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marcello miniucchi

Dieci bullet a vuoto al Main WSOPC per Marcello Miniucchi: “Ho contribuito per l’1% al montepremi!”

Nei primi anni del nuovo millennio i tornei con re-entry furono la grande novità in un panorama live monopolizzato dagli eventi freezeout.

Da subito la formula venne vista come particolarmente vantaggiosa per i professionisti, che rispetto ai giocatori occasionali sono dotati di un bankroll che consente loro di effettuare più ingressi.

Ma questa disponibilità può anche diventare un boomerang: dopo aver saputo che aveva effettuato dieci entry al Main Event WSOP Circuit, ci siamo fatti spiegare in che modo da Marcello Miniucchi.

Il racconto dei bullet

Mentre Marcello snocciola le eliminazioni che ricorda, si capisce subito che la sorte ha avuto un ruolo non secondario nella sua giornata storta:

“Non ricordo tutti e dieci i bullet. Il primo sì, ho brokkato con A7 suited su 7-4-2 con progetto di colore contro un avversario che aveva coppia di re ed è andato lui. Il secondo forse l’ho un po’ lanciato con 8-5 su J-4-5-6, l’avversario poteva essere in bluff e invece ha girato J-4 ma potevo farmi i cazzi miei e foldare. Poi ho perso con JJ contro A4s in una mano in cui ho cold-fourbettato preflop con l’avversario che mi ha chiamato per una montagna di soldi. C’era history perché cinque o sei mani prima, su una sua tribet, avevo cold-fourbettato tipo 21bb-22bb QTs da big blind, lui era andato all-in per i suoi 30bb con AK e avevo perso il colpo. Poi ricordo un altro colore floppato dall’avversario con AKs quando avevo in mano coppia di assi. Un altro bullet se ne è andato in all-in preflop con coppia di re contro AQ, un altro in coinflip con coppia di nove contro AT, in un altro ho mandato vasca per 12bb con K-9 da cutoff, mi ha chiamato un avversario con AJ ed è andato lui. Al nono bullet sono salito fino a 120k, poi ho perso in blind war con coppia di assi contro una scala a caso e sono sceso a 80k, la mano dopo apre utg, tribetto QQ, questo avversario cinese che mi copre di poco va all-in, snappo, gira coppia di 8, flop liscio, turn 8”.

Che possano capitare queste cose in un field dal livello così basso fa capire quanto sia alta la varianza nel poker.

Marcello Miniucchi

Spremere la formula

Ma nonostante i dieci bullet andati Miniucchi non cambierebbe di una virgola il suo approccio al torneo, anche perché cerca sempre di ‘spremere al massimo’ la formula re-entry:

“Non sono nuovo a questo tipo di exploit, altre volte ho fatto 7-8 bullet nello stesso torneo. Tendo a spingere abbastanza gli eventi con questa formula ma quando sei in varianza negativa che le tue non girano è un problema e puoi fare questi record negativi qui. Il mindset non era di sicuro sbagliato, tanto più in eventi come questo, in cui di sicuro non trovi il field dell’EPT con il gotha del poker europeo. Il fatto che possano capitare queste cose in un field di livello basso fa capire quanto sia alta la varianza nel mondo del poker. Tra l’altro ero partito convinto che fosse un torneo da 1.650€ di buy-in, avessi saputo che era da 1.100€ non so se avrei fatto la trasferta.”

Quante entry al massimo nel singolo torneo?

Marcello ci dice che dopo aver visto il payout del Main Event WSOP Circuit ha capito che a fronte dei dieci re-entry avrebbe dovuto chiudere almeno in dodicesima posizione per andare quasi break-even.

Ma aggiunge che è sbagliato stabilire il numero ideale di entry da effettuare in un torneo guardando al payout:

“Ne parlavo proprio durante questa trasferta con Giovanni Giudice, bisogna ragionare bullet per bullet senza pensare a quanto si è già investito. Non è che devi ragionare ‘al sesto-settimo re-entry mi fermo’, guardi bullet per bullet se sei focused, i blinds, il livello del field… Sono queste le considerazioni da fare per decidere di rientrare a un torneo o meno: basta giocare in roll e problemi non ce ne sono. Di sicuro chi dopo uno scoppio diventa preda di pensieri negativi, che lo portano a giocare peggio e a prendere decisioni mediamente più sbagliate, fa meglio a non rientrare. Viceversa se anche al decimo entry riesci ad andare a premio e vinci che ne so, 3k, hai comunque recuperato una parte dell’investimento.”

Luca Sebastiani mi ha alleviato l’agonia di questi tre giorni con piacevoli chiacchierate.

Marcello Miniucchi

Una trasferta storta

Dopo l’ultimo bullet al Main Event WSOPC, Miniucchi si è diretto a un tavolo cash 25€/25€/50€ dove ha fatto break-even. Poi ha tentato la sorte all’evento WSOPC 550€ 6-max che metteva in palio l’anello.

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“Sono entrato con 40k di stack a t1.600 su big blind. Apre cutoff, chiama small blind, io spillo TT e vado all-in diretto dicendomi che tanto non foldano mai. Original raiser folda, small blind chiama e poi dice che aveva valutato male lo stack, ma il dealer lo obbliga al call visto che ha parlato. Gira QJo e dato il trend della trasferta so già che le mie possibilità di vincere la mano sono close to zero. Infatti…”

“Sempre in bankroll”

Ma nel set di skill del professionista di poker, c’è anche la capacità di assorbire queste fluttuazioni della sorte, magari con il supporto di qualche collega.

“Luca Sebastiani mi ha alleviato l’agonia di questi tre giorni con delle piacevoli chiacchierate, lo saluto e lo ringrazio”.

Anche con i tornei re-entry bisogna sempre giocare in modo responsabile, senza farsi prendere la mano:

“Il poker è uno skill game ma va contestualizzato secondo le finanze di ciascuno. Cambia molto se lo prendi come una professione o come un gioco per passare il tempo – dice Miniucchi – Va sempre giocato secondo le proprie possibilità, con una adeguata gestione del bankroll e delle proprie finanze.”

Dopo anni passati a scrivere di altro, in un periodo sabbatico mi sono appassionato al poker e dal 2012 è diventato il mio pane quotidiano. Intanto ho scritto un paio di libri che niente hanno a che vedere col nostro meraviglioso gioco.
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