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Mondo Poker: Full Tilt chiude, caos in Canada per un bug enorme in una poker room online

A fine mese, Full Tilt verrà chiuso definitivamente e il brand ritirato. In Canada parte una class action per un bug clamoroso in una poker room online. Saltano le prime teste al Crown Casino: Ken Barton non è più il CEO della casa dell’Aussie Millions.

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22/02/2021 14:03

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Mondo Poker: Full Tilt addio, è la fine di un’era

Ciò che ancora rimane di Full Tilt, una delle poker room online che hanno fatto la storia del gioco, sparirà per sempre giovedì 25 febbraio.

Da maggio 2016, Full Tilt ha fatto parte del network di PokerStars come skin, condividendo ovviamente i tornei e i giocatori della room della picca, ma mantenendo la grafica e lo stile che l’hanno contraddistinta negli anni d’oro.

 

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Full Tilt chiude, è la fine di un’era

 

Da giovedì, dunque, tutti i giocatori che utilizzavano la skin di Full Tilt verranno “dirottati” verso la casa madre PokerStars, potendo mantenere il proprio nickname e la propria password, oltre ovviamente al denaro presente sul conto di gioco e gli eventuali bonus.

Nata nel 2004, Full Tilt ha ricoperto un ruolo fondamentale nella crescita del poker online, rivaleggiando per anni proprio con PokerStars. Da lì sono passati alcuni dei più forti poker player dell’epoca, come Mike Matusow, Jennifer Harman, Chris Ferguson e Howard Lederer.

Mondo Poker: class action in Canada

Elisabetta Bertucci ha ricevuto dal tribunal l’ok per proseguire la sua class action contro OK Poker, la poker room online di Loto-Quebec, la lotteria di stato canadese: una causa che potrebbe ammontare a svariati milioni di dollari.

La Bertucci, insieme ad altri player, lo scorso giugno si era accorta che le carte private foldate erano visibili a tutti gli altri giocatori del tavolo. Per un errore di programmazione, chi utilizzava un iPad per giocare, poteva appunto avvantaggiarsi in questo modo.

Chi, invece, usava laptop e altri dispositivi mobile, non aveva accesso a questo bug. Naturalmente, conoscere le carte foldate dagli avversari rappresenta un vantaggio competitivo ingiusto, da qui l’origine della causa.

Mondo Poker: saltano le prime teste al Crown Casino

Come vi raccontavamo nel novembre 2020, il Crown Casino era finito nell’occhio del ciclone per una serie di manovre dubbie, tanto che secondo gli inquirenti i vertici della sala da gioco avevano stretto legami addirittura con la criminalità organizzata.

Ken Barton ha recentemente dato le dimissioni dal suo ruolo di CEO e direttore esecutivo del Crown Resorts. Se ne andrò con una buonuscita da $3,3 milioni più le sue stock option che potrebbero valere qualcosa come 56,5 milioni di dollari.

Patcicia Bergen, che sta guidando le indagini, ha fatto notare come Barton sia stato accusato di riciclaggio di denaro.