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Faraz Jaka e una anomala stopping bet da 1 big blind al river

[imagebanner gruppo=”ballas”] Pochi final table sono in grado di emozionare quanto quelli del World Poker Tour. Il motivo è sicuramente legato ai tanti professionisti che si sono resi protagonisti negli anni ma anche al fatto che, essendo uno dei primi circuiti di poker trasmessi in televisione (debuttò nel 2002), tutto è studiato nei minimi dettagli per far vivere allo spettatore l’emozione di questo gioco nel miglior modo possibile.

Parliamo della regia, del sempre apprezzato commento di Mike Sexton, del final table 6-handed e delle recenti introduzioni delle Royal Flush Girls e del Raw Deal di Tony Dunst, tutti elementi che hanno contribuito e tutt’ora contribuiscono a rendere il WPT uno spettacolo a 360°. Come detto, però, i veri artefici di tutto questo sono ovviamente i professionisti presenti al tavolo finale, che hanno sempre garantito entertainment allo stato puro.

Nel corso degli anni abbiamo assistito alle performance di Phil Ivey, Daniel Negreanu, Gus Hansen, Phil Hellmuth e molti altri big del poker mondiale ma secondo alcuni il final table più bello e spettacolare della storia del WPT è quello del Doyle Brunson Five Diamonds World poker Classic del 2009. Si tratta di un evento da 15.400$ di buy-in, che vide protagonisti al final table solo giocatori professionisti, tutti in lotta per una prima moneta da ben 1.4 milioni di dollari.

Al final table 6-handed giunsero Steve O’Dwyer, Scotty Nguyen, Shawn Buchanan, Faraz Jaka, Josh Arieh e Daniel Alaei ma a dare spettacolo furono soprattutto gli ultimi tre, che misero in mostra un gioco spesso aggressivo e sempre molto particolare e fuori dagli schemi. Lo dimostra la mano tra Jaka e Arieh che vi raccontiamo oggi.

Tra i due professionisti (rispettivamente secondo e primo nel chipcount) c’era già molta history ed entrambi sono noti per essere molto preparati e aggressivi. Quando due giocatori di questo tipo si scontrano, è quasi inevitabile assistere a linee di condotta diverse dal solito, una strategia necessaria per sconfiggere un regular di livello simile. Quello che fa Faraz è però decisamente anomalo. Andiamo a vedere perchè.

Il gioco è aperto proprio da quest’ultimo, che rilancia a 400.000 su blinds 80.000/160.000 con 9 10. Josh decide di 3-bettare in posizione con k 3 fino a 1 milione, proprio perchè, conoscendo il suo avversario, sa che il suo range di apertura è molto ampio. Faraz decide di chiamare e si giunge quindi sul flop 3 k 9 , dove assistiamo al check-call per 1.6 milioni di chips.

È importante far notare che a questo punto il piatto è già enorme, ma sul turn k , che dà un fullhouse a Josh, l’action non si placa anche se questa volta è Jaka a uscire con una puntata alquanto singolare: decide di mettere in mezzo 550.000 gettoni, ovvero il 10% del piatto. La sua sembra essere la più classica delle stopping bet e Josh decide di limitarsi al call considerando la forza della sua mano e la posizione favorevole.

Sul river 7 la scena si ripete, anche se questa volta Faraz sceglie di puntare ancora meno: mette in mezzo 160.000 chips (2% del pot), ovvero un big blind, la puntata minima. Il pubblico scoppia a ridere e anche Josh sembra divertito ma comunque non può esimersi dal rilanciare, scegliendo un piccolo raise fino a 1.34 milioni. Il suo intento è quello di non far scappare l’avversario con uno shove e per questo la sua mossa sembra perfetta ma dall’altra parte c’è un giocatore che sa il fatto suo, nonostante quell’inusuale mini-bet sul river. Dopo una lunga riflessione e un po’ di trash talking, infatti, Faraz capisce di essere indietro e nonostante le ottime pot odds decide di passare la sua second pair.

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Questo il video della mano in questione (incomincia a 18:21) ma vi consigliamo di guardare tutto questo spettacolare final table:

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