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Report Main Event Texas Club Napoli

Signori e Signore, giocatori e giocatrici, Assopokeristi tutti è con grandissimo piacere che vi parlerò del main event del Texas Club di Napoli, la più “antica” associazione partenopea, e non a caso una delle migliori di tutto il panorama nazionale. Il torneo, svoltosi per

 celebrare il primo compleanno dell’associazione, è sicuramente il più tecnico mai svoltosi in Italia su giornata singola, e in assoluto anche tra i  “multigiornata” è tra quelli meglio riusciti di sempre meglio, senza alcuna offesa ma con al limite un affettuoso consiglio, di tutti i tornei che ho visto nei casinò nazionali. Tra i tornei campani, è il migliore di sempre (e penso che solo una nota associazione romana abbia fatto di meglio…sui multiday).

A giustificazione di quanto ho detto sopra, basti capire che i livelli sono di 40 minuti, e che si parte con 12.000 chips davanti. L’M di partenza è qualcosa tipo 160, con 240 BB! I livelli intermedi sono tantissimi, permettendo anche a giocatori relativamente short, con 5000 davanti, di avere ancora giocabilità  per un bluff o per un gioco di livello. Il fattore fortuna, che sul singolo torneo non sparirà  mai, è ridotto assolutamente al minimo.

Prima ancora che iniziasse il gioco, ero già  felicissimo di essere nella rinnovata sede dell’associazione. Essendomi trasferito ormai da molti mesi a Milano, tornare ed incontrare giocatori che non vedevo da mesi è stato un’emozione che non posso descrivere in un articolo, come ritrovare gli organizzatori Sergio Cimadomo, Vincenzo Chietti e soprattutto (mi scuseranno gli altri!) il mio grande amico Dario “Bonzo” Nittolo, potenzialmente uno dei migliori giocatori che abbia mai visto. Ma veniamo finalmente al torneo.

I giocatori in sala rappresentano il gotha del poker Napoletano in uno stesso torneo ho raramente visto così tanti giocatori forti, e così pochi giocatori alle prime armi o scarsi. Per farvi comprendere, il primo “player out” arriverà  dopo 90 minuti, e alla pausa (quasi 3 ore di gioco) saranno ancora il gara l’85% dei giocatori!

Purtroppo per limiti di spazio, non potrò citare le avventure di tutti i giocatori intervenuti e tutte le particolarità che si sono viste nelle prime 9 ore di gioco (che hanno portato al final table), ma potrò descrivervi soltanto alcune delle mani più interessanti,  come ad esempio quella che ha portato alla formazione del final table: 10 giocatori. Christian Guida, autore di diversi siparietti con Carlo nel corso del torneo, è autore di un raise da bottone su 2 limper, tra cui Carlo che ha davanti 80.000 chips (i bui sono appena saliti a 2000-4000) e in mano ha Q J. Ci si trova in 3 ad un flop che recita J 5 2. Il primo giocatore chekka, Carlo, chekka, bet di 15.000 di Christian, cui Carlo risponde con un All in. Onestamente credo che Carletto pensasse di essere avanti, e il suo bet fosse proprio dovuto ad un ragionamento del tipo “lui penserà  che io stia bluffando, ora mi chiama con AK o AQ, o addirittura coppia media, mal che vada prendo una extra bet col check-raise”?. Cristian invece gira A J, ma di fatto resta un coinflip, che Carlo vince con un ironico Ac al river, insieme alle 55.000 fiches di Christian.

Si arriva così dopo questa mano fondamentale, alla definizione del final table, che oltre ai 3 già citati include: Max “Il Volpone”Valentini, col suo solito gioco solido, già vincitore di un torneo e con diversi piazzamenti Gimmy Balsamo, uno dei giocatori che più stimo in assoluto, corretto ed educato, un vero signore, oltre ad essere un fantastico giocatore, con capacità  di lettura fuori dal normale (2 volte ha letto l’avversario con niente dopo 5 bet chiamando con la coppia più piccola) Angelo Pezzullo, fratello del buon Nicola (bloccato dall’influenza), che dal fratello sembra aver appreso ben più dei soli fondamentali Francesco “de Novellis” anch’egli non nuovo all’esperienza del final e Pino “Supermuck” Oliva, che sta massacrando gli avversari a furia di risultati e vittorie…e per il suo nick, basti capire che ha foldato KK preflop (contro, ovviamente, AA) e infine Gabriele “Sunday Million”Gaita, autore di un recente 7mo posto al torneo domenicale su Pokerstars, anch’egli in uno stato di grazia notevole. Un tavolo finale da paura.

tavolo finale

E’ difficile dire chi potrebbe essere il favorito, perchè anche il più short (Pino) ha circa 40.000 chips ed ampli margini di giocabilità . Nessuno dei giocatori è arrivato al final table con clamorose giocate al 5% chi ha vinto anche colpi fortunati, lo ha fatto in ragione del quantitativo smodato di chips che aveva davanti, e poteva permetterselo. Sono dell’idea che una marcia in più potrebbero averla Giacomo e Carlo, a causa del loro gioco aggressivo e viste le moltissime chips che hanno davanti, capaci quindi di mettere moltissima pressione.

C’è poi la mano più spettacolare del final table vi invito a rileggerla con calma, perchè merita approfondito studio, osservate bene come la lettura conti anche se diventa ironica. Il bottone è in mano a Francesco, Giacomo è in SB, Max in BB, Carlo UTG, Antonio UTG+1, Pino è il cutoff. Max, Pino e Francesco sono short, Antonio è in ottima salute, Carlo e Giacomo sono chip leader al momento. Carlo da UTG fa call, il che significa che o ha in mano una monster hand, o non ha nulla e vuole giocare in checkraise. Consapevole di questo, Antonio fa un raise a 16.000, 4 volte il BB. Pino, molto tight, si lancia in immediato all in per 49.500. A questo punto Francesco, con tutto il tavolo ancora attivo, va a sua volta AI per le sue 30.500! Giacomo gira sullo SB JJ. Ed è una mano fondamentalmente buona, ma sia Carlo sia Antonio sono ancora attivi, sono più o meno alla stessa altezza e anche se contro i 2 short se la potrebbe giocare (dopo tutta questa azione c’è il serio rischio di essere di fronte a KK-AA), non potrebbe resistere ad un reraise di uno dei giocatori lunghi. C’è un po’ “table talk” al termine del quale Giacomo parlando tra se e sè afferma che la sola sequenza di bet che lo vedrebbe favorito sarebbe stato un limp di Carlo molto marginale, un raise quasi a rubare di Antonio, e due AI dei 2 corti con qualcosa tipo AQ-AK. E folda. Max, che fino al primo AI stava per lanciarsi con KdJd, passa anche lui, come Carlo, mentre Antonio, sicuro di essere dietro, è costretto a chiamare per pot odds.

Guardate che succede: Antonio K Q, Pino A Q, Francesco A K. Giacomo si mangia le mani, e il board che segue è 7 8 T 9 2. Vince Ace high (e Pino vince il side pot), ma Giacomo era ottimo con la scala, mentre Max ha perso l’occasione per volare con un colore. C’est la vie, ma guardate bene come l’analisi di Giacomo e Max fosse perfetta.

Ad uscire quinto sarà  invece Francesco, che prima prende un buon piatto, ma poi si suicida contro Giacomo che stavolta opta per giocare JJ, e ben fa avendo contro 66.

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I primi 3 sono Carlo, Giacomo e Antonio, mentre Pino è  distante quarto ed è costretto a darsi una mossa, ma purtroppo avrà  poca fortuna. Anche qui si intuisce la buona capacità di lettura di Carlo: dopo un call, Pino va AI per 67.000 e parlottando Carlo lo legge per coppia piccola. Lui ha A8, e vuole giocarsi il flip per andare chip leader. Il piccolo problema sorge quando è  Antonio ad andare a sua volta AI! Carlo passa, leggendo Antonio per KK-AA e Pino per 44-77. Girano infatti KK e 77. Usciranno 2 assi e soprattutto un K, Pino out e Antonio prende la lead.

A questo punto, forse per stanchezza, Giacomo perde due piatti grossi. Prima chiama un buio, poi al raise di Carlo lo rilancia per sentirsi solo “All in”in tutta risposta poserà  88, ma Carlo aveva JQ (era pur sempre un flip!).

Poi si trova coinvolto in una sequenza di scommesse piccole che tuttavia al river arrivano ad un piatto grosso. Non ha assolutamente NULLA, Il board recita 99AKx, lui ha una regina, e al suo bet passa sul sostanzioso raise di Antonio. “Non posso bluffarti”, e in tutta risposta Antonio gira 23 s per un bluff totale.

Con “solo” 100.000 davanti (i bui sono ancora a 4-8.000, ante 500) è poi portato all’AI da Carlo, che gira QQ, contro l’A9 di Giacomo, che purtroppo termina il suo straordinario torneo così. L’HU Antonio-Carlo parte a vantaggio del secondo, che tuttavia si gioca un forte Semibluff e si trova sotto 1-2. Anche se recupera poi moltissimo a furia di piccoli raise, si trova a giocarsi un AI con A7 suited dove aveva sbagliato del tutto la lettura: Antonio, che ha una manciata di chips in più, accetta l’AI con AJo, ma al flop cade un impietoso 7.

Ormai la parola finale è vicina, e poco dopo ci si trova in AI, Antonio gira 5 T contro 8 J di Carlo, dopo un flop 6 7 8 (strano, ma nessuno ha un cuori). Turn e river sono 3 e 3, e Carlo Misuraca torna alla vittoria nel torneo più importante, più bello, meglio giocato di quest’anno di Texas a Napoli.

Per me è stato davvero un piacere assistere a questo torneo, anche se a causa di tutti i fortissimi giocatori intervenuti trovare qualcuno per cui tifare in particolare era difficile. Rinnovo i miei complimenti a tutti, e ringrazio Dario, Sergio e Vincenzo per lo spettacolo che hanno creato per tutti noi. La speranza è che serva d’esempio per tutti i circoli italiani, di ogni livello, e che il Texas Club Napoli ci offra nuovi tornei del genere quanto prima.

 

Da Giulio per il 2007 è tutto. Ci leggiamo prossimamente…Ovviamente su Assopoker!

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