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PokerStars può assumere Howard Lederer, ma non Chris Ferguson

Scritto da
10/10/2015 08:53

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Prima che si alzi una levata di scudi, precisiamo: le probabilità che PokerStars decida di accogliere Howard Lederer sono prossime allo zero. Ma tecnicamente, la poker room online numero uno al mondo potrebbe farlo. Cosa che invece è preclusa a un altro protagonista dello scandalo di Full Tilt, Chris Ferguson. Almeno stando a quanto emerge dalla “licenza preliminare” che Amaya Gaming, la parent company di Stars e Tilt, ha appena ricevuto da parte del New Jersey.

Chris Ferguson e Howard Lederer

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Ieri, infatti, è stato pubblicato il transactional waiver, in poche parole il testo in cui la Division of Gaming Enforcement del New Jersey spiega come e perché i brand targati Amaya potranno operare nel mercato del Garden State. Abbiamo parlato di una sorta di “licenza preliminare” perché in realtà questo documento è valido sei mesi e contiene una serie di condizioni che Amaya deve rispettare prima di poter lanciare i suoi prodotti.

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Secondo quanto riporta Online Poker Report, le indagini della DGE nei confronti di Amaya sono state davvero scrupolose e hanno compreso la revisione di 45.000 pagine di documenti, l’effettuazione di 71 colloqui e l’analisi dei dati di Amaya – con l’aiuto di una compagnia di consulenza – relativi all’anno 2014.

Per sei mesi, dunque, PokerStars dovrà sottoporsi a una serie di test per capire se il software è in grado di geolocalizzare i giocatori e rilevare eventuali problematiche di gioco minorile o gioco compulsivo. Al termine di questi sei mesi arriverà (o meno) l’approvazione conclusiva da parte del DGE.

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PokerStars dovrà inoltre occuparsi di “trasferire allo stato del New Jersey tutti i fondi rimasti negli account aperti su PokerStars all’interno dello stato fino al 15 aprile 2011 (il famigerato Black Friday, ndr) prima di cominciare qualsiasi operazione di gioco online”. PokerStars aveva restituito i fondi ai giocatori americani subito dopo il Black Friday, mentre Full Tilt – all’epoca sotto altri proprietari – non lo fece, sebbene se ne stia occupando ancora in questo periodo. Curiosamente, la DGE parla nello specifico di PokerStars ma non di Full Tilt.

Inoltre, la DGE ha reso noto che “quattro individui identificati dalla Division non hanno ottenuto i requisiti di integrità e onestà, a causa del loro coinvolgimento nelle attività di PokerStars tra l’attuazione dell’UIGEA e il Black Friday”. Non sono stati resi noti i nomi, ma è chiaro che PokerStars dovrà licenziare queste quattro persone – o quantomeno impedire loro di lavorare negli States.

E arriviamo a questa sorta di blacklist che la DGe ha imposto ad Amaya. Come detto, fa parte dell’elenco Chris Ferguson, insieme con Mark Scheinberg, Isai Scheinberg, Pinhas Schapira, Paul Telford, Yehuda Nir, Paul Tate, Ray Bitar, Rafe Furst e Nelson Burnick: queste persone non potranno essere coinvolte a nessun livello “senza l’approvazione della DGE”. Di nuovo curiosamente, non si fa menzione di Howard Lederer.

Infine, Amaya dovrà rendere comunicare alla DGE: l’eventualità di iniziare a operare in qualsiasi altra giurisdizione, l’eventuale arrivo di reclami e qualsiasi altro evento che potrebbe avere un effetto sul transactional waiver.