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Peter Eastgate, un milionario non può giocare short stack?

Peter Eastgate all'EPT Varsavia in svolgimento in questi giorniLa “Short Stack Strategy”, com’è noto, è quella tecnica che tende a massimizzare i profitti al cash game con investimenti ridotti. In sintesi consiste nell’entrare su uno o più tavoli con una dote in chips ridotta per cercare il double up alla prima occasione possibile e poi, raggiunto lo scopo, alzarsi immediatamente.

In gergo, questo sistema si chiama “hit and run” – letteralmente “colpisci e scappa” – e, applicato con rigore e criteri ben precisi, ha fatto la fortuna non solo di molti bravi giocatori, ma anche di alcuni grandi campioni. Lo stesso Gus Hansen, ad esempio, ne fece un uso massiccio agli inizi della suo percorso che lo ha portato a diventare un top player. C’è chi invece, come Mark Vos, ha costruito tutta la sua carriera sulla “S.S.S.“, e continua ad applicarla anche agli high stakes: anche per questa ragione, Vos è uno dei giocatori più odiati dai suoi colleghi. Infatti, lo short stacker è mal visto dai regulars, costretti a volte a fare rebuy a causa loro, e senza spesso potersi rivalere contro gli stessi giocatori, ormai “scappati” via.

Detto ciò, fa abbastanza scalpore quanto appena accaduto a Peter Eastgate. Il danese, che nel novembre scorso divenne il più giovane campione di Main Event WSOP di sempre, vincendo oltre 9 milioni di dollari, si è prodotto recentemente in alcuni “shots” al No Limit 200$/400$ su PokerStars.com, suscitando la reazione di uno dei suoi avversari. Nella fattispecie, il pacato Peter si era seduto con 8mila dollari (giusto 20 big blinds, ndr) ad un tavolo con “FiSHeYe1984“. Dopo poche battute è riuscito a fare double up, lasciando immediatamente il tavolo.

Peter Eastgate il giorno del suo trionfo al Main Event WSOP 2008

Qualche giro di orologio più tardi però, il buon Peter pensa bene di risedersi contro lo stesso avversario, e sempre con 8mila dollari davanti. Quest’ultimo sbotta e reagisce prendendolo in giro in chat: “ma scusa, non hai milioni di dollari? perchè allora fai ‘hit and run’ come una ragazzina?“, esclama FiSHeYe1984. “Per farli durare di più“, risponde candidamente il campione WSOP. “Mah, il vincitore del main event che fa short stack…” esclama FiSHeYe1984, evidenziando secondo lui un certo controsenso tra la montagna di soldi vinti da Eastgate e il fatto che li rigiochi – in un certo senso – “col braccetto”. “Almeno sii corretto e siediti per qualche mano a darmi la chance di rifarmi!”

Nulla da fare. Eastgate non accetta e chiude il tavolo. Per noi invece si apre una possibile riflessione:

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Eastgate è apparso anche in tv su “High Stakes Poker” ed ad alcuni ha dato l’impressione di un pesce fuor d’acqua. Peter, secondo questi ultimi, avrebbe giocato “scared money“, ovvero palesemente preoccupato di giocare cifre a cui – perlomeno in una singola mano – non era assolutamente abituato. Secondo altri si tratta invece di un ragazzo con la testa sulle spalle, che ha avuto il suo colpo di fortuna e lo sta gestendo – insieme alla fama conseguente – con grande criterio.

Questi suoi tentativi online da “short stacker” potrebbero, in quest’ottica, essere dei modi per testarsi ad un livello per il quale non si sente probabilmente ancora pronto. D’altra parte, se c’è una cosa in cui il 23enne danese ha spesso dimostrato di non far difetto, quella è l’umiltà.

E tu? cosa ne pensi? credi che Eastgate stia gestendo bene il suo grande successo, o forse lo ritieni un pò troppo timoroso? Vieni a dire la tua sul nostro Forum!

 

"Assopoker l'ho visto nascere, anzi in qualche modo ne sono stato l'ostetrico. Dopo tanti anni sono ancora qui, a scrivere di giochi di carte e di qualsiasi cosa abbia a che fare con una palla rotolante".