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Poker live e deal: un vizio non solo italiano…

John Agelakis, 'vincitore' del torneo al FoxwoodsTante volte, anche su queste pagine o sul nostro forum, avete letto critiche ad una certa tendenza italiana a cercare i deal nei tornei di poker live. Allargare i payout è infatti un sistema che – più che far vincere un pò ciascuno – garantisce una perdita nel lungo periodo, oltre a vanificare una fase cruciale quale quella del gioco in bolla.

Dare un “contentino” per evitare il rischio di non entrare a premio significa accordare cifre che raramente superano l’ammontare del buy-in, con una unica conseguenza: aver giocato un torneo gratis sì, ma con un corollario di spese di vitto, alloggio più eventuali extra che nessuno ci restituirà e che in ogni caso renderanno il nostro saldo per quell’evento un sicuro passivo. Lo slogan di una siffatta abitudine, dunque, più che “vinco un pò anche io”, è sempre “perdo meno”!

Registriamo però con piacere che questa usanza sta progressivamente cadendo in disuso nei nostri eventi nazionali, e questo è un segnale di crescita importante per il nostro movimento. Inoltre, arrivano notizie dagli USA che mostrano come certe cattive abitudini non siano affatto un’esclusiva italiana, anzi…

Uno dei templi del Texas Hold’em statunitense, il Foxwoods di Mashantucket (Connecticut), ospitava in questi giorni un classico torneo Deep Stack. Nulla di particolarmente importante, trattandosi di un evento dal buy-in di 400$; ma il torneo ha fatto parlare di sè per il più ridicolo chop nella storia del poker!

Il ridicolo payout del torneo al Foxwoods

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Si tratta di un mega-deal da 23 persone, che avrebbe potuto peraltro essere ancora più esteso. Già da quando erano rimasti in 30, tra i giocatori era emersa una proposta di 5mila dollari a testa e i rimanenti 100mila a montepremi da giocarsi al tavolo finale. Non trovandosi l’unanimità, il gioco è proseguito fino a quando, rimasti in 23, hanno trovato un nuovo accordo: 10mila dollari garantiti a tutti e 12mila a testa ai primi quattro!

Accordo chiuso, torneo concluso: al vincitore, il canadese John Agelakis, è andata la cifra di 12.011$, “ben” 11 dollari in più del secondo classificato, Amen Hejinian e degli altri due “fortunati”. Per i rimanenti 19, un ritorno a casa con 10.091$, che non fanno male di certo, ma che rappresentano una piccola parte (meno di un 15esimo, ndr) di quello che avrebbero potuto incassare provando a vincere il torneo.

I quattro 'vincitori', non troppo convinti...

Già, vincere. A volte ci si dimentica che si gioca per quello, “solo per i massimi”, per usare un’espressione in voga tra i giocatori italiani. Il gioco in bolla è un elemento fondamentale del poker da torneo, e privarlo di interesse svilisce il concetto stesso di questo tipo di competizione, che prevede un unico vincitore meritare la fetta più grossa del montepremi. A meno che non vi troviate dalle parti del Foxwoods…

"Assopoker l'ho visto nascere, anzi in qualche modo ne sono stato l'ostetrico. Dopo tanti anni sono ancora qui, a scrivere di giochi di carte e di qualsiasi cosa abbia a che fare con una palla rotolante".