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Las Vegas: divieto di fumo ai tavoli per combattere Covid, in Nevada positivi anche i turisti

Las Vegas prova a non fermarsi, mentre i contagi aumentano in tutto il Nevada. Così, per evitare un secondo lockdwon che sarebbe distruttivo per l'economia della città, i maggiori casinò vietano le sigarette ai tavoli da gioco. Un modo per combattere il Covid-19 ed evitare così la diffusione del virus. Intanto anche 123 turisti risultano positivi e il picco cresce. 

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17/07/2020 12:00

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Sigarette bannate dai casinò

Las Vegas prova la contromossa al Covid-19. Da ieri, nei maggiori casinò di Sin City è vietato fumare sigarette ai tavoli da gioco. Anche le sigarette elettroniche. Se per noi italiani è un qualcosa già acclarato da diversi anni, quello del divieto di fumo nei casinò, nelle sale da gioco di Vegas le sigarette erano tollerate fino ad ieri. Poi la decisione presa dalla commissione gioco, su parere della commissione medica, per contrastare la diffusione del virus.

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Le particelle di saliva che vengono emesse con il fumo della sigaretta possono contribuire al contagio, specialmente ai tavoli da gioco, dove seppur distanziati, i giocatori sono comunque vicini fra loro. Una mossa probabilmente tardiva e che prova a tappare una falla da non poco sotto questa ottica. Il divieto di fumo non vale solo nella zona gioco, ma si allarga anche alla zona ristorante, le camere e tutti quei luoghi che risultano di passaggio per i clienti e lo staff.

Nevada i contagi aumentano

Intanto il Coronavirus torna a far paura in tutto lo Stato. Dopo il punto più basso raggiunto nell’ultima settimana di maggio che ha contribuito alla riapertura di tutte le attività dal 4 giugno, i dati sono tornati a salire in maniera vertiginosa. I Casinò, nonostante tutte le precauzioni, hanno giocato un ruolo importante nella diffusione del virus, complice anche la superficialità di tanti giocatori.

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Sta di fatto che nell’ultima settimana nel Silver State sono state 849 le persone risultate positive e fra questi ben 123 sono turisti. Un numero che la dice lunga anche sulla riapertura troppo affrettata dei viaggi. Basti pensare  che nella prima settimana post lockdown i turisti infetti erano 16. La città più colpita non può che essere Las Vegas, tra casinò e locali il numero di visitatori cresce settimana dopo settimana, con conseguente aumento dei casi.

La strip a Las Vegas

Per questo motivo il governatore del Nevada negli ultimi giorni ha posto delle restrizioni per quello che concerne ristoranti e bar. Vietati di nuovo buffet e ordini al banco. I clienti tornano seduti obbligatoriamente ai tavoli, dove possono ordinare senza dover attendere in piedi la loro consumazione. Vietate poi le feste superiori a sei persone in spazi ristretti. Piccoli o grandi accorgimenti che provano ad evitare un secondo lockdown. Sarebbe la pietra tombale per tante attività, specie a Las Vegas.

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