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Come vincere contro i fish (5° parte)

Riprendiamo la traduzione del post dell’utente A.Ertbjerg di TwoPlusTwo andando ad analizzare le tendenza dei fish LAG/maniac e le opportune contromisure per batterli ai tavoli cash game di No Limit Hold’em.

“La differenza tra un fish LAG ed uno maniac non è netta. Comunque, entrambi giocheranno un sacco di mani e rilanceranno spesso. Di solito hanno statistiche pre-flop 35+/25+, e sono le tendenze post-flop a distinguere un maniac da un fish Lag e da un loose-aggressive invece bravo.

Tuttavia, raramente (se non mai) ne incontrerete uno decente ai micro e small stakes, per cui come ipotesi generale andrò a considerare questi ragazzi come aggressivi ma scarsi.

Come bisogna allora procedere contro questi giocatori? Per affrontarli in maniera efficace occorre bilanciare diversi fattori. La prima regola per vincergli del denaro è comunque quella di valuebettare senza pietà.

Esatto: come per gli avversari loose-passive, bisogna puntare per valore con le mani forti. Il nostro opening range è più solido del loro, per cui l’obiettivo sarà quello di farci pagare quando stiamo messi molto bene. Tuttavia, contro questi ragazzi bisogna preparasi ad un approccio ad alta varianza.

Dato che giocano aggressivi, non possiamo limitarci a bettare con AK sul board K-high come faremmo contro i loose-passive; dovremo invece prendere decisioni più complesse perché bluffano con un range molto wide e tendono a rappresentare spesso il punteggio che si completa al turn o al river. Per questo motivo, potrà capitare talvolta di scontrarci con top pair top kicker quando loro hanno un set, e dovremo accettare il fatto che anche loro flopperanno a volte dei “mostri” così come accade ai loose-passive ma, a differenza di questi ultimi, li pagheremo più spesso.

Allora, di fronte ad un rilancio dovremo procedere con cautela, e dovremo decidere al momento se proseguire o meno con la nostra mano. Tutto ciò porta all’altro punto principale da considerare quando si gioca contro i fish LAG/maniac. Si tratta di una combinazione di cose da fare e non fare collegate tra loro in maniera logica.

Questo genere di avversari prospera su quelli che chiamano una o due volte e poi foldano. Di conseguenza, visto che andranno avanti con la loro azione, per noi sarà meglio non costruire un piatto sostanzioso se non abbiamo intenzione di callare sulla maggior parte dei river. Se non potete chiamare una second e third barrel, allora non fatelo neanche per la prima.

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Mi capita di vedere un sacco di genere che chiama al flop e al turn e poi folda al river. Questo vuol dire buttare i soldi dalla finestra. La connessione con il punto precedente riguarda il fatto che una volta che la nostra TPTK viene raisata, non possiamo chiamare per poi foldare ad un push al river. Se facciamo call al rilancio, ci siamo praticamente committati nella mano.

Passiamo ora al terzo punto. Come giochiamo le nostre mani medie dopo che ci hanno rilanciato contro? Ad esempio: abbiamo 88 sul board 10-10-3 rainbow e la nostra c-bet viene raisata. Contro un loose-passive è un easy fold, ma contro un maniac siamo in un spot decisamente complicato. Probabilmente abbiamo la mano migliore, ma il turn e il river possono riverlarsi dannosi per il nostro punteggio. Qualsiasi figura può infatti hittare il range dell’opponent che sicuramente sparerà una second o third barrel.

Come detto in precedenza, non possiamo chiamare al flop se il piano prevede di foldare contro un terzo delle carte ancora nel mazzo sul turn e river. Ciò allora spinge parecchia gente ad un’errata conclusione: bisogna rilanciare.” (continua)

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