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Warren Buffett

Warren Buffett: “Nella vita, come nel poker, i giocatori più esperti finiscono sempre per vincere”, le 4 regole

Warren Buffett è una delle figure più rispettate e influenti del mondo degli affari. Nato ad Omaha, nel Nebraska, nel 1930, Buffett ha costruito la sua fortuna negli investimenti azionari con la sua multinazionale: la Berkshire Hathaway. Considerato un genio nel business, Buffett è noto per la sua filosofia di lungo termine e il suo approccio razionale alla gestione del denaro. Concetti molto cari ai giocatori di poker.

Ha spesso usato il giochino come metafora: “Nella vita, come nel poker, i giocatori più esperti finiscono sempre per vincere” .

Warren Buffett: “non dire mai quello che sai”

Il re degli investimenti ha anche ribadito: “Ci sono solo due regole per vincere al gioco: la prima è non dire mai tutto quello che sai”.

David Sklansky conosce bene questo aspetto: “il poker è un gioco di informazioni incomplete, e la tua capacità di leggere gli altri e nascondere le tue carte è ciò che ti fa vincere”.

Poker e investimenti: le regole comuni

Come sostenitore della filosofia dell‘investimento di valore, Buffett ha cercato di investire in aziende che considera sottostimate rispetto al loro valore intrinseco, valutando la loro salute finanziaria e la qualità del management. La sua capacità di selezionare le giuste aziende e di mantenere queste posizioni per decenni gli ha permesso di accumulare una fortuna personale stimata in oltre 113,8 miliardi di dollari (stima Forbes), rendendolo uno degli uomini più ricchi del mondo.

La sua influenza nel mondo degli affari è tale che il suo commento su un’azienda o su un settore può spostare il mercato azionario.

Il poker e gli investimenti hanno alcune similitudini importanti, come la gestione del rischio, la lettura degli avversari, la pazienza e la concentrazione. Warren Buffett ha dimostrato di saper applicare queste abilità nel mondo degli affari. Dalle sue regole e dai suoi insegnamenti pubblici, i giocatori di poker possono trarne dei consigli molto utili.

La gestione del rischio nel poker e nel business

Sia nel poker che negli investimenti, la gestione del rischio è fondamentale. Buffett ha spesso sottolineato l’importanza di limitare le perdite e di investire solo in ciò che si conosce bene. Nel poker, un giocatore vincente deve saper gestire il proprio bankroll e non investire troppo in una sola mano o torneo.

“La regola numero 1 è non perdere mai soldi. La regola numero 2 è non dimenticare mai la regola numero 1”

Warren Buffett

La lettura degli avversari e delle persone

Nel business come ai tavoli verdi, la capacità di capire le intenzioni degli altri è la chiave per avere successo. Buffett ha spesso parlato della sua abilità nel valutare la qualità della leadership delle aziende in cui investe, mentre nel poker la lettura degli avversari è cruciale per capire quando bluffano e quando hanno una mano forte. Joe Navarro ha ricordato: “Nel poker, non si gioca la mano, si gioca in base alla persona che hai di fronte.”

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La pazienza

Phil Ivey ha sempre ripetuto: “Il poker è un gioco di pazienza, disciplina e autocontrollo.” Anche negli investimenti, la pazienza è una virtù. Buffett ha sottolineato l’importanza di investire a lungo termine (su questo punto ci ritorneremo con i consigli di Buffet) e di non farsi influenzare dalle fluttuazioni del mercato, mentre nel poker i giocatori vincenti sono quelli che sanno aspettare il momento giusto per agire.

La concentrazione

Phil Galfond, uno dei più forti e preparati players high stakes (soprattutto nel PLO) ha dichiarato “Il poker è un gioco di attenzione ai dettagli, e devi essere sempre attento a ogni piccola informazione che puoi raccogliere.”

Il re di Wall Street ha spesso parlato della sua abitudine di cogliere ogni particolare e informazione (che può sembrare anche marginale ma che non lo è) e di leggere e studiare diverse ore al giorno, mentre nel poker un giocatore vincente deve essere concentrato per ore per cogliere ogni minimo dettaglio di quello che accade al tavolo.

Buffett e i suoi investimenti a Las Vegas

Nulla è lasciato al caso per Buffet, per questa ragione ripete sempre il suo scetticismo sul gioco d’azzardo: “Se vedi qualcuno a Las Vegas con un Rolex, puoi essere sicuro che non è stato vinto ai tavoli da gioco.”

E’ forse per questo motivo che Buffet ha sempre cercato di stare dalla parte giusta del banco se parliamo di gioco d’azzardo. Berkshire Hathaway possiede una quota di minoranza di Caesars Entertainment, e in passato ha posseduto azioni di altre società del settore come Wynn Resorts e Boyd Gaming. Tuttavia, è importante notare che gli investimenti di Berkshire Hathaway sono diversificati in molti settori e che il gioco d’azzardo rappresenta solo una piccola parte del suo portafoglio.

“Non prendere troppo sul serio i risultati annuali. Concentrati invece sulle medie di quattro o cinque anni”

Warren Buffett sul concetto di lungo periodo

Buffet gioca a poker?

Rispetto a altri uomini d’affari come Andy Beal, ama il bridge, meno il texas hold’em ma ogni anno gioca un torneo di poker privato “NetJets Poker Invitational” (fonte Forbes magazine), organizzato da NetJets società sussidiaria per i jet privati di Berkshire. L’evento è riservato solo agli azionisti della compagnia aerea. Il montepremi è di 500mila dollari più 10 ore di volo del valore di 150mila dollari su un jet Bombardier Global 5000. Il field è sempre formato da imprenditori di grande successo ma i riflettori sono puntati sulla star in sala: Warren Buffett. Il quale, in genere, ha raccontato a un giornalista di Forbes, riesce ad uscire sempre dopo poche mani. Alla faccia della pazienza. Spesso sono invitati poker pro famosi come Phil Gordon per commentare le mani della giornata e le fasi più calde del torneo. Ogni tavolo ha inoltre un VIP sul quale c’è sempre una taglia da 5.000 dollari.

Si tratta di un torneo d’elite al quale Buffet partecipa solo per una questione di pubbliche relazioni, ma la sua vera passione è il bridge, lo ripete sempre fino alla noia.

Le prime due regole di Buffett: “non perdere mai soldi”

“La regola numero 1 è non perdere mai soldi. La regola numero 2 è non dimenticare mai la regola numero 1.” .

Questo tipo di concetto può essere traslato ai giocatori di poker che non devono mai fare il passo più lungo della gamba ma soprattutto devono ricordarsi che il loro bankroll è tutto e lo devono rispettare in modo rigoroso. Nel poker a volte perdere dei soldi è inevitabile (sempre nei limiti sia chiaro!), ma l’importante è non perdere mai più del necessario. Questa è la vera regola. Essere sempre responsabili e usare il cervello.

I poker players se stanno partecipando a un gioco e sono perdenti (perché i più scarsi al tavolo) non devono agire per orgoglio (voler dimostrare di essere i più forti) ma ricordarsi sempre la prima regola di Warren: “non perdere soldi” quindi meglio ritirarsi in attesa di una partita migliore e rompere l’accerchiamento dagli squali, alzandosi dal tavolo.

“Solo quando si ritira la marea scopri…”

Un’altra sua frase ad effetto merita di essere citata: “”Solo quando la marea si ritira scopri chi ha nuotato nudo”. Questa regola calza a pennello per il mondo del poker (che è un gioco molto fuorviante a volte): la varianza spesso tende a farci sopravvalutare le nostre skills quando le carte girano e tendiamo a pensare alla sfortuna quando perdiamo. Alcuni giocatori molto esperti ripetono che una delle cose peggiori per un giocatore principiante è quello di iniziare subito con un rush vincente. In questo modo l’amatore pensa di essere dotato di talento quando invece dovrebbe studiare il gioco e la strategia e applicarsi, succede che quando le carte girano nel modo sbagliato, “la marea si ritira e si scopre che ha nuotato nudo” senza alcuna protezione. Così si fa male, molto male.

“Pensa al lungo periodo”

“Non prendere troppo sul serio i risultati annuali. Concentrati invece sulle medie di quattro o cinque anni”.

Il poker è un gioco di lungo termine e il lungo termine nel poker è molto più lungo di quanto la maggior parte dei players pensino. Stiamo parlando di anni, in alcuni casi decenni. Vincere un singolo torneo, lo sappiamo, è un mix micidiale e spietato di fortuna e abilità. Il vero lavoro del giocatore professionista vincente è quello di studiare ogni giorno e di applicarsi anche quando le cose girano male e questo periodo può durare parecchio. La perseveranza però ci rivela chi è veramente portato per questo gioco.

Editor in Chief Assopoker. Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo.