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WSOP: Joe Cada e Darvin Moon, una poltrona per due

Joe Cada inizia gia' ad essere circondato da...ammiratriciSiamo ormai a poche ore dall’heads up decisivo che assegnerà il titolo di Campione WSOP e gli 8 milioni 500.000 dollari del primo premio. Nonostante una maratona di oltre 14 ore di poker giocato, Darvin Moon e Joe Cada di fronte all’occasione della vita non hanno voluto e saputo sottrarsi alle domande dei giornalisti.

Il pronostico pende tutto dalla parte del giovane pro online. Cada infatti è uno specialista degli heads up, dove gioca un buy-in medio di oltre 2.000$ a partita, ed ha inoltre uno stack che è due volte e mezzo quello del suo avversario. Se ci mettiamo che sembra dare anche del tu alla fortuna, scommettere su Joe Cada parrebbe una garanzia: Cosa posso dire, sono stato fortunato – ammette Cada – non sono molto orgoglioso di alcune mie giocate. Quello che è successo agli altri ragazzi è stato sfortunato, ma immagino sia meglio per me”.

E d’altra parte, quando si rimane con meno di quattro big blinds e poi ci si ritrova netti chip leader prima dell’heads up decisivo, qualcosa dovrà pur accadere a proprio favore. Cada – bontà sua – ha vinto coinflip e un paio di colpi dove aveva solo due outs a disposizione. Adesso che la sorte ha deciso di regalargli un’occasione d’oro su un piatto d’argento, non può davvero lasciarsela sfuggire: “L’heads-up è il mio terreno, quindi mi sento eccitato e ottimista, ma tutto può accadere, come è successo a me. La parte più importante del torneo deve ancora essere giocata”.

Darvin Moon impassibile al tavoloDarvin Moon dal canto suo fa quasi tenerezza. In vita sua ha giocato per sua stessa ammissione un solo heads-up, quello che gli ha fatto vincere il satellite che lo ha catapultato alle WSOP, con tutto quello che ne è seguito. Dunque si può dire che in questa specialità sia ad oggi imbattuto. Il motivo di una condizione tanto grottesca lo rivela lui stesso: “Quando giochiamo al circolo, di solito quando rimaniamo in due il premio viene diviso. So che lui è una sorta di specialista degli heads-up, e so anche che è migliore di me, ma vedremo cosa succeederà”. E se a Darvin Moon non si possono negare fortuna e inesperienza, caratteristiche su cui molti ed anche noi ci siamo permessi di ironizzare, una cosa è certa: si tratta di un uomo che conosce bene il significato della parola umiltà. E scusate se è poco.

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In molti al suo posto si sarebbero fatti prendere la mano, rilasciando dichiarazioni di ben altro tenore, mentre invece lui prima del Final Table ed adesso ha sempre tenuto una linea composta, onesta, drammaticamente sincera: “Mi sento fiducioso in qualsiasi cosa faccia. So di non essere il migliore in ogni cosa che faccio, ma nonostante questo mi sento ottimista”.
Ecco perché, nonostante tutto, se anche dovesse ribaltare il pronostico, diventare il Campione del Mondo ed essere probabilmente un giocatore poco rappresentativo, Darvin Moon continuerebbe ad avere la nostra stima certamente in quanto uomo. Come giocatore, dopo essersi reso protagonista di alcune giocate ampiamente criticate, ha l’occasione d’oro di zittire tutti quanti, per un’ultima, decisiva volta.

I due contendenti, e in mezzo il braccialetto. Chi se lo aggiudichera'?