1A del No-Limit Hold’em World Championship, Kelly Minkin è stata al centro di una fastidiosa ed inutile polemica alle WSOP, sollevata da Adam Hendrix che ha accusato in modo generico “una giocatrice” di essersi cancellata (poco dopo la registrazione) ad un evento WSOP e di essersi iscritta di nuovo allo stesso torneo contro il parere dello staff. Si trattava però di una fake news. Solo una parte della storia è vera.

Kelly Minkin: perché mi sono cancellata dal torneo

La giocatrice accusata da Hendrix era proprio la Minkin che ha risposto su Twitter spiegando bene la dinamica: si è trovata al tavolo con un giocatore che in passato l’ha molestata sessualmente e le ha rubato soldi. Ha così chiesto al floor di cancellarsi dal torneo quando non erano ancora state distribuite carte. Il floor ha anche ascoltato i suoi superiori prima di comunicare alla giocatrice il via libera.

Lo staff del Rio Casinò ha usato il buonsenso ed ha accolto le richieste dell’esperta player dell’Arizona.

Il floor “mi ha detto – spiega la giocatrice – che era un mio diritto. Mi sono registrata ore dopo” ed è stata fatta sedere ad un tavolo differente rispetto a quella del presunto “molestatore”.

Kelly Minkin ha attaccato in modo polemico Adam Hendrix: “il sensazionalismo per i likes in questi tweets “indovina chi” della comunità del poker è zoppo @AdamHendrix10″.

La rettifica ma niente scuse

In seguito Adam Hendrix ha pubblicato un Tweet rettificando la versione della Minkin. Nessuna scusa però per la diretta interessata. Alcuni twittaroli lo hanno però difeso affermando che Hendrix non l’aveva mai chiamata in causa direttamente, non aveva fatto il suo nome.

Lo spirito della regola, rimangono dubbi

In teoria, un/una players può cancellare la registrazione ad un torneo una volta che si siede al tavolo iniziale e scopre chi sono i suoi avversari. Prima che inizi l’action può cancellarsi. Non può, però in genere, iscriversi di nuovo allo stesso evento per eludere il sorteggio dei tavoli.

Per questa ragione Hendrix ha puntato il dito e molti pokeristi su Twitter si sono indignati. In realtà Kelly non ha violato nessuna regola perché è stata autorizzata dallo staff.

Il giocatore ha però sollevato la questione: dopo questo precedente, si è chiesto quale sia la nuova politica delle WSOP su casi simili?

A lui si è unito anche Brian Hastings:

Viene quasi da commuoversi a sentire Hastings parlare di regole. Forse bisognerebbe fargli qualche domanda se negli high stakes di Full Tilt il regolamento prevedeva l’uso indiscriminato dell’ hand history di Isildur1… Acqua passata ma con milioni di dollari in ballo.

In questo caso si è consentito solo ad una donna di non essere al tavolo con una persona “non gradita”. Nulla a che vedere con la regolarità del torneo.

Le riflessioni

A prescindere dalla polemica inutile, ci sono un paio di spunti di riflessione che – a mio avviso – non sono banali: il mondo del poker è un mondo in prevalenza maschile e la denuncia pubblica della Minkin su presunte passate molestie sessuali fa riflettere molto. Così come la facilità con la quale le donne vengono attaccate sui social, basta un sospiro, un soffio di vento. Nessuno si è sognato neanche verificare bene i fatti.

Per fortuna in questa storia emerge il buonsenso dello staff del Rio che si è rivelato sensibile ad un argomento così delicato e l’ha gestito sotto traccia, a basso profilo gestendo al meglio la vicenda, almeno fino a quando Hendrix non l’ha resa pubblica.