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WSOP: Phil Ivey è in testa per il Player Of The Year

Phil Ivey, al momento in testa per il titolo di POYAl momento la rincorsa al titolo di giocatore dell’anno delle WSOP 2012 è un affare a due fra Phil Ivey e John Monnette, separati al comando della graduatoria da un pugno di punti: alle loro spalle i nomi eccellenti non mancano, ma la strada è ancora molto lunga visti i diversi tornei che ancora devono essere disputati.

Quello che rende autorevole il primato di Ivey è il fatto di essere l’unico fra i primi a non poter vantare la vittoria di un braccialetto, un record che certo non lo inorgoglisce da un certo punto di vista ma che in qualche modo ne impreziosisce il primato.

Ad oggi è stato anche l’unico ad aver disputato ben cinque tavoli finali, peraltro tutti in discipline diverse e piuttosto tecniche e tutte diverse fra loro, a dimostrazione che colui che è considerato il più forte giocatore di poker al mondo non si è guadagnato questa fama per caso o in modo immeritato.

Ad un passo lo insidia però John Monnette, che ha davvero sfiorato il sogno di diventare il primo giocatore a vincere due tornei in questa edizione delle WSOP: anche per lui le WSOP finora sono state eccellenti, con un successo e altri due tavoli finali, conclusi con altrettanti podi.

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Più indietro, ma in grado di tornare in lizza, c’è la strana coppia formata da Andrew Frankenberger e Phil Hellmuth. Il primo si è affacciato da poco al mondo del poker live, ma ha dimostrato una costanza invidiabile, il secondo dopo anni al di sotto delle sue stesse aspettative pare definitivamente rinato, in grado di ritagliarsi una dimensione che conta anche in un poker ormai molto diverso da quello che lo aveva lanciato da giovanissimo.

A tutti questi nomi, così come a tutti quelli che li inseguono, probabilmente di questo titolo al momento poco importa, impegnati come sono a lasciare il segno, tuttavia sappiamo quanto questo genere di graduatorie diventino significative man mano che la possibilità di vincerle si fa più concreta: una motivazione in più che magari non farà la differenza ma di certo non guasta.