Vai al contenuto

Rounders, parla John “Teddy KGB” Malkovich: “quel personaggio mi perseguita”

Gli appassionati di “Rounders“, hanno imparato negli anni ad amare uno dei personaggi più affascinanti e studiati del film di John Dahl, probabilmente quello che incarna maggiormente la figura del giocatore professionista che passa il suo tempo a giocare a poker nelle poker room, più o meno malfamate, di una città come New York.

Teddy KGB e il suo modus unico

L’attore, dovreste saperlo, è John Malkovich, che dà al personaggio di Teddy KGB una meravigliosa funzione di unicità, nella quale si fondono gli ingredienti che servono per gestire un locale dove non bazzicano di certo educande e le capacità di un vero giocatore di cash game.

Fr.PokerNews, ha ripreso un’intervista rilasciata dall’attore a GQ, peraltro destinatario di due nomination per il premio Oscar e tre Golden Globe, nella quale è tornato a parlare del ruolo in quel film, facendo sapere che non è semplice staccarsi da quel ruolo stesso, seppur siano passati qualcosa come 25 anni.

Alcune persone vengono ancora a trovarmi negli aeroporti, sugli aerei, nei ristoranti o in qualsiasi altra cosa, ed è di questo che vogliono parlare: Teddy KGB”, ha detto Malkovich. “Spesso si tratta di persone che hanno attraversato una fase della loro vita a giocare a poker o che la stanno ancora attraversando“.

Tra i ruoli meglio riusciti

L’intervista si snoda attorno a quelli che sono i personaggi che più sono piaciuti nella carriera di Malkovich, a partire da quelli memorabili in film come Con AirBurn After Reading e Being John Malkovich.

Scopri tutti i bonus di benvenuto

Ma buona parte di un’intervista durata 40 minuti, è dedicata al personaggio di Teddy KGB.

Ho pensato che fosse un ruolo piuttosto divertente. E soprattutto appariscente in quel senso“, ha spiegato. “E la vera decisione su questo è stata fino a che punto potersi spingere oltre per evitare che si passasse dalla credibilità alla caricatura”.

“C’è stata, e probabilmente c’è ancora, molta discussione sul mio accento, che in realtà mi è stato insegnato da una grande attrice di nome Ingeborga Dapkunaite, che è cresciuta in Lituania, ma il cui padre era un diplomatico sovietico, che ha vissuto e lavorato a Mosca per anni. Ho trascorso un bel po’ di tempo in Russia, e ci sono un sacco di parole che vengono fuori in quell’interpretazione. Cose come ‘lui’, semplicemente non dicono ‘lui'”.

"C'è chi pensa che sia impossibile prendere parte a tutti i tavoli finali dei tornei a cui si partecipa. Questo è vero per tutti. Tranne per chi li racconta".
MIGLIORA IL TUO POKER CON I NOSTRI CONSIGLI