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Victor Ramdin: ‘perché non giocherò mai più nitty…’

Scritto da
13/08/2013 12:15

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victor-ramdinVictor Ramdin analizza le mani che lo hanno tradito nella strada per il final table del Grand Final EPT Montecarlo. Dopo il fold del day 4, il pro di PokerStars racconta un altro spot molto interessante. Siamo al day 5, bui 12.00/24.000 e il suo stack è di circa 390.000 chips.

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Steve O’Dwyer (che poi vincerà la picca, ndr) è molto attivo al tavolo – racconta Victor – ed ha aperto da Under The Gun per 50.000. Noah Schwartz chiama e un giocatore short stack decide di andare all in per 340.000. Teniamo presente che il player ha giocato solo due mani nelle ultime tre ore. Io da bottone spillo 10-10. In modo istintivo foldo facendomi condizionare dall’immagine tight dell’avversario. Aveva giocato molto stretto fino a quel momento”.

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Radmin però analizza l’errore:ho dimenticato di ricordarmi che il pot mi stava dando il giusto prezzo. Ed inoltre, non ho valutato il fatto che con due giocatori in all in, Noah e Steve non avrebbero chiamato.

Non ho preso il tempo necessario per pensare davvero. Ho seguito il mio istinto ed ho foldato come hanno fatto in seguito Noah Schwartz e Steve O’Dwyer. Così il giocatore short stack ha incassato il piatto senza showdown. Ho scoperto che in mano aveva A-Q e mi sarei giocato tutto in coinflip”.

“A volte, prendere in maniera rapida una decisione e seguire il proprio istinto, può realmente farti male. In questo caso sono convinto di aver perso il tavolo finale per questo motivo, se non addirittura il torneo. L’errore è stato quello di non pensare che lo short stack potesse avere 7-7, 8-8 e che io l’avrei dominato. Non ho pensato che Noah e Steve potessero foldare. Ho ignorato il prezzo che il pot mi stava offrendo”.

Il bilancio è negativo: “Alla fine non ho rispettato le mie regole. Ho concluso il torneo al 13esimo posto ma non posso dire di aver giocato bene, quando in realtà ho preso un paio di decisioni orribili. Ho giocato nitty e non ho spinto quando avevo la possibilità di farlo. Un errore che non voglio più ripetere”.