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WSOP bannano Tim “Trump 2024” Burt. “The Donald” in forte rimonta negli exchange mondiali (scommessi €95 milioni)

Il poker player professionista Tim Burt usa da 4 anni un nickname online ispirato al presidente Donald Trump, ma le WSOP lo bannano. Il messaggio: fuori la politica dal poker! Ma le polemiche proseguono su Twitter. Nel frattempo l'inquilino della Casa Bianca è in forte rimonta per i mercati dell'exchange e delle scommesse.

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19/09/2020 19:03

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Fuori la politica dalle WSOP? In vista delle elezioni presidenziali la temperatura sale in tutti gli Stati Uniti, a dividere è sempre la figura di Donald Trump, anche se in questo caso non c’è nessun tweet incendiario di The Donald a fare da detonatore.

Durante le WSOP online, il poker player professionista Tim Burt ha giocato sul sito wsop.com (è possibile accedervi solo dal Nevada e dal New Jersey) con il nickname “Trump 2024” .

Tim Burt

Ban temporaneo

Le WSOP hanno intimato Burt a cambiare nickname e lo hanno bannato in maniera provvisoria. Le polemiche sono scoppiate sui social in modo inevitabile. Da una parte WSOP vuole che la politica stia fuori dal gioco online e dal poker (sembra un punto di vista condivisibile), dall’altra però i sostenitori del Presidente non la pensano così e lo interpretano come un’imposizione che va a ledere le loro scelte individuali.

Tra Burt e le WSOP non è la prima polemica. In passato Burt  aveva avuto dei problemi tecnici sulla room e per un paio di volte si è sfogato su Twitter.

Quando Caesars si schierò con Reid ed i democratici

E c’è chi butta benzina sul fuoco pensando al ruolo della casa madre di WSOP.com, Caesars Interactive, società che una decina di anni fa ebbe un ruolo attivo (quando ancora era di proprietà di Caesars E. prima dello spinoff) nell’elezione del Presidente democratico Obama.

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E’ storia nota che i due colossi di Las Vegas, MGM e Caesars finanziarono alla elezione da presidente Harry Reid, diventato poi leader dei democratici in Congresso e per anni braccio operativo di Obama in parlamento.

Reid ha avuto anche un ruolo attivo nella regolamentazione del gioco online in Nevada (WSOP fu una delle prime room autorizzate) e fu molto forte l’influenza di Obama (e dello stesso Reid) sul Dipartimento di Giustizia che nel 2011 sterminò il poker online non autorizzato negli USA (vi ricordate del Black Friday?).

L’incidente diplomatico: la mail che giudica il nick  “offensivo”

Il poker pro Burt su Twitter ha condiviso un’e-mail ricevuta WSOP.com, informandolo che il suo account era stato chiuso a causa del suo pseudonimo “offensivo“. Burt però afferma di giocare con quel nickname dal 2016.

“Caro Giocatore, recentemente abbiamo notato che il tuo nome utente potrebbe essere considerato offensivo per i giocatori su WSOP.com. Tutto questo viola i nostri termini e condizioni e il tuo account è stato chiuso. Ti chiediamo quindi di fornirci tre nick name alternativi entro le prossime 48 ore, assicurandoti che il nuovo nome utente non sia vietato”.

Per WSOP quindi usare il nome del presidente è “offensivo”. Potevano forse usare un termine più consono, potrebbe essere ulteriore benzina sul fuoco. Per essere chiari, Burt non è bannato in modo definitivo dal sito, semplicemente non gli è permesso giocare se non si presenta al tavolo virtuale come un avatar politicamente neutrale.

Ma il giocatore aveva anticipato su Twitter che non aveva alcuna intenzione di cambiare nickname.

L’account di Burt è attivo da quattro anni. Solo ora è costretto a cambiare il suo screename. In molti sostengono che questo sia un provvedimento anti-Trump, determinato da motivi ideologici contro il presidente.

Burt rischia di innescare sui social una vera polveriera: ha taggato anche Trump oltre a giocatori e personalità di destra come James Wood e Mike Matusow .

La versione ufficiale di WSOP

L’account ufficiale su Twitter delle WSOP ha cercato di gettare acqua sul fuoco, sostenendo che il ban è arrivato dopo 4 anni, per un aggiornamento dei termini e delle condizioni che ha vietato tutti i nickname che potenzialmente possono essere ricondotti a temi politici. Sia di destra che di sinistra. Quindi è probabile che l’account sarebbe stato chiuso lo stesso se il suo nickname, per assurdo, fosse stato “Biden2024“.

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“WSOP.com si impegna a proteggere l’integrità del gioco e a fornire un ambiente divertente e sicuro per giocare a poker online. Per difendere questo spirito ed ambiente di gioco, abbiamo preso provvedimenti per evitare che i programmi politici vengano mostrati ai giocatori attraverso i nomi utente “, si legge nel comunicato sul sito di poker.

“Nello specifico, abbiamo recentemente aggiornato le nostre autorizzazioni per gli screename, onde evitare uso di nomi di natura politica (indipendentemente dal partito) oltre a nomi dispregiativi, offensivi o equivoci”.

Le scuse per il termine offensivo

Burt ha affermato di aver ricevuto una telefonata da un responsabile di WSOP.com che si è scusato per aver usato la parola “offensivo” nell’e-mail e ha detto che stanno vietando tutti gli screen name politici, indipendentemente dall’affiliazione politica.

In effetti, il termine offensivo è parso fuori luogo. Per il resto, a nostro avviso, è giusto tenere la politica fuori dal poker, ma è una nostra idea personale.

“Mi è piaciuta la risposta di WSOP, ma mi piacerebbe rivedere tutti i nomi che giocano ai tavoli e verificare se trovo nick ‘offensivi’ “, ha commentato Burt.

Burt è un professionista di lungo corso: nei tornei live ha maturato $ 1.3 milioni di incassi (lordi) nei tornei live. Il suo risultato più importante è di $ 310.000 nel 2016, grazie ad un terzo posto nell’evento $ 5,250 Seminole Hard Rock Poker Open Championship di Hollywood, in Florida.

Scommesse sulle presidenziali: Trump in forte rimonta, €95 milioni abbinati

La polemica su Trump ci permette anche di darvi un aggiornamento sul mercato delle scommesse sulla corsa alle presidenziali. Se ci seguite, siete a conoscenza del fatto che per le nostre analisi usiamo sempre – come strumento di analisi – la borsa mondiale delle scommesse, la piattaforma internazionale di Betfair, la più credibile per la sua enorme liquidità.

Al momento sono state abbinate scommesse per €95 milioni, il favorito rimane Joe Biden a 1.85 (due mesi fa  le odds erano crollate a 1.61) con €33,5 milioni abbinati su di lui. La quota di Donald Trump è 2,2 e sul presidente sono stati scambiti ben 53,4 milioni. Tutti gli altri candidati hanno quote superiori a 100 ed hanno raccolto le briciole  rispetto ai  due principali candidati.

Attenzione perché la quota su Trump è in rapida discesa: all’apertura dei mercati era a 5.00, pre-Covid19 era scesa a 1.64, ma l’emergenza sanitaria ed alcune sue dichiarazioni sulla pandemia avevano fatto risalire le odds a 3.00 prima di scendere in questi mesi estivi a 2,20 (45%).

Quote che sono in linea con i sondaggi: fino all’8 settembre Joe Biden era in vantaggio di 10 punti, ora il suo margine su Donald Trump è pari a 5 punti secondo Fox News (media vicino all’attuale presidente): in questo momento i due candidati sono dati in un testa testa serrato: 51% contro 46%.

Una storia che ricorda molto da vicino quella di 4 anni fa, con margini molto simili.

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