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Christian Scalzi: “i players russi sono il 25% del field, il poker live è in ascesa a Cipro e in Africa”

Il biennio 2020/2021 è stato – senza alcun dubbio – tra i più difficili per l’industria del poker live mondiale, ma il movimento è già ripartito con entusiasmo e numeri non trascurabili (vedi EPT Praga), nonostante la Guerra in Ucraina e le conseguenti sanzioni alla Russia, fatti che stanno destabilizzando anche il mercato dell’ hold’em in Europa. Ci risulta, ad esempio, che molti players russi non siano stati in grado di poter partecipare a tornei di livello mondiale per problematiche riguardanti il codice Swift e i circuiti bancari.

Chi può darci una testimonianza credibile sulle evoluzioni e grossi cambiamenti del live nel Vecchio Continente (e nel mondo) è Christian Scalzi, tournament director italiano da anni protagonista sulle scene internazionali. E’ senza dubbio uno degli addetti ai lavori più esperti e che frequenta parecchi circuiti.

Sono stati due anni molto difficili per il movimento del poker live: si è giocato poco e soprattutto nei periodi estivi. Come valuti questi lunghi stop?  Hanno condizionato il settore?  Per alcuni attenti osservatori, si sta aprendo una Golden Era del poker live, sei d’accordo con questa analisi?

Lo stop per il Covid ha chiaramente fermato tutto il nostro settore ma onestamente, diciamolo a bassa voce, noto molto piacevolmente che tutti i Festival proposti durante ed adesso post Covid registrano ottimi numeri quindi sono d’accordo con coloro che notano quasi un nuovo boom del nostro settore, soprattutto live.

I numeri del Festival di Praga (l’EPT ndr) sono fantastici: si è registrata un’ incredibile affluenza nonostante le forti tensioni internazionali dovute alla guerra in Ucraina. Ero a Rozavdov poco prima ed anche lì siamo stati busy.

Quanto può aver influito l’assenza dei players russi?

Posso fare un paragone e prendere i dati – per esempio – degli ultimi miei WPT Praga (pre-Covid19). I giocatori della Confederazione Russa presenti rappresentavano sempre almeno il 20-25% dell’ evento. Immagino siano mancati, per ovvi motivi all’ appuntamento dell’EPT. Se ci fossero stati anche loro, puoi immaginarti i record di affluenza a Praga?

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Christian Scalzi in compagnia di Tony G (al centro della foto)

Nel 2019 il live era in grande ascesa. Pensi che si possa mantenere questo trend? Perché si parla (a sproposito) di calo della popolarità del texas hold’em quando invece nei casinò si è registrato un aumento dell’affluenza nei tornei, Covid a parte.

Il Texas hold’em è in continua crescita a livello di appassionati amatoriali (che sono la panacea del nostro settore) quindi questi format televisivi e social (penso a Twitch) ci permetteranno di dare sempre più visibilità al nostro amato gioco.

Tu sei sempre a contatto con i principali circuiti e casinò: che informazioni hai sulla ripresa delle attività nel 2022?

Ho sentori molto positivi, con nuovi sponsor interessati e diverse location alternative che investiranno molto nel nostro business.


Per esempio, hai informazioni di nuove strutture che possono essere il prossimo punto di riferimento? Oggi il King’s è sulla bocca di tutti quando 7/8 anni fa viveva quasi nell’anonimato.

Se dovessi scommettere su una futura location, punterei su Merit Cipro. Si tratta di una realtà molto attiva: in estate annuncerà il nuovo hotel dove ci sarà la bellissima poker room con oltre 90 tavoli presenti all’Imperial Merit.

 

Non a caso sei proprio a Cipro in questo momento per la serie Super High Roller in collaborazione con il Triton e ci sono ben 12 tavoli high stakes aperti alla partita 50€/50€.

Si, dopo l’esperienza dell’anno scorso sono felice di essere il Tournament Director di una manifestazione così esclusiva e in una location di tutto rispetto come il Merit, molto adatto a questo tipo di eventi.

 

Sei un giramondo e hai visitato molti casinò. Puoi indicarci quali potrebbero essere altre location emergenti del poker mondiale?

L’Africa secondo me ha molto potenziale. Oltre alle location già note del Marocco, vi segnalo Dakar. Il prossimo appuntamento da tenere d’occhio è in Senegal, per WSOP Circuit Dakar dove sarò presente in una nuova veste e sarà un altro Festival che attrarrà molti appassionati del continente Africano. Là il poker sta esplodendo in termini di popolarità.

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Passando alle location che conosciamo meglio: per quale ragione nei casinò italiani si snobba così il gioco del poker? Non pensi che sarebbe giusto regolamentare i circoli e dare agli italiani la possibilità di giocare dal vivo? Invece sono costretti a giocare in Slovenia, Svizzera, San Marino o addirittura volare in Repubblica Ceca.

Questo è un punto dolente – dal mio punto di vista personale – e che mi disturba talvolta. La situazione dei Casinò italiani non permette al momento una programmazione come avviene in altre realtà. Premetto però che lo dico da esterno: non entro in una nostra sala da diverso tempo.

Detto ciò, è innegabile che il flusso di giocatori italiani sia una realtà che non possiamo non notare, è ovvio che qualsiasi giocatore sceglie – in base a diverse tipologie di offerta – le proprie trasferte.

Da Sanremese, non ti dispiace non poter partecipare e contribuire alla vita del casinò della tua città? Il programma sul poker è scarno da anni.

Ho visto che IPO sarà protagonista proprio a pochi chilometri da casa mia e non ti nascondo che mi farebbe piacere in qualche modo dare una mano, ma non dipende da me.

 

Per l’Italia sei sempre stato un punto di riferimento per la TDA (Tournament Director Association che decide sui regolamenti di gioco) cosa bolle in pentola? Hai qualche anticipazione?

Sarò presente al TDA Summit di Las Vegas previsto per fine giugno/inizio luglio (a breve le date ufficiali, si svolgerà come sempre all’ Aria hotel). Sarà davvero eccitante ed emozionante ritrovare tanti colleghi ed addetti ai lavori, devo molto a Matt Savage che è uno dei fondatori del TDA e che mi diede già la possibilità di parlare insieme al board dei TD della situazione del poker in Europa all’epoca.

Christian Scalzi
Christian Scalzi

Ritornando in Europa: sei molto legato ai colori di partypoker. Il prossimo appuntamento sarà qui a Malta per il Partypoker Championship, torneo che ha una struttura molto particolare. Le prossime tappe?

Si e se mi consenti, vorrei ringraziare Partypoker nelle figure di Rob Young, Dan Rose, Nick Whiten, Neil Barrett e soprattutto Maurizio Tresca, al quale sono molto legato per la fiducia accordatami negli ultimi anni e per avermi trovato uno spot anche e soprattutto nel non facile periodo Covid; loro sanno benissimo il motivo. Avere una azienda che crede in te anche in un periodo, quando il poker live era di fatto nullo ha significato molto per me, trovo che partypoker sia molto dinamica ed adesso ha in programma finalmente una attenta offerta per il Live.

Il prossimo PPC Malta avrà un format molto particolare seguendo le orme del nostro Millions in parte, dopo il primo round dei day 1 che si è giocato all’Imperium di Milano (ricordiamo che sono i partner in esclusiva per l’Italia) i giocatori avranno la possibilità di giocare i vari Days a Portomas (Malta) e qualificarsi dunque (già ITM del 15%) insieme ai tantissimi players che si presenteranno sull’ isola, essendosi qualificati attraverso partypoker online.

Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo. Editor in Chief.