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Quando Bobo Maroni chiuse il poker live in Italia

Puntata speciale per il poker amarcord, speciale quanto triste. Infatti è notizia di oggi la morte di Roberto Maroni, politico che negli ultimi anni era rimasto in disparte, anche e soprattutto per colpa del male che poi lo ha sconfitto. Il nome di Maroni rimarrà per sempre legata al mondo del poker per un suo provvedimento da Ministro dell’Interno.

Roberto Maroni e la circolare del 09-09-09: la mannaia sul poker live in Italia

Prima di quel 9 settembre del 2009, l’Italia del poker live viaggiava in una sorta di zona grigia. I circoli erano centinaia, il movimento in continua crescita fino a una stima di oltre 2 milioni di giocatori potenziali. Tuttavia non solo l’attesa non venne soddisfatta, ma arrivò anche un provvedimento di rottura, definitivo. Il 9 settembre 2009 l’Italia del poker si svegliò con questa circolare, inviata dal Ministero dell’Interno alle Questure:

Nella Gazzetta Ufficiale del 14 luglio, n. 161 – Supplemento ordinario n. 110, è stata pubblicata la legge 7.7.2009, n. 88, recante ‘Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alla Comunità Europea – Legge comunitaria 2009’. L’articolo 24 ha introdotto significative novità in relazione allo svolgimento dei tornei di poker sportivo non a distanza, in particolare al comma 28 viene stabilito che i citati tornei sono consentiti a soggetti titolari di concessione per l’esercizio e la raccolta di uno o più giochi, previa autorizzazione dell’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato. Il precedente comma 27 prevede che con regolamento della menzionata amministrazione finanziaria, da adottarsi di concerto con questo ministero, sono disciplinati i tornei di poker sportivo, l’importo massimo della quota di partecipazione al torneo, le modalità che escludono i fini di lucro ecc… Tanto premesso, si pregano le SS.LL, nelle more della definizione della procedura di attribuzione delle concessioni e dell’emanazione del regolamento, che formerà comunque oggetto di successiva comunicazione, in osservanza delle sopravvenute ragioni di pubblico interesse determinate dalla novella legislativa, di voler predisporre ogni utile misura affinché non venga consentito ulteriormente l’espletamento delle manifestazioni di poker sportivo. Nel rappresentare, infine, che il contenuto della presente circolare è condiviso dall’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, si pregano i signori Prefetti di voler informare nelle forme ritenute più opportune i Comuni di rispettiva competenza.

Il regolamento come Godot

Il famoso regolamento non arrivò mai. La circolare è stata poi superata sia da leggi successive che soprattutto da varie sentenze che hanno contribuito a fare giurisprudenza. Oggi in teoria è pacificamente acclarato che il poker live, a determinate condizioni, è considerabile alla stregua di un gioco di abilità. In pratica, le moltissime sale ancora presenti sul territorio continuano a essere costrette a navigare a vista, contando sul buon senso o sulla larghezza di vedute del questore di turno.

L’occasione persa nel 2009

Però la storia insegna, e in cose ben più importanti rispetto al poker, che le riforme e i cambiamenti vanno colti quando è il momento di farlo. Tredici anni fa il poker costituiva una nicchia importante, che poteva smuovere qualcosa anche in termini di potenziale elettorale. Regolamentare il settore allora avrebbe avuto un peso e un significato enorme, oltre a permettere di fare emergere un indotto dalle potenzialità non indifferenti.

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Non fu così e ovviamente non solo per colpa di Roberto Maroni, il quale era firmatario di un provvedimento (di cui parlavamo anche qualche settimana fa in un altro poker amarcord) che fece morire sul nascere le speranze di migliaia di appassionati di poker. Tuttavia Maroni non si può certo per questo considerare il responsabile della morte del poker live in Italia. Da oggi, purtroppo, non non sarà più possibile nemmeno discutere con lui. Che riposi in pace.

COMPARAZIONE GIOCHI
"Assopoker l'ho visto nascere, anzi in qualche modo ne sono stato l'ostetrico. Dopo tanti anni sono ancora qui, a scrivere di giochi di carte e di qualsiasi cosa abbia a che fare con una palla rotolante".