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Poker e scienza: gli occhi possono svelare le nostre carte

Neanche la scienza può nulla contro Greg 'The Fossylman' RaymerLa scienza di nuovo al servizio del poker, anche se con una ricerca che non nasce propriamente per il nostro amato gioco. Secondo infatti un nuovo studio pubblicato sulla rivista Current Biology, gli occhi potrebbero non solo fornire preziose indicazioni sulla possibilità o meno di avere una buona mano, ma addirittura rivelare l’esatto valore numerico delle nostre singole carte.

Nell’esperimento condotto dall’Università di Melbourne, in Australia, a 12 uomini destrorsi è stato chiesto di elencare 40 numeri, compresi tra l’1 e il 30, nella sequenza il più casuale possibile mentre un metronomo elettronico scandiva l’esatto tempo di risposta.

Misurando successivamente la posizione media dell’occhio – sia in verticale che orizzontale – durante i 500 millisecondi prima che il numero fosse pronunciato, i ricercatori sono riusciti e predire con grande accuratezza quale sarebbe stato il prossimo scelto ancor prima che fosse rivelato.

In particolare, un movimento dell’occhio verso il basso e a sinistra annuncerebbe che il successivo numero selezionato è minore dell’ultimo detto, mentre con uno spostamento verso destra ed in alto la previsione sarebbe diametralmente opposta, e con l’ampiezza del movimento ad indicare anche l’entità dello scarto numerico rispetto al precedente.

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Il dottor Tobias Loetscher, autore della ricerca, ha spiegato che tale studio dimostra come gli occhi e la loro posizione possano dare una chiara indicazione della natura delle scelte sistematiche messe in atto dal generatore di numeri casuali all’interno del cervello. “Quando pensiamo a dei numeri, automaticamente li codifichiamo in termini di spazio, cioè li immaginiamo come disposti su una linea fittizia che parte da sinistra per i numeri più bassi e prosegue poi, per quelli più alti, man mano che ci si sposta verso destra.”

Nonostante questa scoperta, comunque, non crediamo che in verità ci sia troppo da preoccuparsi. In un torneo di poker, infatti, quanti avversari sarebbero capaci di accorgersi dei nostri movimenti oculari nello spazio di mezzo secondo? Probabilmente nessuno, ma nel dubbio meglio portarsi al tavolo un bel paio di occhiali con lenti scure.

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