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La cruda testimonianza di un dealer: “Sono 340 giorni che non mi guadagno da vivere”

Un lungo messaggio su Facebook di un dealer francese apre il dibattito all’interno di una categoria che pare fin troppo dimenticata. Con i casinò chiusi, le sale da gioco ferme e i circuiti di poker in attesa di ripartire, i croupier hanno vissuto (e continuano a vivere) un anno tremendo.

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16/02/2021 12:00

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“Oggi sono 340 giorni che non mi guadagno più da vivere”. Immaginate cosa potrebbe voler dire, per una persona qualunque, trovarsi costretto a scrivere una frase del genere. I colleghi di PokerNews.fr hanno dato spazio alla testimonianza di Boris, un dealer francese che, come tanti, da quasi un anno aspetta di tornare a fare ciò che gli permette di guadagnarsi da vivere.

Il Covid-19, lo sappiamo bene, ha messo in ginocchio l’economia mondiale, colpendo alcuni settori più di altri. Il gioco live, e in particolare i tornei di poker, si è praticamente fermato lo scorso marzo, schiacciando il tasto “pausa” sulle vite di migliaia di lavoratori.

 

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Una situazione insostenibile

Il dealer Boris racconta di come l’ultima volta che si sia seduto ad un tavolo da poker per lavorare risale a Deauville, nel marzo 2020. Anche in Francia, come in Italia, si pensava che l’epidemia potesse essere affare d’altri, un eco lontano come lo erano stati altri outbreak virali in passato. E invece.

“Queta situazione sta diventando sempre meno accettabile”, scrive il dealer francese. “In nessun momento voglio mettere in dubbio il fatto che esiste un virus e che sono necessarie misure eccezionali per eliminarlo, ma voglio parlare di ciò che accade durante queste misure”.

Boris lavora come dealer da un decennio e ha lavorato in molti dei circuiti più importanti non solo di Francia, come l’FPS, il Barrière Poker Tour e il Winamax Poker Tour, ma anche il WSOPC, il WPT e i tornei live di PokerStars.

I lavoratori del gioco in difficoltà

“Oggi sono passati 340 giorni che non ho più entrate. Sono passato improvvisamente da un reddito annuo di 25k (inclusi 6k di spese) a 700 euro al mese. Perdo soldi ogni mese, è il grido d’allarme di Boris.

Che poi introduce una problematica molto delicata e importante: “In qualità di lavoratori negli eventi di poker, cioè croupier, floorman, eccetera, non siamo idonei per il regime di disoccupazione parziale. La maggior parte di noi non ha o non ha più diritto all’indennità di disoccupazione”.

Quale futuro per la categoria?

La conclusione del pensiero di Boris è, comprensibilmente, molto forte: “La nostra vita è a un punto morto”.

Non poter lavorare e guadagnarsi da vivere ha fatto diventare questo dealer francese “geloso delle persone che escono a lavorare ogni mattina, quando per tutta la vita ho lottato per non avere un lavoro così abitudinario. Mi sento come se stessi aspettando qualcosa che non accadrà e non accetto l’idea che la professione che ho scelto, e che mi ha accettato così come sono, possa evaporare.

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