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Stefan Mandel

Stefan Mandel: l’uomo che vinse 14 lotterie con un metodo (comprando quasi tutte le combinazioni)

Esistono sistemi per vincere alle lotterie? Abbiamo assistito alla vincita record del jackpot del Super Enalotto grazie alla Bacheca dei Sistemi, ma è sempre più difficile poter applicare un metodo alle lotterie (che si sono evolute con dei sistemi di sicurezza sempre più accurati e soprattutto aumentando le variabili e le combinazioni). Il merito o demerito è di un uomo che ha già “abusato” parecchio in questo senso, mettendo in guardia tutte le società che gestiscono concorsi a premi. Stiamo parlando di Mandel.

Chi è Stefan Mandel

Stefan Mandel è un economista e matematico cresciuto in Romania durante la dittatura comunista nei tristi anni ’60.

L’uomo ha sempre avuto una mente brillante e ha sfruttato la sua intelligenza per cercare di scappare dal blocco sovietico durante la Guerra Fredda. Il fatto che fosse anche di origine ebraica non ha aiutato né lui né la sua famiglia che è sopravvissuta all’Olocausto, ma ha vissuto nella povertà della Romania post Seconda Guerra Mondiale.

Lavorava in una società di estrazione mineraria (guadagnando solo 88 dollari al mese, una miseria) ma il suo unico scopo era vincere alla lotteria rumena. Come?

Lotterie: il metodo di Mandel

Studiò il metodo matematico realizzato da Leonardo Fibonacci sulle probabilità e riuscì a sviluppare un algoritmo per scegliere in modo accurato numeri e combinazioni delle lotterie. Detta così sembra una passeggiata, in realtà ci vollero 4 lunghi anni per arrivare alla soluzione. Chiamò il suo metodo “condensazione combinatoria“.

Quello che oggi calcolano i computer in pochi minuti (o forse secondi) lui lo faceva a mano.

La leggenda narra che questo tipo di metodo potesse prevedere 5 dei 6 numeri vincenti delle estrazioni, in realtà Mandel era capace di calcolare una serie di combinazioni, il classico sistemone, per rendere l’estrazione dei numeri vincenti più probabile, a lotterie come il Super Enalotto, nelle quali è il giocatore che sceglie i numeri.

La sua strategia di base era calcolata proprio sui 5 numeri (puntando quindi non al jackpot ma ai premi di consolazione).

Quando sbancò la lotteria della Romania in società con amici

Organizzò con un gruppo di amici l’acquisto di un numero elevatissimo di biglietti: in “società” riuscirono a vincere circa 19,3 mila dollari (una fortuna nella Romania del tempo) e il Dottor Mandel ricavò da quella vincita circa 4mila dollari ovvero circa due decenni del suo stipendio. Il sistema, come detto, puntava a indovinare almeno un punteggio di 5, ma riuscì a vincere il jackpot con un bel 6. Le cose andarono oltre le più rosee previsioni.

Quel gruzzoletto gli consentì di fuggire in Israele (ma non fu facile uscire dalla Romania a 24 anni) dove si sposò. Con la moglie poi volò in Australia, dove iniziò una vita nuova quando ancora il costo della vita non era così elevato.

Nel continente oceanico potè soprattutto sperimentare nel migliore dei modi il suo metodo per vincere alle lotterie (si è assicurato ben 12 jackpot) senza violare alcuna legge. Di giorno lavorava come promotore assicurativo, la notte invece escogitata i suoi piani per riuscire a sbancare le lotterie.

Con il passaporto australiano poteva frequentare i paesi del Commonwealth liberamente. Quindi aggredire sia le lotterie (minori) australiane, britanniche e canadesi.

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La sua strategia con le piccole lotterie

Grazie ai suoi calcoli, scoprì che per alcune lotterie il costo per acquistare un numero elevato di biglietti fosse conveniente rispetto al jackpot in palio.

Oggi un aspetto impensabile, i concorsi a premi si sono evoluti e calcolano la proporzione tra montepremi e costo dei biglietti disponibili.

Al tempo, alcune piccole lotterie non tenevano conto di questi aspetti e si trasformavano nel suo bersaglio preferito quando i jackpot salivano. Per esempio, se è necessario indovinare 6 numeri (compresi da 1 a 40) esistono 3.838.300 combinazioni. Se i biglietti costano un solo dollaro e il jackpot è di 10 milioni, il profitto potenziale è notevole. Ci sono ampi margini di manovra.

I suoi calcoli e ragionamenti erano naturalmente molto più complessi. Studiava nel dettaglio tutti i concorsi a premi e i regolamenti su come poter acquistare e compilare i ticket.

A volte cambiava strategia e bilanciava il sistema per coprire l’estrazione di 5 numeri su 6 per poter vincere il secondo premio in palio (quando le combinazioni erano parecchie).

Le difficoltà del sistema e i regolamenti delle Lotterie

Il problema principale era riuscire ad acquistare tutte le combinazioni senza dare nell’occhio del gestore e avere la fortuna che ci fossero pochi vincitori fortunati per quel tipo di concorso (per questa ragione il suo metodo veniva applicato solo quando i jackpot raggiungevano somme considerevoli). Ovviamente bisogna anche disporre di un budget notevole ma Mandel fa preso a convincere un gruppo di investitori a dargli fiducia.

L’altra difficoltà era quella di riuscire a compilare a mano tutte le schedine. Così si organizzò e grazie a computer e varie stampanti riuscì a automatizzare il processo.

Nei ruggenti anni ’80 il gruppo di Mendel vinse parecchi premi minori ma soprattutto per 12 volte sbancò dei jackpot interessanti tra Australia e Gran Bretagna per circa 40 milioni di dollari.

La Guerra con le lotterie

E’ curioso conoscere come il suo metodo “anti-lotteria” si sia evoluto nel tempo. Ha iniziato con un gruppo di soli 5 investitori. Successivamente quando è iniziato a essere conosciuto in Australia per le sue “gesta” , sono cambiate le leggi. Per esempio, una norma prevedeva che un gruppo di persone non potesse acquistare biglietti del lotto. Mandel però studiò la legge e scoprì che poteva fondare una società per il lotto e acquistare i biglietti come un’entità commerciale.

Dopo aver sbancato per 12 volte le lotterie, in Australia e UK l’aria si era fatta irrespirabile, lo avevano preso di mira. Così fu naturale sbarcare negli States.

Il colpo finale con Virginia Lottery

Nel 1992 fiutò l’affare con un jackpot messo in palio dalla Virginia Lottery. Capì, grazie alla sua esperienza, che c’erano dei margini notevoli per sbancare visto che i numeri estratti erano compresi dall’1 al 44 (quindi con un numero di combinazioni limitate). Fondò per l’occasione una società di scopo, denominata Pacific Financial Resources e riuscì a far aderire migliaia di piccoli investitori (2.500 circa).

La Virginia Lottery vendeva i ticket a un dollaro. Il numero totale delle combinazioni era di 7,1 milioni. Inoltre la VL consentiva di stampare i biglietti a casa. Ma non riuscì a comprarne tutti.

Per un problema legato agli scontrini delle ricevitorie, all’appello mancavano circa 1 milione di combinazioni. La scommessa era non immune da rischi. Ma il jackpot da 27 milioni rendeva l’impresa allettante.

Vinsero il jackpot più premi minori. I suoi investitori incassarono 30 milioni di dollari. E’ molto probabile che Mandel vinse una cifra importante (mai svelata). La Lottery Commission dello Stato della Virginia aprì un’indagine che durò parecchio ma alla fine pagò Mandel che venne ritenuto una persona non gradita.

La pensione dorata con qualche problemino

Si trasferì nel 1995 in Israele e nel 2000 nel Sud del Pacifico. Proprio nel paese medio-orientale fu condannato in primo grado per un reato di presunta mancata comunicazione sociale durante la gestione di una coperativa (nulla a che fare con il gambling). Doveva scontare 10 mesi di carcere ma dopo un lunghissimo iter giudiziale nel 2019 è stato definitivamente assolto. Oggi si gode le sue vincite sulla spiaggia nell’incantevole Vanuatu e non vuol più saperne di lotterie.

Il suo metodo è sempre applicabile?

Con le sue incursioni ha messo però alle strette diverse lotterie e, a causa sua, le società di gestione hanno sviluppato sistemi per impedire a gruppi di investitori o di gamblers di poter formare “società” di fatto per aggredire jackpot. Sappiamo che esistono sempre gruppi di gamblers che ci provano, ma in genere oramai le combinazioni sono così alte che risulta difficilissimo sviluppare un sistema conveniente.

Anche se gruppi numerosi dovessero acquistare parecchi biglietti, le probabilità di vincita sarebbero sempre molto molto basse.

In genere, tutti i montepremi sono notevolmente inferiori al costo dei biglietti corrispondenti alle combinazioni disponibili, il sogno di Mandel è finito? Il matematico rumeno è stato abile a sfruttare il suo metodo nel momento giusto, superando in astuzia molti funzionari gestori delle lottery, ma la pacchia è finita.

Oggi non è più possibile vincere a una lotteria come il Super Enalotto seguendo un metodo matematico? Ci sono delle forti restrizioni regolamentari: ad esempio non è possibile stamparsi i ticket e le combinazioni da casa.

Ci sono comunque delle eccezioni – all’apparenza – quando i jackpot sono molto alti. Per esempio per il record da oltre 2 miliardi del PowerBall del novembre 2022. Per vincere alla lotteria statunitense le combinazioni totali sono 292 milioni. Il prezzo del biglietto è di 2 dollari (3 dollari per il Power Play, un’opzione che consente di moltiplicare i premi minori). In teoria ci sarebbero i margini con un super jackpot come quello del 2022, nella realtà è difficilissimo per diversi motivi. Ve li elenco:

  • E’ quasi del tutto impossibile riuscire ad acquistare 292 milioni di schedine anche se si hanno a disposizione $584 milioni! Difficile non dare nell’occhio anche se per quella estrazione ci sono stati diversi gruppi (anche di giocatori di poker statunitensi)
  • Calcolate che il vincitore ha scelto di essere pagato in un’unica soluzione: ha incassato circa 997 milioni di dollari. I margini quindi si restringono se calcoliamo le tasse statali e federali. Inoltre se non fosse stato l’unico a fare 6, avrebbe dovuto dividere il premio (come è accaduto per i 90 fortunati del jackpot del SuperEnalotto da oltre 300 milioni).
  • Nel caso si voglia incassare il jackpot totale (calcolando però le tasse) il vincitore dovrebbe comunque aspettare 20 anni. Quindi prima di rientrare del capitale investito ci metterebbe almeno 3 anni (calcolando le vincite al netto dei prelievi fiscali).
Editor in Chief Assopoker. Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo.