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Giulia Russo: “ancora troppi pregiudizi verso le donne nel poker. Grindo gli Spin 25 ma la sfida è arrivare ancora più in alto”

Giulia Russo ci racconta la sua sfida negli Spin and Go online e le sue sensazioni sul mondo del poker: "sia live che online, non ho mai sentito parlare di una giocatrice molto forte. Non siamo tenute molto in considerazione devo dire, ma credo che non sarebbe considerata neanche Vanessa Selbst nel contesto delle mie zone".

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03/09/2019 19:03

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Giulia Russo è una delle grinder emergenti nei mid-stakes Spin and Go: i suoi risultati nel 2019, soprattutto negli ultimi mesi, sono stati interessanti: ha appena fatto level up ed ora è protagonista ad un livello impegnativo come i €25. Ma lei guarda in alto e con i coach della sua scuola (Pokermagia) ha già pronto il piano per una scalata ambiziosa. La giocatrice di Castel Volturno non si pone limiti, nonostante gli esordi nel mondo del poker non fossero stati confortanti, ma parliamo di tanti anni fa. Quando ha capito che studio ed applicazione potevano riservarle delle soddisfazioni, non si è tirata indietro.

Giulia Russo

Ciao Giulia, puoi raccontarci un po’ la tua storia pokeristica? Come hai scoperto il poker ed in che occasione hai iniziato a giocare?

Tutto è cominciato da un sit&go tra amici. Il giochino mi è piaciuto subito ed ho iniziato a giocare random on line tra sit, cash ed Mtt. Non avevo le idee molto chiare. Beh, direi che come esordio fu pessimo. Persi la piccola somma che avevo investito e lasciai perdere. Non mi divertivo più. Pensavo fosse un gioco di fortuna e che io fossi sfigata.

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La svolta quando e come è arrivata?

Qualche anno dopo, qualcuno mi disse che in realtà era un gioco di abilità, che andava studiato; che esistevano scuole, coach, libri. Io non avevo nessuna idea del mondo che si celava dietro a ciò che avevo sempre considerato solo un giochino. Queste nuove informazioni prima mi incuriosirono e poi mi appassionarono molto.

 

Hai deciso quindi di cambiare approccio a questo skill game?

Cominciai a studiare da autodidatta. I miglioramenti furono evidenti e capii che prediligevo gli Mtt. Ma la vita del grinder mtt è davvero tosta. Richiede un impegno ed un sacrificio, per me, enorme, e con un grosso punto interrogativo alla fine. È davvero difficile trasformarlo in un lavoro vero e proprio oggi, e stimo ed ammiro chi lo fa e riesce. Per cui mi riservo gli Mtt come divertimento perché l’adrenalina che da un final table è davvero fantastica ed ogni tanto bisognerà pur iniettarsela nelle vene.

 

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Quando hai deciso di grindare gli Spin and Go?

Non c’erano più i presupposti per grindare mtt, così ho cominciato a valutare gli Spin a fine 2018 e ad inizio 2019 è cominciato il percorso vero e proprio. Purtroppo, per problemi familiari, le cose sono andate molto a rilento per me. Ho dovuto mettere in secondo piano il gioco. Le ore che potevo dedicare erano davvero poche e in 5 mesi ho fatto ciò che normalmente un giocatore fa in 1/2 mesi. Fortunatamente ho battuto subito i primi due livelli ed ora sono arrivata a giocare i 25. La cosa fantastica degli Spin è che ti rendono libera.

 

Ti piace giocare live o solo online?

Mi piace molto il live, ed ho passato 1 anno giocando live 2/3 volte a settimana visto che il mio compagno giocava prettamente live, nelle sale delle mie zone. Devo dire che sono stata avvantaggiata dalla sua esperienza e dalle sue skill. È stato un bel percorso. Ho imparato tante cose ed ho ottenuto ottimi risultati, spero non dovuti solo alla goodrun; ma ora se penso ai live per me hanno senso solo quelli con un buon garantito e putroppo ne ho fatti ben pochi in Italia e fuori. Spero di rimediare al più presto.

 

Cosa vuol dire per una donna accettare la sfida nel poker, in un mondo soprattutto frequentato da maschi?

Eh, bella domanda! Diciamo che per me è stimolante. Credo che al sud, e sicuramente in Campania, tra persone di bassa o inesistente cultura, dilaghi ancora l’idea che le donne debbano stare a casa e non di certo in una sala da poker. Nel live trovi sempre qualcuno, fish solitamente, che quando vede una donna gli si accanisce contro. Ti “aggrano” (aggrediscono pokeristicamente parlando, ndr), vogliono mostrare la loro mascolinità, la loro supremazia…e puntualmente se ne vanno a casa. Devo dire che è molto divertente. Cerco di trarre tutti i vantaggi possibili da questi giocatori, sia dalla mia immagine al tavolo, sia da ciò che loro pensano di se stessi. Ovviamente on line questa cosa accade molto meno, perché molti non sanno chi si celi dietro quel nick.

 

Ci sono quindi ancora molti passi da fare per il movimento del poker in questo senso almeno nelle tue zone?

In linea generale, sia live che online, non ho mai sentito parlare di una giocatrice molto forte. Non siamo tenute molto in considerazione devo dire, ma credo che non sarebbe considerata neanche Vanessa Selbst nel contesto locale. Per molti di loro c’è proprio un rifiuto nell’accettare che una donna possa essere più preparata, più skillata. Spero di dimostrare, per ora negli Spin, che siamo perfettamente in grado di ottenere gli stessi risultati se non migliori di molti.

 

Quanto ti ha aiutato frequentare una scuola di poker?

La mia scuola, Pokermagia, mi ha aiutato tanto perché mi trasmette serenità, che è fondamentale per un giocatore.

So che posso contare sempre su di loro, sia per problemi o dubbi tecnici, sia per problemi personali. Sono tutti molto disponibili e preparati. All’interno di PM è inevitabile creare rapporti di amicizia con chiunque perché, anche se siamo in tanti, è composta sostanzialmente da brave persone, serie e corrette. Pokeristicamente parlando, credo sia ancora la migliore scuola di poker in Italia.

 

Prossime sfide?

Ah questa è semplice. Battere i 25 ed arrivare ai 50 per poi passare ai 100. Tutto ciò nel più breve tempo possibile però. Magari piazzo un nuovo record nonostante i problemi iniziali. Fatto questo, si rivaluta river…

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