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Adam Friedman e quella volta che pianse alle WSOP in mondovisione

Senza dubbio è uno dei giocatori più forti e affidabili degli ultimi anni, anche se dovremo abituarci a non vederlo ai tavoli delle WSOP 2022 per almeno una settimana. Parliamo di Adam Friedman, che nello Stud Championship ha vinto il suo quinto braccialetto in carriera, e che però ha da poco contratto il Covid.

Così, il giocatore che tra il 2018 e il 2021 ha vinto 3 Championship consecutivi nella specialità del Dealer’s Choice, sarà costretto al riposo assoluto. Adam sta abbastanza bene, anche se ha frequente bisogno di riposo. Tra un sonnellino e un altro ha avviato il suo primo “Ask Me Anything” (chiedetemi qualunque cosa) su Twitter, giusto per non annoiarsi a causa dello stop forzato. Vengono fuori diversi aspetti molto interessanti della sua carriera e della sua personalità, di cui andremo qui a pubblicare alcuni estratti.

Prima di tutto, però, è il caso di ricordare che Friedman diventò una celebrità per il pubblico americano già 17 anni fa, e per un “pianto”.

Adam Friedman e quel pianto al Main Event 2005

Siamo nel corso del day 3 del Main Event 2005. con circa 100 dei 5619 partecipanti ancora in lizza. Tra questi il 23enne Adam Friedman, che si ritrova a dover prendere una difficile decisione sul board a 5 10 4 j . L’inglese Shane Bartholomew è allin per 192mila chips, Adam ha k 9 e riflette per diversi minuti. Guardandola oggi, così a distanza, può sembrare un call automatico o al massimo un cooler. Al tempo evidentemente lo era un po’ meno, anche perché perdendo Friedman sarebbe rimasto con meno di 100mila fiches.

Alla fine Adam fa call e l’avversario esulta girando a 8 . Friedman si dispera, si mette la testa tra le mani e non nasconde le lacrime, per una giocata sbagliata. “Ho giocato per 3 giorni un poker perfetto”, singhiozza Adam dimenticando di essere praticamente in mondovisione.

il pianto disperato di un giovane Adam Friedman

Alla fine Friedman risalirà a oltre un milione, uscendo poi al 43° posto. Il suo avversario nel frattempo era già uscito 81°, poco dopo l’inizio del day 4. Per i pokeristi americani, tuttavia, Friedman è rimasto a lungo come “quello che pianse su ESPN”.

Le domande di follower e colleghi nell’AMA di Friedman su Twitter

Proprio questo aneddoto non poteva non rientrare negli argomenti delle molte domande che follower e colleghi hanno posto su Twitter ad Adam Friedman.

Il pianto e il passato

D: “L’Adam del 2022 ritiene che l’Adam del 2005 aveva giocato un poker perfetto per 5 giorni?”
R: “Guardandomi indietro, il mio gioco del 2005 era sicuramente buono, non perfetto”.

D: “Quanto spesso ti capita di venire menzionato o ricordato come “quello che pianse in TV?”
R: “Sempre meno, man mano che passano gli anni. Di battute ne ho sentite moltissime, ormai non ce n’è più nessuna di originale.”

D: “Quale è il primo gioco di poker che hai imparato, e a che età?”
R: “Il primo gioco che ho imparato è lo Stud. Me lo insegnò mio padre quando avevo 18 anni”.

Le varianti di poker e la tecnica

D: “In genere che gioco scegli nel Dealer’s Choice?”
R: “Direi gli split pot draw games più spesso di altri. Ma diciamo che potrei scegliere indifferentemente tra 15 dei 20 giochi”.

D: “Perché non viene proposto il Pot Limit Stud?”
R: “Perché la gente andrebbe rotta in pochissimo tempo”.

I colleghi e gli errori più frequenti

D: “Come ti collochi in un ipotetico ranking tra i giocatori di Stud di tutti i tempi?”
R: Non ho mai giocato contro molti dei più grandi giocatori di Stud. Non ho mai giocato la partita di Larry Flynt, per dire, quindi non sono in grado di dirlo. Però posso dirti che tra quelli con cui ho giocato, il migliore in assoluto è Johnny “World” (Hennigan, ndr).”

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D: “Il più frequente errore commesso dai giocatori di No Limit quando si cimentano negli altri giochi?”
R: “Pensare che puoi stealare con la stessa frequenza con cui lo fai nei giochi Limit”.

D: “Quale è il più grosso errore che i buoni giocatori commettono nello Stud e negli altri Mixed Games?”
R: “Non porre la giusta attenzione a tutte le carte che sono state distribuite e cosa la gente sta rappresentando bene o male”.

Braccialetti e futuro

D: “Che nuovo evento ti piacerebbe vedere alle WSOP, tra quelli che non esistono ancora?”
R: “Direi tutti i 20 giochi del Dealer’s Choice a rotazione con buy-in da 1.500 e 10.000$. Poi mi piacerebbe vedere un 2.500$ Badugi e un aggiustamento al 2.500$ Mixed Draw, includendo sia Baducey che Badacey”.

D: “Dei 5 conquistati quale è il braccialetto a cui sei più affezionato?”
R: “Direi il quarto, il terzo consecutivo nel DC Championship vinto contro il miglior giocatore WSOP di sempre (Phil Hellmuth, ndr) e rimontando da uno svantggio di 4 a 1. Anche lo Stud di qualche giorno fa ha significato molto per me”.

D: “Quanti braccialetti pensi che potresti avere, alla fine della tua carriera?”
R: “Ho una cifra in mente, ma non la direi mai a nessuno”.

D: “Se avessi preso il Covid il giorno prima del 10k Dealer’s Choice, cosa avresti fatto?”
R: “Avrei risparmiato 10mila dollari”.

Immagine di copertina: Adam Friedman durante il WSOP Main Event 2005 (Courtesy PokerNews)

"Assopoker l'ho visto nascere, anzi in qualche modo ne sono stato l'ostetrico. Dopo tanti anni sono ancora qui, a scrivere di giochi di carte e di qualsiasi cosa abbia a che fare con una palla rotolante".